Cultura e mare d’inverno: viaggio in Thailandia tra templi e spiagge

2 settimane alla scoperta dei templi del Nord e della capitale, con qualche giorno di relax nell’isola di Koh Samui
Scritto da: jaguar89
cultura e mare d'inverno: viaggio in thailandia tra templi e spiagge

Dopo una meta particolare e non semplice come il Madagascar, la mia ragazza aveva insistito per fare le vacanze natalizie in una meta calda con più facile accesso. La scelta finale è ricaduta sulla classicissima Thailandia, meta super gettonata per le vacanze invernali, ma che cionondimeno riesce a unire belle spiagge e alcune mete culturali, soprattutto al nord. Io ero stato a Bangkok nel 2016 di ritorno da un viaggio in Cambogia ma non avevo visitato il resto del paese che si è dimostrato molto ricco e variegato. Il clima nel periodo invernale è molto buono, perché comunque caldo ma molto più secco rispetto all’estate e quindi più facilmente sopportabile. Il prezzo per la vacanza, avendo approfittato di una super offerta di Iberia per il volo, si è rivelato decisamente accettabile, con costi locali molto contenuti e una spesa complessiva di circa 2000 euro a testa tutto incluso, compresi ben 3 voli interni.

Questo racconto sarà così organizzato: all’inizio raccoglierò una serie di consigli utili per coloro che vogliono organizzare un viaggio simile, cercando di rispondere a quelle che erano le mie perplessità prima del viaggio. Per i più pazienti, seguirà il diario del mio viaggio, che rappresenta anche per me un modo per poterlo rivivere anche in futuro: nel viaggio, per dare al lettore un’idea delle mete che ci sono piaciute di più e quelle che invece sono ‘sacrificabili’ utilizzerò la seguente scala:

  • ***** = imperdibile
  • **** = molto interessante
  • *** = interessante
  • ** = medio
  • * = si può saltare

Itinerario e tipologia di viaggio

Volevamo combinare una parte di viaggio più culturale nelle città del centro-nord con la visita di Bangkok e alcuni giorni al mare. Abbiamo quindi deciso di trascorrere i primi 4 giorni tra Chiang Rai, Chiang Mai e Sukhothai. Quindi ci sposteremo a Bangkok da dove faremo un’escursione in giornata ad Ayutthaya e infine passeremo 4 giorni sull’isola di Koh Samui, che abbiamo scelto in quanto un po’ meno turistica e caotica rispetto a Pukhet.

Voli, visto e spostamenti

Abbiamo acquistato a Maggio un fantastico volo Roma-Doha-Bangkok andata e ritorno per soli 650 euro a persona, un prezzo eccezionale per il periodo natalizio. Purtroppo, dopo alcuni mesi il volo Roma-Doha dell’andata è stato cancellato e quindi siamo stati spostati su un Roma-Madrid-Doha che ha reso il viaggio di andata parecchio complicato, anche considerando che avevamo dopo poche ore un volo interno per Chiang Rai. Abbiamo deciso anche di evitarci il tragitto in pullman di 8-9 ore da Sukhothai a Bangkok, prendendo invece un comodo aereo diretto della Bangkok Airways per 88 euro a testa. Abbiamo inoltre acquistato un volo interno della stessa compagnia anche per Koh Samui, nettamente il modo migliore per raggiungere l’isola, per un costo di circa 290 euro a persona per andata e ritorno. Aggiungendo il volo per Chiang Rai abbiamo quindi speso circa 1100 euro di voli a persona.

Soldi e spese

Il cambio al momento del viaggio era di circa 1 euro = 36 baht tailandesi. In loco abbiamo pagato quasi esclusivamente in contanti che spesso sono l’unica forma di pagamento apprezzato, soprattutto dai piccoli esercenti. È molto più conveniente cambiare gli euro piuttosto che ritirare: non fatelo all’aeroporto perché è il luogo con il cambio peggiore, mentre in generale Bangkok offre cambi migliori rispetto alle altre città. Spesa complessiva per il viaggio di circa 2000 euro a persona, di cui 1100 euro di soli voli. Questa, per gli interessati, una divisione indicativa della spesa pro capite: 1100 euro voli, 350 euro hotel, 180 euro altri trasporti vari (compresi quelli in Italia per raggiungere l’aeroporto e parcheggiare l’auto), 200 euro ristoranti e cibo, 90 euro ingressi, 70 euro spese mediche e vario.

Clima

Clima generalmente ottimo, solo un po’ caldo. Durante il giorno si arriva anche a 30-32°C ma sempre secco e all’ombra si sta bene. Noi abbiamo trovato sempre sereno, tranne una sera a Koh Samui che ha fatto qualche goccia di pioggia. A Koh Samui è stato un po’ ventoso e il mare alcuni giorni è stato mosso ma comunque tale da poter apprezzare il tempo trascorso al mare. La sera fa decisamente più fresco, tanto che a volte può essere utile una felpa. Attenzione all’aria condizionata in aereo e in altri luoghi come i centri commerciali.

Il nostro diario di viaggio

Giorno 1 – viaggio di andata

Partiamo alle 06:00 dalla provincia di Pisa per arrivare all’aeroporto di Fiumicino verso le 09:10. Lasciamo l’auto al comodissimo car valet (39.40 euro per 14 giorni) e per le 12 siamo sul volo Iberia per Madrid (arrivo 14:30). Brevissimo scalo e alle 15:55 siamo in partenza per Doha dove atterriamo alle 00:30 locali (+2h di fuso).

Giorno 2 – viaggio e arrivo a Chiang Rai

Altro scalo brevissimo e alle 01:40 prendiamo il volo della Qatar che ci lascia a Bangkok alle 11:55 locali (+4h). Voli tranquilli e senza particolari problemi. A questo punto facciamo il controllo passaporti e l’immigrazione (molto più veloci di quanto paventato su diversi post nei blog) e ritiriamo e reimbarchiamo le valige perché l’ultimo volo è stato acquistato separatamente dagli altri. Per questa ragione abbiamo parecchio margine, che aumenta ancora a causa del ritardo di circa un’ora che il nostro volo Thai Airways ha. Infine, partiamo alle 18:10 per atterrare dopo circa un’ora a Chiang Rai, all’estremo nord della Thailandia. La temperatura è piacevole e prendiamo il nostro primo Grab (una sorta di Uber asiatica) per l’hotel per 200 baht. Abbiamo prenotato due notti all’Hotel Hi Chiangrai (117€ in totale per la doppia) che è in centro ma vicino alla stazione dei bus e ha una bella piscina centrale. Dopo aver risolto qualche problema con il pagamento (tutte le nostre carte venivano rifiutate tantoché abbiamo dovuto cambiare dei contanti) decidiamo di farci una passeggiata per il mercato di Walking Street **, per poi cenare con noodles con carne e brodo allo stile di Lanzhou in un locale che li prepara sul momento: buoni e economici, spendiamo infatti 340 baht, meno di 5 euro a persona. Andiamo quindi a letto per riprenderci da viaggio e fuso.

Giorno 3 – Chiang Rai

Sveglia 7:15, colazione in hotel e andiamo alla stazione dei bus da dove prendiamo il minibus collettivo (ma in realtà siamo da soli!) per il Tempio Bianco**** al costo di 150 baht. Impieghiamo 20 minuti circa e alle 8:30 compriamo i nostri biglietti (100 baht a persona) e, ancora senza la folla, entriamo nel recinto del tempio. Questo tempio ultramoderno è sicuramente un po’ pacchiano e stracarico di dettagli ma è anche molto suggestivo e fotogenico, soprattutto con il cielo azzurrissimo che abbiamo trovato. Alcuni dettagli (zanne, mani che sembrano fuoriuscire dalla terra) sono quasi inquietanti ma l’impatto complessivo è notevole. Verso le 10 usciamo e prendiamo un Grab per il Baan Dam (Black House)*** per 310 baht, dove arriviamo dopo circa 40 minuti (ingresso 80 baht/persona). Questo è un edificio che costituisce una sorta di galleria d’arte in “stile tempio” che mette in mostra il lavoro di un noto artista locale, molto originale. Una visita non essenziale ma piacevole. Da qui ennesimo Grab (120 baht) per il Tempio Blu*** (Rong Suea Ten, ingresso libero), realizzato da un allievo dell’autore del Tempio Bianco e anch’esso molto originale. Tutti quelli visti finora non sono in realtà templi realmente utilizzati, ma costituiscono essenzialmente attrazioni turistiche. Pranziamo a una delle baracchine fuori dal tempio con gelato e riso (45 baht) e quindi prendiamo l’ultimo Grab della giornata (84 baht) per il Wat Phra That Doi Chom Thong**, dove arriviamo alle 14:10. Questo è un tempio in cima a una collina, con un grande chedi d’oro, piacevole perché poco frequentato dai turisti. Da qui procediamo a piedi in discesa verso il Wat Phra Kaew** dove è stato ritrovato il Buddha di giada ora esposto a Bangkok e qui sostituito con una copia. Arriviamo quindi anche al vicino Wat Phra Singh**, il tempio del Buddha Leone con dei grandi naga (serpenti che fanno da corrimano) che decorano molti degli ingressi agli edifici. Nessuno dei tre “veri” templi visti è imperdibile ma danno sicuramente uno scorcio su una Chiang Rai meno turistica e più “reale”. Proseguiamo quindi a piedi attraverso il Kad Luang, mercato di frutta e verdura che però è praticamente tutto chiuso essendo domenica pomeriggio. Proseguiamo a piedi fino alla Clock Tower**, simbolo della città, da cui in circa dieci minuti torniamo in hotel per una sosta pre-cena. Decidiamo di andare a mangiare al Khao Soi Restaurant per assaggiare il khao soi, piatto tipico del nord della Thailandia, una zuppa di noodle al curry con brodo cremoso a base di latte di cocco, spezie, pollo (o manzo) e un doppio tipo di noodles all’uovo, sia bolliti che fritti e croccanti in superficie. Detto così non ispira molto, ma io che non amo le zuppe e le cose dolci l’ho trovato buono, anche perché in alcune varianti può essere piccante, cosa che a me piace. Il ristorante è molto spartano, inizialmente siamo stati fatti accomodare in strada su un tavolino con sedie da campeggio, per poi essere trasferiti all’interno una volta liberatosi un tavolo. Spesa con una birra 235 baht (circa 7 euro) in due. Breve giro per il bazar notturno e rientro in hotel.

Giorno 4 – Chiang Mai

Colazione in hotel e spostamento a piedi (circa 5 minuti) alla stazione dei bus dove prendiamo l’ottimo autobus della Green Bus per Chiang Mai. Senza volerlo avevamo acquistato per 14 euro a persona la classe VIP che prevede 3 poltrone per fila totalmente reclinabili, davvero comodo! Partiamo alle 8 e alle 11:30 arriviamo riposati a Chiang Mai da dove prendiamo un Grab (110 baht) per l’Estia Chiang Mai Hotel (52 euro per la doppia), in una stradina del centro e con piscina. Lasciamo i bagagli e cominciamo a piedi il nostro tour della città. Decidiamo di seguire il buon itinerario per l’esplorazione del centro proposto dalla Lonely Planet e quindi arriviamo in circa 15/20 minuti al Wat Lok Moli***, un bel tempio subito fuori dal quadrilatero del centro città che presenta un bel viharn e un sistema di carrucole per versare acqua benaugurante sul chedi principale. Pranziamo con un gelato italiano (assai caro, ben 340 baht in 2, più della cena di ieri!) e arriviamo quindi al bellissimo Wat Chiang Man****, il tempio più antico della città, caratterizzato da un chedi decorato con degli elefanti e un’immagine del Buddha dello Sri Lanka all’interno del tempio. Continuiamo nel nostro giro avvicinandoci al centro città e passando per il (brutto) Monumento dei Tre Re* e il piccolo e molto ornato Wat Inthakin Sadue Huang***. Passiamo quindi per il Wat Phau Tho**, con una sala in stile lanna tutta in legno di tek e arriviamo infine al Wat Chedi Luang*** (ingresso 50 baht) con il pilastro della città (accessibile solo agli uomini) e un enorme chedi semi-distrutto alto 85m. Facciamo quindi un altro tratto a piedi fino ad arrivare al Wat Phra Singh*** (ingresso 50 baht), principale tempio della città con numerosi chedi dorati molto scenografici. Concludiamo il nostro giro di templi con i più piccoli Wat Muen Ngoen Kong**, con un Buddha sdraiato e col mal conservato Wat Phuak Hong**, con una particolare stupa in stile lanna a gradoni. Rientriamo in hotel per un veloce bagno in piscina e una doccia, dopodiché decidiamo di concederci una cena più occidentale al Why Ribs & Rumps dove mangiamo una zuppa di funghi e delle costolette con una birra per 758 baht.

Giorno 5 – Chiang Mai + spostamento a Sukhothai

Colazione in hotel e Grab (500 baht) per il Wat Doi Suthep****, tempio in cima a una collina (ingresso 30 baht), molto affollato e che dovrebbe offrire una spettacolare vista su tutta la città: purtroppo c’è parecchia foschia e si vede poco. Bella la lunga scalinata con dei grandi naga e il cortile centrale con dei bei fiori e la possibilità di accedere alla parte centrale con un grandissimo stupa centrale d’oro e molti fedeli che accendono bacchette di incenso (e si fanno fotografare). Il posto è quindi sicuramente sacro ma anche molto turistico. Decidiamo quindi di scendere lungo il sentiero nella giungla (abbastanza scosceso) che in 50 minuti circa ci porta fino al Wat Pha Lot***, un piccolo tempio che architettonicamente non è nulla di eccezionale ma ha una bella atmosfera essendo completamente all’interno della foresta nei pressi di un ruscello d’acqua. Da qui continuiamo in discesa lungo il famoso Monk’s Trail che in circa 30-35 minuti ci porta al punto di accesso da dove prendiamo un Grab (205 baht) per l’hotel. Troviamo parecchio traffico e vorremmo che l’autista ci aspettasse mentre recuperiamo i bagagli per poi portarci alla stazione dei bus ma la comunicazione in inglese è totalmente impossibile. Recuperati i bagagli però il Grab più vicino risulta essere a 20 minuti e quindi iniziamo veramente a essere al limite per prendere in tempo il nostro bus per Sukhotai. Prendiamo un Grab con priority (355 baht) ma siamo presto bloccati in un enorme ingorgo. Arriviamo in stazione alle 12:49, un minuto prima della partenza al che mi precipito fuori e riesco a farmi capire: in realtà ci stanno aspettando! Il bus della Sukhotai Thani (14 euro a persona, acquistato dall’Italia) si rivela scomodissimo: siamo nella prima fila ma hanno costruito un gradino per cui una delle mie gambe per l’intero viaggio si deve posare 20 centimetri più in alto dell’altra! Il bus fa infinite fermate anche solo per caricare merce e accumula oltre un’ora di ritardo. Facciamo anche una breve sosta, in cui quanto meno abbiamo un buono per acquistare qualcosa in un piccolo negozio a bordo strada. Arriviamo a destinazione alle 19:05 e decidiamo di andare subito a cena al Chanda’s Historical Garden Restaurant, che è vicinissimo a dove il bus ci ha lasciato. Io assaggio il mio primo pad thai di manzo (insomma, per mio gusto è molto dolce) mentre Eva prova una sorta di patata ripiena che la soddisfa abbastanza. Spesa totale 350 baht. Da qui prendiamo un Grab (70 baht) per il vicino albergo, Le Charme Historical Park, dove abbiamo pagato 57 euro per la doppia e che presenta un giardino con laghetti e ninfee molto scenografico.

Giorno 6 – Sukhothai + spostamento a Bangkok

Colazione in hotel in una grandissima sala dedicata, quindi noleggiamo direttamente in hotel due bici (90 baht a persona per dellee bici un po’ mal ridotte) e andiamo a visitare il Parco Storico di Sukhotai, patrimonio Unesco. Innanzitutto scopriamo che essendo l’ultimo giorno dell’anno l’ingresso al parco è gratuito e dovremo pagare solo l’ingresso per le biciclette: normalmente ci sono biglietti separati per le diverse aree del parco, che è davvero enorme. Decidiamo di partire dal tempio più lontano, il Wat Sephan In***, nella zona ovest, dove arriviamo dopo una mezz’ora di bicicletta: superata l’area urbana il traffico diminuisce molto e il tragitto in bici diventa quasi piacevole. Arrivati a destinazione risaliamo in totale solitudine i circa 200 metri di collinetta sopra cui è posizionata una statua del grande Buddha. Il tempio è piuttosto semplice ma c’è una bella vista su tutto il parco, purtroppo un po’ velato. Ridiscesi riprendiamo le bici e in circa 15 minuti ci spostiamo nella zona nord per visitare il Wat Si Chum***, che ha una spettacolare statua del Buddha che scruta i fedeli dall’alto, posizionata in una piccolissima camera che sembra far fatica a contenere la statua. Riprese le bici entriamo quindi finalmente nel recinto centrale del complesso, per fare la prima sosta al Wat Si Sawei***, un ex tempio hindu riconvertito che risulta essere piuttosto diverso dagli altri visitati, essendo in stile khmer. Ci sono anche degli antichissimi alberi che lo incorniciano esternamente, regalando un bel quadro d’insieme. Da qui arriviamo al vicino Wat Mahatat***, il più grande dell’intero complesso, all’interno di un fossato d’acqua e caratterizzato da una struttura torreggiante e diverse statue del Buddha. Concludiamo quindi il giro con il Wat Sa Si**, su una scenografica isola al centro di un lago. Passiamo in bici davanti alla Ramkhamhaeng*, la statua del re, decisamente dimenticabile, e usciamo infine dal complesso verso le 13 circa. Il complesso complessivamente ci è molto piaciuto, pur non avendo nessuna attrazione imperdibile, perché l’atmosfera è molto più rilassata e meno turistica di luoghi simili come Ayutthaya (che visiteremo nei giorni successivi) e perché ci ha permesso di farci un’idea di come questo luogo così ricco di storia e cultura potesse essere alcuni secoli fa. Torniamo a pranzo nel locale dove abbiamo cenato la sera precedente, Chanda’s Historical Garden Restaurant, dove Eva prende una omelette ai gamberetti e io una Thai Spicy Soup veramente troppo piccante anche per me, che apprezzo generalmente il piccante: spesa di 420 baht in totale. Torniamo in bici in hotel, recuperiamo le valigie e abbiamo la fortuna di riuscire ad aggregarci a un gruppo di tedeschi in partenza in pullmino per l’aeroporto e con due posti liberi: pagheremo solo 110 baht in due, con Grab che sembrava offrire davvero poche opzioni. L’aeroporto, che dista quasi 45 minuti dalla città, è minuscolo (2 soli voli al giorno per Bangkok, con un solo gate e un solo banco per il check-in) ma è davvero curatissimo con fiori, aiuole e una sala di attesa all’aperto con buffet gratuito. Il nostro volo di Bangkok Airways delle 17:30 per la capitale (87 euro a persona) ci ha permesso di risparmiare circa 9 ore di bus e ci fa atterrare comodamente a Bangkok alle 18:30 circa. Prendiamo il Rail Link (45 baht a persona) fino al capolinea da dove l’hotel consiglia di prendere un Grab o un taxi: peccato che sia il 31 dicembre e ci sia un traffico pazzesco, motivo per cui dopo alcuni tentativi infruttuosi ci pigiamo in un tuk tuk fermato al volo con tutti i nostri bagagli. Per 200 baht ci scaricherà dopo circa 20 minuti al Chern Boutique Hostel, in posizione comodissima per le nostre visite, dove abbiamo prenotato per 4 notti a 285 euro complessivi. Facciamo una rapida doccia e subito ci dirigiamo in centro per l’ultimo dell’anno. Avevamo deciso di non prenotare nulla, visti i costi e i prezzi spropositati di molti ristoranti, motivo per cui passiamo prima per Kohsan Road*, la strada più trafficata e turistica, con locali e bancarelle in ogni dove. Ci sono anche numerose discoteche all’aperto e un casino infernale, motivo per cui decidiamo di allontanarci un po’ per mangiare qualcosa in un locale thai-ebraico: io prendo hummus e falafel e Eva uno strano piatto a base di gamberetti e asparagi. Spendiamo un po’ più del solito, circa 705 baht, che per la cena dell’ultimo dell’anno rimangono comunque una miseria! Aspettiamo la mezzanotte a Sanam Luang, un grandissimo spazio verde con splendida vista sul Palazzo Reale. C’è poca gente in realtà e in effetti i fuochi d’artificio sul palazzo durano non più di 5 minuti: un po’ deludente! Decidiamo di fare quindi una passeggiata verso l’hotel (circa 20 minuti) durante cui facciamo anche uno stop a un Seven Eleven (ancora aperto e pienissimo di gente!) per una spesa per le nostre colazioni (non comprese in hotel) e per un breve brindisi al nuovo anno da fare in hotel. Andiamo quindi a letto abbastanza stanchi per questa lunga giornata.

Giorno 7 – Bangkok: Palazzo Reale, Wat Pho, Wat Arun, Parco Lumphini

Oggi è il primo giorno di esplorazione della capitale, che io avevo già visitato nel 2016 con uno stop di due giorni di ritorno da un viaggio in Cambogia. Per Eva è invece una prima volta. Essendo l’1 Gennaio ci aspettavamo che le persone dormissero di più e quindi avevamo programmato per oggi le mete più turistiche, ovvero il Palazzo Reale, il Wat Pho e il Wat Arun, sperando ci fosse meno gente. Vedremo presto che le nostre speranze sono state mal riposte! Facciamo colazione in camera con quanto acquistato la sera precedente e quindi via verso il Palazzo Reale che dista circa 15-20 minuti a piedi. Arriviamo alle 8:45 (l’apertura è alle 8:30) ma la speranza che essendo Capodanno ci sia meno gente si dissolve subito quando una fila chilometrica si presenta ai nostri occhi: scopriamo che il primo giorno dell’anno l’ingresso è gratuito e quindi ci sono tantissimi turisti locali! Non sono neanche disponibili le audioguide, quindi dobbiamo arrangiarci con quanto spiegato nella cartellonistica e dalla Lonely Planet. Non mi dilungherò a descrivere tutto quello che c’è da vedere, ma sicuramente il Palazzo Reale***** rappresenta un must nella visita di Bangkok. Completiamo la visita in un paio d’ore e verso le 11 ci spostiamo al vicino Wat Pho****, complesso famoso per l’enorme statua del Buddha sdraiato (ingresso 300 baht). Anche qui tantissima gente e infatti in molti consigliano di venire nel tardo pomeriggio. In realtà c’è molto più della sola statua del Buddha da vedere e rimaniamo impegnati per circa un’ora e mezza. Una volta usciti decidiamo di prendere il traghetto per andare dalla parte opposta del fiume a visitare il Wat Arun: ma anche solo per prendere il traghetto (costo soli 5 baht a persona) facciamo circa mezz’ora di fila. Dato che si è fatta ora di pranzo prima di effettuare la visita decidiamo di mangiare qualcosa e la nostra scelta ricade su un piccolo ristorantino frequentato solo da locali in cui mangiamo dei noodles (è possibile sceglierli di diversi formati e spessori) con carne di maiale (240 baht in due). Completato il pranzo, verso le 14:45 siamo all’ingresso del Wat Arun****, anch’esso molto interessante e con bella vista sugli altri complessi appena visitati. Si può salire infatti fino a una terrazza panoramica a circa metà altezza tramite una serie di scalini molto ripidi. Completata la visita in poco meno di un’ora decidiamo che per oggi abbiamo visitato templi a sufficienza motivo per cui prendiamo la metro fino alla zona del Parco Lumphini**, in un quartiere più moderno, che costituisce uno dei principali polmoni verdi della città. Dopo un giro nel parco, facciamo due passi fino al Centro Commerciale Central Park che presenta un particolare giardino verticale** da cui ammiriamo il tramonto sullo skyline della città. Decidiamo di andare a cena al vicino centro commerciale One Bangkok al famoso Krua Apsorn, locale pluripremiato Michelin che fa cucina thailandese e soprattutto di mare a prezzi molto bassi: io prendo un menu con branzino con spezie e erbette varie e una zuppetta di mare piccante con gamberi e spezie, entrambi molto buoni. Spendiamo 1100 baht in due, circa 31 euro. Compriamo nel centro commerciale dei dolcetti per la colazione del giorno successivo e quindi torniamo in hotel in metro per il meritato riposo.

Giorno 8 – Bangkok: Banglamphu, Montagna Dorata, Wat Suthat, Siam Square, Jim Thompson House

Oggi seconda giornata di esplorazione di Bangkok che comincia con la consueta colazione in camera. Decidiamo di dedicare la prima parte della giornata alla visita della zona di Banglamphu, dove si trova anche il nostro hotel. Partiamo dal Wat Ratchanatdaram** (gratuito), un tempio di ferro ora ricoperto di una lamina d’oro. Proseguiamo quindi a piedi per il Wat Suket, meglio conosciuto come Montagna Dorata*** (ingresso 100 baht): qui si può salire sulla collinetta su cui il tempio è costruito, facendo risuonare delle campane posizionate in lunghe file lungo tutta la salita. La cima presenta una stupa dorata e offre una discreta vista sulla città. Proseguiamo quindi fino all’altalena gigante di Sao Ching Cha*, di cui rimane solo la struttura e da cui i monaci novizi dovevano lanciarsi per afferrare un sacco di monete posizionato su uno dei pali. Le numerose morti avvenute hanno fatto interrompere la tradizione. A poca distanza si trova il grande tempio del Wat Suthat*** (ingresso 100 baht) molto scenografico dall’esterno e anche di notte, che presenta un grande Buddha in bronzo. Giriamo fra le varie strutture del complesso e poi, visto che è l’ora del pranzo, decidiamo si spostarci nella zona moderna dei centri commerciali. Vogliamo arrivare nelle vicinanze di Siam Square e prendiamo quindi un Grab (spesa 220 baht), dato che non è facile arrivarci con i mezzi pubblici da dove ci troviamo. Pranziamo con il famosissimo pad thai di Thipsamai, all’interno del centro commerciale Siam Paragon, che ha ricevuto una stella Michelin. Il piatto tipico è costituito da una sorta di omelette che una volta incisa fa uscire i noodles contenuti all’interno. Per me il piatto risulta comunque dolciastro ed è un genere che non mi entusiasma, mentre Eva lo apprezza di più. Spesa di 209 baht a testa. Nel pomeriggio facciamo una breve passeggiata per i centri commerciali di Siam Square*, che io personalmente non amo assolutamente ma riconosco possano essere un bengodi per gli appassionati di shopping. Quantomeno permettono di rinfrescarsi! Ci rechiamo quindi alla Jim Thompson House**** (ingresso 250 baht), un’antica dimora di un industriale tessile stabilitosi qui e sparito nel nulla che si può visitare solo con visita guidata. Dobbiamo aspettare per quella in inglese fino alle 15:55, ma la visita, della durata di circa 45 minuti, si dimostra comunque piacevole, permettendoci di ammirare questa strana unione tra elementi tradizionali e altri più occidentali proprio sulla riva del fiume. Facciamo una piccola spesa per l’indomani e facciamo una passeggiata (un po’ nel traffico!) fino al piccolo santuario di Erawan*, proprio a un angolo della strada e pieno di fiori lasciati dai fedeli. Alcuni anni fa proprio qui si è verificato un pauroso attentato ma c’è comunque tanta gente: il santuario non ci pare comunque imperdibile. A questo punto si è fatta sera e quindi decidiamo di prendere BTS (metro di superficie) e metro fino all’hotel per una meritata doccia. Abbiamo prenotato un tavolo alle 20:30 al Savoey (presso The Mahraj) un ristorante vista fiume non lontano dal palazzo reale. Lo raggiungiamo con un comodo Grab e veniamo fatti accomodare in terrazza: per gli orari locali è già piuttosto tardi e gli avventori stanno quasi tutti lasciando il locale. Eva prende polpa di granchio al curry giallo e io branzino cotto nel lime e peperoncino: decisamente buoni entrambi. Con una birra spendiamo 1550 baht in due (circa 20 euro a testa). Prendiamo infine un altro Grab per rientrare in hotel (130 baht).

Giorno 9 – Ayutthaya

Oggi giornata dedicata alla visita di Ayutthaya, antica capitale della Thailandia che si trova a poco più di un’ora di strada da Bangkok. Vecchi diari di viaggio e indicazioni online suggerivano di recarsi alla stazione ferroviaria di Hua Lamphong per prendere il treno per Ayutthaya e quindi spostarsi in bici. Tuttavia, una volta arrivati in stazione, una cortesissima addetta al turismo ci mostra gli orari e scopriamo che il treno successivo sarebbe stato solo dopo circa due ore e ne avrebbe impiegate altrettante, tra l’altro da trascorrere in piedi, per arrivare a destinazione. Le alternative sono quindi quelle di spostarsi (in circa un’ora) alla stazione da dove ora partono effettivamente i treni, o assoldare un tassista per l’intera giornata, cosa che con l’aiuto della gentile addetta facciamo, per una cifra complessiva di 2200 baht (circa 65 euro). A posteriori sarà una buona scelta perché i templi sono lontani tra loro e le strade di Ayutthaya risultano essere molto trafficare, motivo per cui di bici in giro se ne vedono ben poche. In 50 minuti circa siamo a destinazione e cominciamo la nostra visita dal Wat Yai Chai Mongkhon*** (20 baht a persona), caratterizzato da un Buddha reclinato e un grande chedi. Il nostro autista, che non parla una parola di inglese, decide poi di fare una sosta al mercato galleggiante, ma avevamo letto (e confermiamo) che è un luogo esclusivamente turistico e quindi gli facciamo capire che non siamo interessati. Con Google traduttore decidiamo quindi di guidarlo alle cose che più ci interessano, e ci rechiamo quindi nell’area centrale dove si trovano i templi più famosi e belli. Compriamo il biglietto cumulativo a 300 baht a persona per 7 templi. Cominciamo dal Wat Mahatat*** famoso per la testa di Buddha tra le radici di un albero. Quindi ci rechiamo al vicino Wat Ratchaburana***, dove si possono visitare una serie di pagode del monastero reale. Decidiamo di fermarci a pranzo in un locale scelto dall’autista, pessima idea perché ci porta in un posto scadente e turistico dove mangio dei noodles e spendiamo 400 baht in due. Continuiamo quindi dando un’occhiata al più recente tempio Phra Mongkhan Bophit**, per poi continuare alla scoperta di rovine più antiche come quelle del Wat Phra Si Sanphet****. Questo tempio presenta tre grandi stupe allineate e molto fotogeniche e sarà in definitiva quello che più apprezzerò ad Ayutthaya. Dall’altra parte della strada ci rechiamo quindi al Wat Phra Ram***, con cui concludiamo il giro dei templi principali. Iniziamo ad essere un po’ provati, perché purtroppo per noi i templi iniziano un po’ ad assomigliarsi l’uno con l’altro e a confondersi nelle nostre teste. Decidiamo quindi di fare due ultime soste fuori dalla zona centrale: iniziamo con il Wat Lokaya Sutharam** (gratuito) con un grande Buddha sdraiato. Il tempio è profondamente restaurato e complessivamente ci sembra non fondamentale da vedere. Concludiamo infine con il grande Wat Chai Wattanaram*** (incluso nel biglietto cumulativo) e con molti dettagli, al cui interno è in corso una sorta di sagra con tanto di mercatini e tavoli. Decidiamo quindi di rientrare a Bangkok ma troviamo un incidente e impieghiamo quasi 2 ore, arrivando infine per le 18:10. Facciamo due passi e decidiamo di andare subito a cena al Krua Apsorn, nella sede centrale del ristorante dove avevamo già mangiato molto bene all’interno del centro commerciale One Bangkok e che chiude alle 20! Questa si trova nelle vicinanze del nostro hotel e ha alle pareti tutta una serie di articoli di cucina che ne parlano bene: facciamo un po’ di coda all’esterno, durante la quale decidiamo cosa ordinare, e quindi, seduti al tavolo, siamo serviti quasi immediatamente: Eva prende una omelette alla polpa di granchio, mentre io un misto mare con curry. Spesa totale 705 baht, per un’ottima cena. Dopo mangiato facciamo una passeggiata digestiva con obiettivo shopping a Khaosan Road, dove Eva vuole comprare un marsupio, e quindi rientriamo in hotel per la notte.

Giorno 10 – Koh Samui: spiaggia Bophut

Oggi ci trasferiamo al mare, e precisamente sull’isola di Koh Samui, per qualche giorno di relax. Sveglia alle 4:30, colazione in camera con le cose comprate al supermercato e trasferimento con Grab (prenotato il giorno precedente per 600 baht) all’aeroporto, dove arriviamo alle 6 circa. Volo per Koh Samui della Bangkok Airways comprato con 5 mesi di anticipo a 290 euro a persona per andata e ritorno. Inizialmente avevamo valutato anche l’opzione Pukhet, sicuramente più economica ma anche più affollata, motivo per cui la scelta finale è ricaduta su Koh Samui. Atterrati e ritirati i bagagli prendiamo un taxi (i prezzi dei mezzi qui sono molto più alti e paghiamo ben 400 baht per 15 minuti di viaggio) per l’Hotel Ban Yaimai Boutique Hostel a Bophut (135 euro per 3 notti, molto buono, in ottima posizione e con piscina e possibilità di fare colazione gratuita self-service). Per le 11 circa siamo a Bophut Beach***, una spiaggia non ampissima ma con acqua bella e numerosi alberi alla cui ombra ci sistemiamo. Rimaniamo in relax in spiaggia fino alle 16 circa, quando decidiamo di tornare in hotel per il vento insistente. Facciamo le docce e ci concediamo un po’ di relax prima di andare a cena, sempre a Bophut, al 20 Stories dove mangiamo una grigliata mista di mare con aragosta: il locale è un po’ turistico e spendiamo 1800 baht in due con una birra, rimanendo complessivamente un po’ delusi. Quindi facciamo quattro passi nella cittadina e torniamo in hotel per la notte.

Giorno 11 – Koh Samui: spiagge Lamai e Chaweng

Dopo la colazione in hotel decidiamo di affidarci al trasporto pubblico: questo è costituito da dei pickup di colore rosso riconvertiti, chiamati songthaew, con delle panche messe nella parte posteriore e che fanno il giro dell’isola fermandosi su richiesta dei clienti. Dopo poco ne intercettiamo uno e ci facciamo portare alla spiaggia di Lamai** per 400 baht in due (si paga a persona), circa la metà di quello che avremmo speso con un taxi. Arriviamo alle 9:40 circa, la spiaggia è bella e non troppo affollata, ma purtroppo ci sono un po’ di alghe e detriti vari portati a riva dalla marea. Facciamo una lunga passeggiata e quindi un paio di bagni, sfruttando al solito la vegetazione che fornisce un po’ di ombra. Arriviamo fino al termine della spiaggia stessa, dove sono presenti delle particolari formazioni rocciose. Saliamo anche a un viewpoint per 20 baht a persona. Mangiamo un gelato per pranzo e quindi prendiamo di nuovo un pickup fino alla spiaggia di Chaweng***, la più famosa dell’isola, attrezzata e con diversi locali. Trascorriamo qui il pomeriggio, inizialmente c’è un bel sole, poi inizia ad annuvolarsi e all’ora del tramonto addirittura pioviggina. Abbastanza impressionante la sequenza di aerei che atterra all’aeroporto dell’isola, che si trova non molto distante, e passano poche decine di metri sopra la spiaggia. Andiamo a cena a Khaw Glong, ristorante thailandese di alto livello dove consumiamo uno dei migliori pasti della vacanza: in un ambiente assai curato prendiamo un antipasto di tempura e poi io un branzino con lime e peperoncino e Eva un pesce con salsa di curry e latte di cocco, il tutto accompagnato da due ottime birre artigianali locali. Spesa complessiva 1800 baht in due. Rientriamo a Bophut in songthaew (300 baht in due), quindi facciamo due passi in centro e torniamo infine in hotel.

Giorno 12 – Parco Marino Ang Thong

Oggi abbiamo in programma l’escursione al Parco Marino di Ang Thong*****. Abbiamo confrontato le offerte locali con quelle online: ovviamente si trova di tutto, ma i prezzi per un’escursione con poche persone, comprensibilmente, aumenta in modo esponenziale. Alla fine, abbiamo prenotato su GetYourGuide, perché i prezzi erano inferiori anche del 50% rispetto alle offerte trovate localmente: alle 07:45, puntualissimo, un addetto della Samui Tours è venuto a prenderci all’hotel e, dopo aver recuperato una famiglia con 2 bambini dell’Est Europa, ci ha condotto al porto di Nathon, distante circa 45 minuti di auto, da dove salpava la barca per la nostra escursione. Si tratta di una barca molto grande, a tre piani, di cui quello inferiore destinato ai kayak per chi ha prenotato questa escursione opzionale, e quindi molto affollata (ho stimato una sessantina di persone). L’escursione comunque va detto che è risultata ben organizzata: forse non è il massimo per visitare con calma il parco ma la spesa complessiva (35 euro a persona pranzo incluso + 300 baht per l’ingresso al parco da pagarsi in contanti al momento dell’arrivo al porto) è veramente bassa e la qualità del servizio comunque abbastanza buona. Partiamo alle 8:40 circa e, dopo le spiegazioni di rito, ci dirigiamo verso l’isola Mae Koh, dove arriviamo dopo 1 ora e 20 minuti circa di navigazione. Qui è prevista la prima sosta per un bel trekking (circa 30 minuti complessivi) per l’Emerald Lagune***, un bellissimo specchio d’acqua turchese con punto panoramico. Rientrati del trekking riusciamo a fare anche un brevissimo bagno nello spazio dedicato (recintato in modo che non ci transitino le barche). Rientriamo quindi sulla barca e facciamo un pranzo anticipato con pollo, verdure e frutta, complessivamente discreto. Ripartiti facciamo la seconda sosta, quella principale, all’isola di Wua Talap, dove ci fermiamo per due ore. Qui si è liberi di fare cosa si preferisce: l’attrazione principale è il celeberrimo punto panoramico***** da cui si vedono tutte le isole del golfo dall’alto, che sembrano adagiarsi su un mare di un turchese quasi surreale: la salita non è tecnicamente difficile ma il dislivello è notevole e si impiegano circa 25/30 minuti solo andata. Cionondimeno per me questa escursione rimane imperdibile. Rientrati sulla spiaggia decido che ho tempo a sufficienza per visitare anche la Bua Boke Cave****, una bellissima grotta di stalattiti e stalagmiti. Il tempo stringe e Eva decide di non venire perché ci hanno detto che il percorso è impegnativo: impiego circa 20 minuti su un percorso molto accidentato, in cui spesso si devono utilizzare delle corde per issarsi su alcune rocce e salire. Il percorso è fattibile ma servono sicuramente delle buone scarpe e un minimo di esperienza di montagna. Purtroppo, il tempo è veramente ridotto per fare tutto (credo di essere stato l’unico della barca ad avere fatto entrambe le escursioni) ma, una volta tornato dalla grotta, ci rimangono comunque circa 20 minuti per un rinfrescante bagno. Per le 15 siamo di nuovo sulla barca per il ritorno e stavolta riusciamo ad assicurarci due posti sul ponte, motivo per cui possiamo fare il viaggio (circa un’ora e quaranta minuti) sdraiati al sole abbronzandoci. Complessivamente il tour è certamente molto turistico ma anche molto bello e secondo noi vale assolutamente la pena. Se avete la possibilità valutate soltanto se scegliere un’opzione un po’ meno affollata. Alle 17:30 veniamo lasciati in hotel, dove facciamo una meritata doccia e andiamo quindi a cena a Bophut al The Hut Cafè, un locale meno turistico dove per 995 baht totali ci mangiamo due bei branzini, uno al lime e l’altro alla salsa di soia, entrambi decisamente buoni. Facciamo due passi in centro, dove Eva decide di provare il Banana Roti, una sorta di pancake alla banana, davvero molto dolce. Quindi rientriamo in hotel per la nostra ultima notte a Koh Samui.

Giorno 13 – Koh Samui: spiaggia Mae Nam

Oggi ultimo giorno sull’isola e volo in serata per Bangkok. Facciamo le cose con calma, facciamo colazione in hotel e lasciamo qui i bagagli. Quindi, con qualche difficoltà, prendiamo un songthaew (200 baht) per Mai Nam beach***, sulla costa nord e in zona meno turistica. Qui vediamo subito delle sistemazioni di livello più alto e poca gente. Ma c’è anche tantissimo vento, motivo per cui in spiaggia non c’è veramente nessuno. A metà mattina arriva un grosso banco di nuvole e quindi decidiamo di andare in un locale a mangiare qualcosa. Troviamo il Seaview Restaurant che in effetti ha una bellissima vista, dove ci rilassiamo tra un libro e qualche chiacchiera per buona parte del pomeriggio. Prendiamo quindi un taxi per portarci in aeroporto, facendo prima una sosta in hotel per recuperare i bagagli. Anche questo aeroporto è gestito dalla Bangkok Airlines con alcune sale d’aspetto all’aperto. Alle 19 prendiamo il nostro volo che in circa un’ora ci porta a Bangkok. Dobbiamo spostarci in città e temiamo di avere difficoltà a trovare un locale aperto per cena, motivo per cui decidiamo di mangiare qualcosa in aeroporto: prendo dei boat noodles piccantissimi e Eva un dolcissimo Mango sticky rice, dolce locale che trovo abbastanza orribile. Prendiamo quindi il Rail Link (45 baht a persona) per il Queensland Hotel (65 euro per la doppia), enorme hotel multipiano a Ratchatewi, zona moderna molto comoda per il collegamento all’aeroporto direttamente tramite il Rail Link. Arriviamo per le 22:30 dopo aver fatto un po’ di fatica a trovare la strada giusta a causa di lavori in corso proprio alla stazione del treno e andiamo quindi a dormire.

Giorno 14 – Bangkok

Oggi concludiamo il nostro viaggio ma abbiamo ancora diverse cose che vogliamo visitare. Mi sveglio presto e vado a fare una seduta nella palestra dell’hotel, dopodiché sveglio Eva e andiamo a fare un’abbondante colazione al buffet dell’hotel (compresa nel prezzo). Quindi decidiamo di recarci a China Town che però è connessa male con i mezzi pubblici, motivo per cui alla fine decidiamo si spostarci con un tuk tuk per 300 baht. Cominciamo la visita dal tempio cinese di Wat Mangkon Kaudawat***, caratteristico e diverso dagli altri templi visitati. Procediamo quindi a piedi verso il Mercato di Talat Mai**, dove viene ancora venduto di tutto, comprese una serie di cose assolutamente indecifrabili. Riemersi dal mercato arriviamo in breve al tempio del Wat Traimit*** (ingresso 100 baht) con il suo grande tempio d’oro massiccio. Facciamo un giro per il quartiere e verso le 13:40 prendiamo il battello fluviale di linea che per pochi baht ci porta di nuovo in zona palazzo reale. L’esperienza è carina e economica ma, se l’obiettivo è ammirare la vista sulla città, in realtà non si vede molto. Da qui facciamo un breve giro al Mercato degli Amuleti*, che rispetto alla mia visita di 9 anni fa mi pare sempre più turistico e meno autentico. Abbiamo ancora un po’ di tempo e ci dirigiamo a piedi per vie parecchio trafficate verso il Wat Bowon**, ma prima di arrivare facciamo una sosta in un piccolo locale per prendere due rinfrescanti smoothies (80 baht l’uno). Arrivati al tempio questo è in parte già chiuso e, in ogni caso, inizia a non distinguersi troppo dai tanti già visti. È ora di tornare in hotel per recuperare le valigie e andare in aeroporto: chiamiamo un Grab ma questo rimane bloccato nel traffico e, dopo aver aspettato una mezz’ora, decidiamo che si sta facendo troppo tardi: prendiamo al volo un tuk tuk per l’hotel (300 baht), ma c’è veramente un ingorgo e arriviamo in hotel assai in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Fortunatamente avevamo considerato un ampio margine, motivo per cui recuperiamo i bagagli e ci rechiamo a piedi al Rail Link (45 baht a testa), che fortunatamente riusciamo a prendere al volo. Si conclude così la nostra avventura thailandese: siamo in aeroporto con un paio d’ore di anticipo per il volo delle 20:30 della Qatar Airlines per Doha, che ci lascerà alle 23:55 (-4h di fuso) nella capitale qatariota.

Giorno 15 – viaggio di ritorno

Alle 02:45 abbiamo la coincidenza che ci lascia alle 07:10 (-2h fuso) a Roma, dove ritiriamo i bagagli e ci viene riconsegnata l’auto e, infine, alle 08:10 circa, siamo in partenza per Pisa, dove alle 11:15 si conclude ufficialmente anche questo viaggio.

Conclusioni e considerazioni generali sul viaggio in Thailandia

La Thailandia è una meta capace di coniugare al meglio aspetti culturali e il mare delle sue isole. La popolazione ha sempre il sorriso e da stranieri ci si sente sempre i benvenuti. Le vacanze di Natale offrono il clima ideale, con giornate meno afose e tempo quasi sempre soleggiato ma sicuramente lo scotto da pagare è l’alto numero di turisti, soprattutto a Bangkok e nelle isole più famose. Cionondimeno è possibile ritagliarsi belle esperienze in mete meno battute dove scoprire la “vera Thailandia”, per una vacanza che permette comunque di staccare completamente dalle fatiche dell’inverno occidentale.

Come sempre, mi sono infine divertito a fare una classifica dei Top e Flop di questa vacanza:

Flop 5:

  1. Il gran numero di turisti durante le vacanze natalizie (ma è inutile negare che in questo caso anche noi siamo parte del problema!)
  2. Il traffico di Bangkok
  3. Gli spostamenti interni, spesso lunghi e non particolarmente comodi
  4. Le colazioni in hotel, spesso abbastanza minimali e lontane dai nostri gusti
  5. Animali (in particolare elefanti) tenuti in condizioni assai discutibili solo per soddisfare i turisti

Top 5:

  1. La cortesia e gentilezza dei thailandesi
  2. I prezzi, in genere molto più bassi dell’Italia
  3. Voli interni, comodi e a buon mercato, che permettono di ridurre notevolmente alcuni spostamenti
  4. Lo street-food (anche stellato!) che è possibile assaggiare quasi ovunque
  5. Il meteo, quasi sempre soleggiato durante i nostri mesi invernali

Per ogni informazione o consiglio potete contattarmi all’indirizzo e-mail ricky.pittis@hotmail.it

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