Egitto, dove il deserto custodisce balene di pietra e sogni di cristallo

Stavolta devo dire che mi diventa molto difficile descrivere un luogo che ho visitato e dove, sinceramente, non mi sarei mai aspettata di trovarmi in mezzo ad una straordinaria e bizzarra natura. Ne ho visti di deserti e posti strani nel mondo ma mai come in Egitto, questo angolo di Africa, dove ho respirato un’atmosfera magica; un posto decisamente inaspettato. Credo che non esista nulla di simile.
A bordo della mia jeep 4×4 inizio questo viaggio nei deserti dell’Egitto; la prima meta è la Valle delle Balene (Wadi Al Hitan) nell’oasi di Fayoum; uno dei più straordinari siti paleontologici al mondo dove centinaia di fossili di balene preistoriche raccontano una storia incredibile lunga 40 milioni di anni. La presenza di oltre 1.000 fossili di balene, tra cui numerosi scheletri completi, rende questo sito unico al mondo. Quest’area protetta e sito UNESCO dal 2005 e situata nel deserto occidentale dell’Egitto a circa 150 km dal Cairo, si estende per ben 200 km quadrati e custodisce alcuni dei fossili più ben conservati mai scoperti (sono ancora visibili le formazioni geologiche di Gahannam, Qaṣr al-Ṣāgha e Birket Qārūn; rocce che contengono fossili di animali preistorici marini come tartarughe, coccodrilli e squali) e offre ai visitatori un’opportunità unica di osservare questi antichi reperti nel loro ambiente naturale. Ed è proprio nel loro ambiente naturale: qui un tempo c’era solo mare, l’antico oceano Tetide (Tethys) che all’epoca separava l’Africa dall’Asia e che ritirandosi gradualmente trasformò l’area, prima in una foresta rigogliosa e successivamente nell’attuale deserto. È davvero incredibile camminare attraverso questo antico mondo marino. Oggi Wadi al Hitan è visitabile, sebbene si trovi in un’area del deserto egiziano poco raggiungibile per via della sua iscrizione al patrimonio UNESCO, il sito si è dotato di un percorso turistico in grado di permettere ai visitatori di vedere gli scheletri meglio conservati rinvenuti nella valle. Uno scenario unico e un viaggio nel tempo tra storia, natura e paesaggi mozzafiato.
La mia avventura prosegue in direzione del Deserto Nero a poco più di un’ora di distanza dall’Oasi di Bahariya. Una straordinaria area vulcanica che deve il suo nome alle rocce nere di basalto, che ricoprendo le dune di sabbia, creano un contrasto cromatico spettacolare ed unico. I rilievi e le colline presenti in questa zona sono nati milioni di anni fa grazie ai vulcani attivi che con le loro eruzioni hanno reso questo paesaggio, lunare e surreale. Salendo fino in cima alla Black Mountain si vede chiaramente che quest’area è priva di qualsiasi forma di vita e si può ammirare tutta la bellezza del deserto. Le cime di questi vulcani spenti ed ormai estinti fanno spazio ad una grande cresta rocciosa, la Crystal Mountain; una collina composta da scaglie di quarzo, probabilmente di barite o calcite, erose dal vento e da una formazione rocciosa unica nel suo genere. Il suo nome è dovuto a questi cristalli che brillano al sole creando raggianti effetti di luce; un vero e proprio gioiello naturale ove il tempo sembra essersi fermato e dove si può davvero apprezzare la potenza e la maestosità della natura.
La Montagna di Cristallo è un luogo che invita all’ammirazione e alla riflessione. È un luogo dove ci si può davvero staccare dalla frenesia della vita quotidiana e immergersi nella tranquillità del deserto. Per qualche minuto mi sono seduta, ho chiuso gli occhi ed ho ascoltato quell’assordante silenzio che mi circondava, poi ho ringraziato l’universo per avermi donato questa bellissima esperienza. Non me ne sarei più andata da quell’incredibile incanto naturale ma da lì a poco sarebbe arrivato il tramonto ed io avevo un appuntamento proprio con lui nel Deserto Bianco. Chiamato così perché ha il colore bianco che ricopre la maggior parte delle sue aree, una superficie di 3000 km quadrati. Questo deserto venne attraversato per millenni da carovane e berberi, usando come ristoro le oasi vicine. La Riserva del Deserto Bianco si trova a nord dell’Oasi di Farafra, a circa 500 chilometri dal Cairo, è stata dichiarata riserva naturale nel 2002 ed è uno dei paesaggi naturali più belli dell’Egitto e del mondo. Le sue rocce risalgono al periodo Cretaceo, ovvero 80 milioni di anni fa. Un miracolo geologico famoso per le surreali formazioni calcaree scolpite dal vento in forme bizzarre che ricordano animali, funghi e paesaggi lunari. Questo è il luogo perfetto per chi cerca silenzio, avventura ma anche romanticismo, visto il cielo stellato che lo rende uno dei migliori siti per osservare la bellezza della Via Lattea. Qua regnano silenzio e armonia.
Sono arrivata puntuale al mio appuntamento con il tramonto. Ho preso la mia macchina fotografica e ho iniziato a scattare qualche foto a queste simpatiche creature bianche che in quel momento iniziavano a colorarsi di giallo e piano piano di rosso. Che spettacolo meraviglioso! Non sapevo nemmeno io dove mi trovavo e se ero realmente sulla Terra o su un altro pianeta. Mi volevo godere il più possibile questo posto e decisi di scattare fotografie solo attraverso i miei occhi; volevo che fosse un ricordo memorabile.
Era giunto il momento di andare a dormire nella mia tenda. Fuori il cielo era invaso da un ammasso di stelle, quelle stelle alle quali ho chiesto di esaudire i miei desideri. Chissà se mi avranno ascoltata.
















