Montasio DOP, il formaggio del buon senso

È definito il formaggio del buon senso, in virtù della sua tipicità e delle sue proprietà organolettiche. Stiamo parlando del Montasio DOP. Bilanciata la sua composizione nutrizionale, esprime un armonico insieme di profumi e sapori. Dopo due mesi, è naturalmente privo di lattosio, grazie al suo tipico metodo di lavorazione. Il Montasio è il frutto di un territorio unico, situato all’angolo estremo del nord Italia, nel suggestivo Friuli, caratterizzato da un’aria pura, cieli puliti e terreni rigogliosi.
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La storia del Montasio DOP
Sono trascorsi 253 anni da quando è comparsa la prima testimonianza scritta dell’esistenza del Montasio. Un preziario della città di Udine, trovato nella biblioteca Guarneriana a San Daniele del Friuli, cita infatti il “Formaggio Montasio”. Da questi documenti emerge come questo formaggio fosse considerato all’epoca un prodotto di alta qualità: stabilivano infatti per il Montasio un prezzo di molto superiore alla media degli altri formaggi. Da quel momento il Montasio è sempre stato presente in tutti i documenti mercantili dell’Italia nord-Orientale. Si può quindi tranquillamente affermare, dunque, che da 253 anni il Formaggio Montasio è un formaggio identitario del Friuli-Venezia Giulia.
Da allora, la tecnica di produzione si è evoluta, ma ha mantenuto intatto il concetto di trasformazione proprio delle origini.
La lavorazione del formaggio
La tecnologia classica di lavorazione prevede la raccolta differenziata delle due munte, con successiva spannatura del latte della sera. Il Montasio DOP è un formaggio a pasta cotta, semidura, ottenuto esclusivamente con latte bovino prodotto nella zona di produzione. Sullo scalzo di ogni forma di Montasio DOP è indicata la data di produzione e il codice del casello produttore. La zona di produzione del formaggio Montasio DOP risulta essere così definita: tutto il territorio della Regione Friuli Venezia Giulia e nell’ambito della Regione Veneto, tutto il territorio delle province di Treviso e Belluno ed in parte le province di Venezia e Padova.
L’area di produzione
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E allora, adesso che deteniamo tutte queste informazioni preziose, esploriamo il territorio, di esso andando alla ricerca dei luoghi giusti per degustare e acquistare il Montasio DOP. Ci dirigiamo sull’Altopiano del Montasio, ad un’altitudine che non si scherza mica: siamo tra i 1.500 e i 1.800 metri slm. Il fiabesco contesto montuoso è quello delle Alpi Giulie, da dove ci affacciamo sulla maestosa catena del Canin. Della serie “buono a sapersi” (nell’attesa del “buono a mangiarsi” !), apprendiamo che quest’area rientra nell’ambito della Riserva di Biosfera Alpi Giulie italiane, istituita nell’anno 2019. L’area del Gruppo del Montasio comprende un settore alpino di grande interesse naturalistico ad elevata biodiversità.
Dal fondo valle, estesi boschi di abeti e faggio, man mano che saliamo di quota, lasciano il posto al larice e, salendo ancora, alle praterie di alta quota e alle rupi. Tra le specie floristiche, gioia per i nostri occhi, rilevante la presenza del Rododendro, della Campanula di Zois, del Papavero delle Giulie e della Stella alpina. Ancora gioia per la vista e per gli altri sensi, circondati dalla meravigliosa natura, la visita al Fontanon di Goriuda, la cascata più conosciuta. Si assiste alla danza dell’acqua: spettacolari le scenografie e i paesaggi.
Dove dormire e dove gustare il Montasio DOP
Sarebbe ora di cercare l’alloggio, opportunamente prenotato con largo anticipo. Ci serve per lasciare i bagagli, darci rinfrescata, confermare la prenotazione per la cena e poi subito uscire nuovamente, sfruttando il dì fino al suo crepuscolo.
Ci siamo: siamo a Malga Montasio! A proposito, ci siamo arrivati provenienti da Tarvisio, che dista all’incirca 26km. Percorso semplice: si imbocca la strada per Cave del Predil. Superato Cave del Predil, dopo circa un km si volta a destra verso Chiusaforte Sella Nevea. Una volta che siamo a Chiusaforte Sella Nevea, praticamente siamo già arrivati, ci guidano le indicazioni per la località Malghe del Montasio.
La Malga Montasio, situata in comune di Chiusaforte sull’omonimo altopiano tra i 1500 ed i 1800 metri sul livello del mare, è circondata dalle maestose catene del Canin e del Montasio, e si estende su un territorio di circa mille ettari di cui la metà è dedicata al pascolo. Malga Montasio, il nome dirà pur qualcosa, è pertanto situata nel cuore dell’altopiano del Montasio, in luogo di avvincente bellezza. Ah, un momento, diciamolo subito, il periodo di apertura è da giugno a settembre. Le camere sono cinque, per un totale di dieci posti letto, arredate con materiali che richiamano accoglienza e calore tipiche di un ambiente familiare. Di spiccata pregevolezza estetica la presenza del legno.
Potreste pensare che adesso arrivi il suggerimento melenso di dimenticare in camera il cellulare. Oddio, non sarebbe suggerimento sbagliato, e però, pressoché obbligatorio è dimenticanza altra: l’orologio. Insomma, qui ci si affida al tempo vero, non a quello scandito da lancette disperate. Disperate perché insensibili al fascino del Creato. Questione di qualche ora e si comincia ad avvertire quella sensazione di benessere, ci si rilassa e la frenesia della vita di città si allontana da noi per poi sparire.
Beati coloro i quali hanno il cronotipo “allodola”, ovvero tendono a svegliarsi presto. Costoro (quorum ego) in questo territorio fatato possono godersi il sorgere del sole, quando l’alba regala colori di rara bellezza. Svegliarsi circondati dallo splendido panorama del Canin e del Montasio, accompagnati dal cinguettio degli uccelli, dal suono dei campanacci, dal bramito dei cervi e dai fischi delle marmotte è quanto predispone al sereno trascorrimento della giornata. Giornata che, meglio non si potrebbe, comincia con una sontuosa prima colazione a base di prodotti della malga: burro, dolci, marmellate, miele e diversi tipi di yogurt.
Sentieri e percorsi
Ben corroborati, siamo pronti per camminare. Camminare i sentieri, auspicando il perdono per questo uso scorretto del transitivo per il verbo camminare. Eppure, è così: camminiamo il sentiero! I primi due giorni, andiamo cauti. E difatti, due sentieri sono alla nostra portata.
Il primo giorno abbiamo come meta il Rifugio di Brazzà, a 1.660 metri slm. Niente paura: percorso facile. Circa mezzora e siamo giunti alla meta! Possibilità di ristoro. Il secondo giorno la nostra meta è il Rifugio Casera Cregnedul di Sopra. Facile anch’esso: passeggiata comoda e panorami di struggente bellezza.
E il terzo giorno il cimento diviene arduo. Attrezzatura, a partire dagli scarponcini da trekking, che non si scherza. Agognata meta è la Forca dei Disteis. Avete presente il Rifugio di Brazzà di due giorni fa ? Ecco, ci torniamo ma con una piccola differenza. Invece di costituire la meta, oggi questo rifugio costituisce la base di partenza per arrivare alla Forca dei Disteis, che raggiungiamo dopo un paio di ore di cammino. Il percorso è di facile percorribilità, ma presenta alcune pendenze più ripide nell’ultimo tratto. Lungo il cammino ammiriamo varietà di fiori alpini e, se fortunati, avvistiamo stambecchi. Quinta, scusate se è poco, la natura delle Alpi Giulie. Allo spaccio di Malga Montasio abbiamo fatto rifornimento di yogurt che adesso, nel principiare il percorso di ritorno, mangiamo con voluttà.
Il sole scompare ad occidente: la camera è confortevole. Riposino e ci si prepara per la cena la cui prevalente connotazione è data dalle prelibate pietanze della cucina friulana. Imperdibili il frico con polenta e le preparazioni di carne di Pezzata Rossa. Ottimi anche i dolci fatti in casa. Suggestiva la sala pranzo.
Prima di andare via (ahinoi, il giorno in cui bisogna lasciare Malga Montasio, arriva !) non deve mancare sosta allo spaccio. Acquistare in malga significa procurarsi prodotti di qualità con spiccate peculiarità organolettiche e al contempo contribuire a sostenere il sistema produttivo del territorio montano. Ovviamente, è qui che acquistiamo il Montasio DOP – PDM (Prodotto Della Montagna) ottenuto dalla mungitura delle vacche Pezzate Rosse.
Malga Montasio
- 33010 Sella Nevea, Chiusaforte (UD)
- Tel. 334 628 0290
- mail: malgamontasio@aafvg.it
Due indirizzi buoni sulla strada del ritorno (oppure dell’andata). Paesino già piccino di suo, Resia ha anche una frazioncina deliziosa, dove davvero potremmo dire che il tempo si è fermato: Oseacco. La Val di Resia è enclave linguistica ancora viva e ricca di testimonianze soprattutto nella musica. Oggi resistono due strumenti originali: la zytyra, simile al violino, e la bunkula, altro strumento a corde. Anna Di Lenardo e il figlio gestiscono l’unico negozio di alimentari, che serve il paese e che ha un locale contiguo che funge da bistrot. Smart buys i prodotti tipici resiani, primo fra tutti il famoso aglio di Resia.
La Bottega del Paese
In Piazza Giardini Pubblici a Codroipo, sia per la colazione del mattino, sia per gli ottimi gelati e sia (soprattutto) per i dolci, la sosta golosa d’obbligo è alla Dolcevita. Imperdibili il cestino alla frutta fresca e il cannoncino di sfoglia. Eccellenti le versioni salate sia del Panettone che della Colomba.
Dolcevita