Genova, Assisi e Breuil-Cervinia: perché sono loro le mete italiane da visitare nel 2026

Tre luoghi che, se accomunati, apparentemente non hanno nessun punto in comune. Tre località diverse, ognuna con le sue particolarità e i suoi segreti tutti da scoprire. Ma che, nel 2026, potrebbero trovare ancor più spazio sotto i riflettori internazionali. Il suggerimento arriva direttamente dal New York Times e da una lista molto speciale che riguarda, nel dettaglio, le mete da non perdere per i prossimi mesi. Tra posti speciali e certezze che vale sempre la pena rivedere Genova, Assisi e Breuil-Cervinia rappresentano una specialità del 2026: scopriamo perché.
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I 52 luoghi del The New York Times e le mete italiane del 2026
Il New York Times ha pubblicato la lista dei 52 luoghi da visitare nel 2026 ed ha aggiunto, tra le altre, anche Genova, Assisi e Breuil-Cervinia come mete italiane. Nella lunga lista delle destinazioni, dislocate in ogni parte del mondo, è possibile trovare anche posti speciali come Varsavia ma anche Bangkok, la Route 66 con i suoi 100 anni di storia così come la Danimarca e l’isola di Mon. Fino ad arrivare a Nagasaki e Okinawa in Giappone, le Filippine e sì, anche l’Italia. Con tre mete davvero particolari.
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Genova e il Waterfront
Il giornale ha scelto di aggiungere Genova alla lista dei 52 viaggi da fare nel 2026 soprattutto per il grande progetto del Waterfront di Levante. Un’idea di Renzo Piano che rappresenta una vera e propria innovazione dal punto di vista architettonico e tecnologico che punta a modificare, anzi a rivoluzionare completamente, il concetto di residenza. Si tratta di un ampio lavoro di riqualificazione che ha l’obiettivo di ridisegnare il quartiere Fiera della città di Genova attraverso spazi culturali, passeggiate e parchi. Una realizzazione che andrà a modificare l’immagine di Genova con nuovi criteri costruttivi ecosostenibili. Un nuovo affaccio sul mare, tra rigenerazione urbana e trasformazione: questo il progetto Waterfront di Renzo Piano. Oltre a questo particolare, Genova ha attirato su di sé i riflettori anche per l’apertura di alcune stanze dei Palazzi dei Rolli e l’evento che a marzo vedrà protagonista il Palazzo Ducale e la mostra dedicata a Anthony van Dick. Menzione speciale anche per la scena gastronomica ligure ma in particolare di Genova, citata dal giornale.
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Assisi e le sue iniziative
La scelta di includere Assisi tra le mete italiane da visitare secondo il New York Times è legata soprattutto al 2026, in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Una data importantissima per la città: non a caso, in questi dodici mesi Assisi sarà protagonista di una lunga serie di eventi dedicati all’anniversario della morte del patrono d’Italia. A cominciare già dal periodo tra il 22 febbraio e il 22 marzo che vedrà le spoglie di San Francesco esposte al pubblico per la prima volta: un momento importantissimo per i fedeli e per l’intera comunità che rappresenta l’apice delle ricorrenze di quest’anno. Su questo tema, il giornale tra i suggerimenti affidati ai lettori ha consigliato di percorrere il tratto che conduce all’eremo delle carceri, tra i luoghi del santo. Un anno storico per la chiesa cattolica e per la città di Assisi che si prepara ad accogliere i turisti in arrivo per i mesi di celebrazioni in onore di San Francesco.
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La modernità di Breuil-Cervinia
Tra le mete italiane del 2026, il terzo luogo della Penisola riguarda i paesaggi innevati di Breuil-Cervinia. Ci troviamo precisamente in Valle d’Aosta, in una frazione del comune di Valtournenche, a 2500 metri sul livello del mare. Una meta molto conosciuta dagli appassionati di montagna che rappresenta una delle più famose stazioni turistiche delle Alpi, sia per i mesi estivi che per quelli invernali. L’ingresso in lista è dovuto soprattutto ai passi in avanti compiuti dal comprensorio sciistico in tema di investimenti strutturali, complici i numerosi interventi che hanno visto la meta protagonista di novità importanti. Come la sostituzione dei vecchi impianti di risalita con seggiovie ad alta velocità, in un progetto che sfiora i 235 milioni di dollari. E che ha generato dei miglioramenti anche nelle strutture che affollano l’area, soprattutto dal punto di vista del turismo: hotel trasformati in resort a cinque stelle e ristoranti che hanno guadagnato fama e prestigio anche attraverso i premi e i riconoscimenti ottenuti in tema di cucina. Un volto nuovo per Breuil-Cervinia che ha regalato alla zona l’ingresso tra i 52 luoghi da vedere nel 2026, secondo il New York Times.