Appena fuori dall’Italia c’è un paese di natura e turismo lento che ti farà tornare indietro con il tempo

Scritto da: BStefania
appena fuori dall'italia c'è un paese di natura e turismo lento che ti farà tornare indietro con il tempo

Quest’anno le nostre ferie ci portano in Slovenia, nella zona tra Lubiana e Bled, una zona turistica ma dal turismo lento.

Diario di viaggio in Slovenia

1° Giorno: Montefiascone – Lesce

Stamattina siamo partiti da casa alle ore 7.00 avevamo un’appuntamento in azienda per prendere due nostri colleghi che abbiamo accompagnato fino a Padova alla stazione Flixbus a causa dello sciopero dei treni. Lasciati loro abbiamo raggiunto Palmanova per pranzo, ormai erano le 13.30 e ci siamo fermati presso la pizzeria “Il Melograno” dove abbiamo ordinato una Deliziosa e una Viennese pagando in totale € 32,00. Se dovessimo nuovamente passare da queste parti si deve ritornare. Al confine di Villesse/Vrtojba ci siamo fermati per acquistare la vignetta per il transito sulle autostrade e superstrade del territorio sloveno (€ 16,00 per una settimana), si può acquistare anche online.

Alla partenza avevamo pensato di fermarci a Brezje per visitare la Basilica di Santa Maria Ausiliatrice, il luogo di pellegrinaggio più importante della Slovenia, ma essendo stanchi abbiamo preferito andare in hotel. Su booking.com avevo prenotato il Guesthouse Tulipan dove siamo arrivati alle ore 17.00. Parcheggiata la macchina abbiamo fatto il check in, siamo stati aiutati dal proprietario perché il check in viene effettuato tramite terminale dove vengono scannerizzate le carte di identità e si passa la carta di credito per il pagamento. A quel punto oltre alla ricevuta ti rilasciano il numero della camera e il codice per entrare. Ci hanno assegnato la camera numero 20 Triglav, al secondo piano con balcone come segnalato in fase di prenotazione.

Dopo un po’ di relax siamo scesi a mangiare…che porzioni!!! Eravamo impreparati e abbiamo preso un filetto di trota salmonata e un piatto di ghiottonerie tra affettati e formaggio, poi un Wienersnitzer e un insalata di mare…non la nostra ma verdure grigliate e fresche con gamberi…tutto buonissimo ma non ce l’abbiamo fatta a finire perché le porzioni sono super abbondanti…ma buonissimi.

2° Giorno: Lesce – Lubiana – Brezje – Lesce

Oggi intera giornata dedicata a Lubiana, capitale culturale della Repubblica Slovena e nel 2016 Capitale verde d’Europa, che ha un’interessante centro storico in stile Barocco e Art Nouveau. L’immagine architettonica di Lubiana è stata modellata dall’architetto Joze Plecnik e in centro si possono ammirare molte sue opere. Prima di raggiungere il centro ci siamo fermati a fare gasolio al distributore MOL (€ 1,51 al litro).

Abbiamo lasciato l’auto al parcheggio sotterrano di Kongresni trg 1 (€ 5,30) e da lì abbiamo visitato il centro città. Percorrendo la via lungofiume che costeggia il fiume Ljubljanica si arriva a Presernov Trg (piazza Preseren) con la chiesa di Maria d’Annunciazione, il monumento di France Preseren e i tre ponti (Tromostovje), opera di Plecnik. Oltrepassando i Tre Ponti raggiungiamo il Ponte dei Macellai (Mesarski Most) alle cui balaustre sono agganciati milioni di lucchetti, e il ponte dei draghi (Zmajski Most). Percorrendo questo lato si ha una panoramica del Mercato Centrale coperto con i suoi archi e il suo colonnato che ricorda gli antichi fori.

Attraversato il ponte dei Draghi, dal 1900 il simbolo della città, e percorso il colonnato di Plecnik sede del mercato coperto di souvenir, abbiamo raggiunto la cattedrale di San Nicola con il famoso affresco illusionistico sul soffitto e la rappresentazione della storia slovena sulla porta principale. L’ingresso è a pagamento € 3,00 per persona.

Ci siamo fermati a mangiare al Moj cmok e abbiamo ordinato una Caesar Salad e Cevapcici (piccole salsicce)…birra sottointesa e abbiamo pagato € 37,00 Dopo pranzo abbiamo preso la funicolare su Krekov Trg per raggiungere il Castello (Ljubljanski Grad). Il biglietto, € 18,00 a persona, lo avevo preso online e oltre all’ingresso  include la funicolare a/r e l’audioguida. Il castello fu costruito 900 anni fa sulla collina sopra la città. Dai Bastioni e dalla Torre di Guardia si gode un bellissimo panorama, all’interno sono conservate alcune stanze storiche quali la Cappella di San Giorgio e la Prigione.

Nel frattempo Fabrizio aveva preso la macchina e dopo aver fatto spesa alla LIDL era salito al parcheggio del castello (€ 2,00). Ritornando verso Lesce ci siamo fermati a Brezje per visitare la Basilica di Maria Ausiliatrice, originariamente era l’antica chiesa di S. Vito. La Vergine Maria è la protettrice della nazione slovena, mentre Brezje è un santuario nazionale sloveno, meta di pellegrini dal 1863.  Lasciata l’auto al parcheggio vicino alla basilica (€ 3,00 per le macchine) abbiamo raggiunto la Basilica costruita in stile neorinascimentale e consacrata nel 1900. La facciata è riccamente decorata con simboli a mosaico, iscrizioni, rosoni e altre decorazioni artistiche. Mi ha colpito il portone d’ingresso, ci sono dei sensori che la fanno aprire automaticamente, senza dover toccare i battenti. Pensandoci è la prima volta che mi capita. La Cappella con l’immagine di Maria Ausiliatrice è in fondo alla navata destra ma rappresenta il cuore del santuario di Brezje. L’immagine è cinta da una cornice metallica dorata e decorata da varie pietre naturali, raccolte in tutta la Slovenia. Lo spazio antistante la basilica è stato realizzato secondo il progetto di Jože Plečnik. C’è un monumento a Papa Giovanni Paolo II, che nel 1996 si recò in visita.

Vicino alla Basilica di Brezje, si trova un moderno museo di presepi purtroppo chiude alle ore 16.00…dobbiamo ritornarci. Rientrati in hotel ci siamo riposati un pochino e fare una doccia poi a cena…stasera sempre Trota salmonata e ghiottonerie di carne salata poi brodo di manzo per me e spaghetti alla Bolognese per Fabrizio…porzione stratosferica!!!

3° Giorno: Lesce – cascata di Savica – Uskovnica Planina – Bohinj – Lesce

Un giorno lo abbiamo dedicato a visitare una parte del Parco Nazionale del Tricorno (Triglav), uno dei più vecchi parchi in Europa nel cuore delle Alpi e al lago di Bohinj di origine glaciale, dal colore verde e dall’acqua trasparente. Il Parco Nazionale del Tricorno è l’unico parco nazionale della Slovenia e al centro del parco si trova la montagna più alta, il Tricorno (2.846mt), dal quale il parco prende il nome ed è un simbolo nazionale. La mattina siamo andati a visitare la cascata di Savica. Lasciata l’auto al parcheggio vicino al Planinski dom Savica hotel e preso un caffè, un cappuccino e usufruito del bagno, attraverso un bel bosco cominciamo la scalata verso la cascata. Dopo ca. 200 metri c’è il chiosco dove si paga il biglietto, € 4,00 a persona. Il percorso non è molto impegnativo ma devo dire che le scale sono tante e un po’ di fatica l’abbiamo avvertita, e dopo mezz’ora circa arriviamo alla meta. Breve sosta per riprendere fiato e fare alcune foto. La cascata fa un salto di 78 metri.

Nel punto dove si trova la terrazza panoramica c’è il monumento dedicato all’arciduca Giovanni d’Austria, nipote dell’imperatrice Maria Teresa, che visitò la cascata nel 1807. L’arciduca fu un grande amante delle Alpi. Ritornati al parcheggio ci siamo fermati a mangiare al Planinski dom Savica Hotel dove ho assaporato un delizioso Goulash mentre Fabrizio ha preso un formaggio fritto e il dolce, un po’ burroso ma buono, con le bevande abbiamo pagato € 52,30. Pagato il parcheggio, € 10,00 per 3 ore, abbiamo proseguito verso Srednjavas u Bohinju per raggiungere attraverso una strada sterrata ma comunque in buone condizioni, Uskovnica Planina.

Lasciata l’auto vicino alla piccola chiesa, abbiamo fatto una passeggiata tra le malghe e le mucche, poi ci siamo fermati per un caffè presso Koca na Uskovnici. Dirigendoci verso Lesce ci siamo fermati a visitare alcune chiese di questi piccoli borghi, mentre a Bohinj, il paese dell’omonimo formaggio, abbiamo visitato la chiesa antica di San Giovanni Battista. Il costo del biglietto è di € 3,50 a persona e vale la pena di visitarla. La chiesa è della metà dell’XI secolo e sia l’esterno che l’interno sono decorati da affreschi. L’altare principale è in oro del 1668 mentre il pulpito è del 1711. A sinistra dell’ingresso principale si trova la testa di San Giovanni Battista su un piatto.

Ritornati in hotel, una doccia veloce e poi a cena. Stasera filetto di maiale, bistecca di manzo e ci siamo concessi il dessert.

4° Giorno: Lesce – Velika Planina – Kamnik – Lesce

Oggi altra giornata di sole e l’abbiamo dedicata ad un’altra montagna o meglio un altipiano. Velika Planina, un vasto pascolo alpino, il più grande alpeggio della Slovenia, con baite di mandriani dove d’estate i pastori portano il bestiame e producono il formaggio. Una specialità è il trnic o il formaggio dell’amore la cui forma ricorda il seno femminile e i pastori lo regalavano alle loro amate. L’innamorato ne ha due e se la ragazza lo prende uno allora ricambia il suo amore, se invece li prende tutti e due vuol dire che non ricambia.  Per arrivare a Velika Planina è necessario prendere la funivia e poi la seggiovia, ma noi abbiamo fatto il percorso a piedi.

Adiacente al primo parcheggio c’è un gabbiotto dove si paga la sosta, € 10,00 per l’auto. Noi abbiamo proseguito fino al Parkirisce Mackin Kot, l’ultimo ma il più vicino. Da qui possono transitare solo i residenti e a piedi abbiamo percorso poco meno di due chilometri per raggiungere l’alpeggio. La fatica merita la visita. Arrivati sull’altopiano, circondato dalle alte vette delle Alpi di Kamnik, abbiamo ammirato le caratteristiche capanne dei pastori, tipico elemento tradizionale sloveno, con i loro lunghi tetti ricoperti da scandole di pino (sinkel) che scendono verso il basso.

Da giugno a settembre il villaggio si anima di pastori e di bestiame che pascola attorno alle capanne, e noi solo per alcune ore abbiamo goduto di questa pace. Nel cuore del villaggio si trova il Museo Preskar, una capanna di forma ovale costruita dal pastore Andrej Preskar dopo la seconda guerra mondiale, il costo del biglietto è di € 2,00 a persona e volendo la ragazza, solo in lingua inglese, spiega la costruzione e la vita dei pastori nella capanna. All’interno si può ammirare il trnic, un formaggio salato a forma di pera riccamente decorato, vari mestoli e ciotole, le forme per fare il burro. Particolare è la porta in ferro che Andrej la costruì con il ferro delle bombe che gli alleati avevano fatto cadere sull’altopiano.

Sopraggiunto un certo languorino ci siamo fermati a Ukanova baita e l’oste che ci ha accolto ci ha preparato affettati e formaggio e una zuppa, goulash, veramenti buoni. Su un pianoro più alto rispetto alle case, si erge la Kapela Marije Snezne, la cappella della Madonna delle Nevi, ricostruita  nel 1988 su iniziativa dei pastori locali, dopo che quella realizzata da Joze Plecnik era stata distrutta dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Purtroppo era chiusa, ma dalle piccole finestre ho potuto vedere all’interno. Avendo ancora del tempo anche se un po’ stanchi, sulla via del ritorno ci siamo fermati a visitare Kamnik, città medievale e fiorente città commerciale. Lasciata l’auto al parcheggio su Talcev Trg abbiamo raggiunto il Monastero Francescano (Franciskanski samostan) al cui interno si trova la Cappella del Santo Sepolcro progettata da Joze Plecnik.

Da qui abbiamo raggiunto Castel Minore (Mali grad), il punto più alto della città. Qui si è conservata solo la cappella romanica a due piani e una cripta, purtroppo chiuse. Una leggenda narra che tre fratelli molto tempo fa divennero sacerdoti. I cittadini vollero costruire loro una chiesa con tre cappelle, ma il denaro venne a mancare, così chiesero aiuto alla ricca contessa Veronika. Infuriata, l’avara contessa disse che avrebbe preferito trasformarsi in un serpente, piuttosto che donare dell’oro. Fu così che si trasformò in un mostro, metà donna e metà serpente, e insieme al suo tesoro sta ancora aspettando la redenzione tra le rovine del castello. Scesi dalle rovine abbiamo percorso la via pedonale Sutna, la via che doveva essere la più pittoresca di Kamnik, con una fila di case medievali con insegne in metallo. Purtroppo delle insegne è rimasto ben poco e dei palazzi alcuni sono veramente interessanti. La via è anche contrassegnata da alcune targhe commemorative in memoria dei cittadini importanti.

Anche per oggi la giornata è finita, siamo rientrati in hotel per una doccia e cena. Stasera abbiamo mangiato Maiale stufato con patate Tulipan.

5° Giorno: Lesce – Kropa – Kranj – Radovljica – Lesce

Purtroppo oggi ha piovuto tutto il giorno ma abbiamo fatto comunque un giro intorno a Lesce. La nostra prima tappa è stata Kropa, un bel paesello noto per la sua attività della forgiatura del ferro, qui si producevano soprattutto chiodi, che venivano spediti e venduti in tutta Europa. Qui si trova una fucina ancora attiva, un museo ma, soprattutto, le diverse opere in ferro battuto che abbelliscono le case del centro storico. Lasciata l’auto al parcheggio sulla statale 635 all’ingresso del paese abbiamo raggiunto il Museo dei Fabbri, Kovaški muzej, dove si possono ammirare gli utensili tradizionali per la forgiatura manuale del ferro e della sua lavorazione artistica. Il costo del biglietto è di € 4,00 per persona. Il museo è ospitato presso la Casa Klinar.

Al primo piano nell’ex salone si può ammirare un soffitto barocco in legno a cassettoni con tre dipinti ad olio ed essendo i chiodi il prodotto principale dei fabbri di Kropa, si possono vedere 94 chiodi di diverse dimensioni e forme, nella sala adiacente si può ammirare il funzionamento di una fucina e dei mantici ad acqua. Al secondo piano ci sono dei lavori in ferro battuto veramente belli prodotti dalle abili mani del maestro Joza Bertoncelj.

Facendo una passeggiata nel piccolo borgo abbiamo visto lavorazioni artistiche in ferro che decorano le recinzioni delle case, i lampioni e le balaustre lungo il torrente.

Attraversato il torrente Kroparica abbiamo ammirato la statua vicino al ponte e dopo alcuni passi alla fine del paese, abbiamo raggiunto l’antica fucina Vigenjc Vice, del XIV secolo perfettamente conservata. Purtroppo è chiusa ma da alcune finestre rotte è stato possibile vedere all’interno. E’ la fonderia di ferro più antica della Slovenia, nonché una delle più antiche d’Europa.

Dopo una breve salita abbiamo raggiunto la chiesa di San Leonardo ma è chiusa anche questa.

Ripresa la macchina ci siamo spostati a Kranj. Prima di raggiungere il centro ci siamo fermati a mangiare presso la Pizzerija Gorenc. Stavolta abbiamo preso due pizze e pagato € 37,10.

Lasciata l’auto al parkirisce Pri Cebelici su Zupanciceva ulica abbiamo attraversato il ponte sul canyon del fiume Kokra profondo 30mt. che ci ha portato a Glavni Trg, il centro città. Abbiamo fatto un giro ad anello che ci ha condotto al castello di Khislstein, che ha adibito gli ambienti da difesa a Museo d’arte (Gorenjski Muzej).

Proseguendo abbiamo raggiunto la chiesa di Santa Maria del Rosario e gli adiacenti archi e la scalinata romantica progettata da Joze Plecnik.

Da lì siamo ritornati a Glavni trg dove, nella parte alta, si affacciano la chiesa gotica di San Canziano (Kancijana in tovarisev) e il Teatro Presernov le cui arcate dell’ingresso sono state progettate da Plecnik. Di fronte al teatro si erge la statua di France Preseren (Presernov spomenik), poeta sloveno che trascorse qui gli ultimi anni della sua vita.

A seguire abbiamo raggiunto Radovljica, la nostra ultima tappa della giornata.

Lasciata l’auto al parcheggio su Gorenjska cesta abbiamo visitato il piccolo centro. Sulla Linhartov trg, la via principale, si affacciano vari palazzi dal punto di vista architettonico interessanti.

Nel punto dove la piazza si allarga si trova il monumento e la fontana dedicati a Josipina Hočevar che insieme al marito donarono ingenti fondi in beneficenza per bambini e insegnanti, infatti Josipina istituì un fondo per dare aiuto e sostegno a scolari e studenti di Radovljica. Contribuì con una donazione anche alla costruzione dell’acquedotto cittadino e in segno di gratitudine, i cittadini costruirono una fontana in suo onore. In cima c’è la statua di uno scolaro con un libro in mano che si appoggia a un medaglione raffigurante l’effigie della benefattrice.

Di fronte il Museo Lectar, l’azienda di cuori in marzapane, la più antica della Slovenia. La visita del museo, che è in realtà il laboratorio della pasticceria, è libera e oltre a pezzi antichi sono allestiti dei tavoli dove vengono posti gli ingredienti che serviranno per la produzione dei cuori e gli utensili per produrli.

I tradizionali cuori di marzapane si chiamano “lect” e sono modellati a mano o con stampini e poi colorati.

Nel complesso merita una visita…e qualche acquisto.

Accanto si trova il Museo dell’Apicoltura dove è conservata una collezione di tavole di legno illustrate che erano poste a chiusura delle arnie (panjskekoncnice). Il costo del biglietto è di € 8,00 per persona e la visita è molto interessante, ci sono pannelli esplicativi sulla vita delle api per poi passare alla produzione del miele da parte dell’uomo con i vari utensili come le gabbiette per le api e varie arnie. Effettivamente particolari sono le tavole in legno che chiudevano le arnie, molte sono a tema religioso, dal vecchio al nuovo Testamento, ai Santi per poi passare a temi più profani come la caccia, i matrimoni.

Al termine della piazza oltre al monumento allo storico dell’arte Cene Avguštin si trova la chiesa parrocchiale di San Pietro del XV secolo. L’interno è diviso in tre navate, da vedere la cappella di Maria.

Ritornati in hotel zuppi e un po’ infreddoliti…non ha smesso un secondo di piovere, abbiamo fatto una doccia poi a cena. Stasera Wiener Schnitzel e strudel, buonissimi.

6° Giorno: Lesce – Begunje na Gorenjskem – Bled – Lesce

Essendo il nostro ultimo giorno abbiamo deciso di dedicare la mattinata alle ultime visite e il pomeriggio dedicarlo allo shopping.

Prima tappa siamo ritornati a Brezje per visitare il Museo del Presepe ma era chiuso, purtroppo è aperto solo di sabato, allora abbiamo proseguito per Begunje na Gorenjskem per visitare le rovine del castello di Grad Kamen nella valle della Draga. Il castello è veramente maestoso e merita una visita, l’unica attenzione è quella di non uscire al percorso segnalato in lquanto ci sono punti pericolosi. La visita è gratuita. Il castello fu costruito nel XII secolo dai Conti di Ortenburg e assieme al castello di Lipnica difendeva l’accesso alla piana di Radovljica lungo l’importante percorso mercantile che attraversava la catena montuosa delle Caravanche. a leggenda che è legata al castello narra che questi luoghi erano terrorizzati da Pegam e dal suo esercito, l’imperatore chiamò in aiuto il cavaliere Lambergar che riuscì a sconfiggerlo. Pegam si trasformò in un mostro a tre teste e svanì nel mondo sotterraneo.

Ripresa la macchina ci siamo spostati a Bled per visitare il Castello. Lasciata l’auto al parcheggio sottostante al costo di € 3,00 all’ora, abbiamo visitato l’antico maniero. Il castello si innalza su uno sperone roccioso alto 124mt  a strapiombo sul lago. Il costo del biglietto è di € 17,00 per persona e l’ho acquistato online. Il castello è caratterizzato da una doppia struttura, una parte centrale fortificata, destinata ad abitazione dei signori feudali, e una parte esterna con le mura e gli edifici destinati alla servitù.  Il cortile superiore ospita il museo che illustra la storia di Bled dai primi reperti fino alle varie fasi della costruzione del castello. Gli arredi e l’oggettistica esposti nel museo non appartengono al castello, ma riflettono le abitudini abitative nelle epoche attraversate dalla sua storia.

Acccanto al museo si trova la cappella gotica dedicata al vescovo San Albuino e a San Ingenuino ed è ornata da affreschi in trompe-l’oeil. Nel cortile superiore e adiacente al museo dal 2011 vi cresce la diretta discendente della vite più antica al mondo, che a Maribor prospera da ben 400 anni. Dopo la visita del castello e ormai arrivata l’ora del pranzo abbiamo raggiunto il Starkl Restaurant e abbiamo mangiato degli antipasti di salumi e formaggio e la tradizionale torta di Bled, la Blejska kremna rezina.

Avendo mangiato abbiamo saltato la visita all’isolotto ma abbiamo fatto alcune foto vicino alle pletne e a distanza al castello con le montagne sullo sfondo innevate. Saltando questa visita abbiamo deciso di andare a fare un po’ di shopping per comprare qualche pensierino, prima al TEDi poi al supermarket Tus. Rientrati in hotel ci siamo concessi un po’ di relax e iniziato a preparare i bagagli. A cena invece abbiamo assagiato la tartare di manzo e il goulash…anche stasera porzioni super.

7° Giorno 14 Settembre 2024: Lesce – Montefiascone

Dopo la prima colazione abbiamo caricato la macchina, pagato il conto degli extra e…via per il rientro. Prima di entrare in Italia abbiamo fatto gasolio alla Petrol (€ 1,72 per litro) e fatto la pausa pranzo a Barberino presso il ristorante Il Colle. Siamo arrivati a Montefiascone verso le 17.00 con 1939 km percorsi.

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