3 cose particolari da fare in un weekend a Madrid in famiglia

Ormai la Spagna potrebbe farci cittadini onorari! Ci siamo stati già 4 volte: prima a Minorca d’estate, poi a Barcellona per vedere l’Americas Cup, poi un lungo giro in Andalusia, e ora Madrid. Ogni volta la sensazione di accoglienza e piacevolezza è immutata. La Spagna è davvero una delle destinazioni più family friendly del mondo! Per il nostro lungo weekend a Madrid in famiglia, però, abbiamo scelto di uscire un po’ dalla confort zone per famiglie e fare solo cose “strane”, cose che forse non sarebbero la prima scelta con un bimbo di meno di 3 anni, ma che si sono rivelate un vero successo! Ecco la nostra top 3 delle cose particolari da fare a Madrid in famiglia:
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Cenare al Mercado de San Miguel
Amici spagnoli me lo avevano sconsigliato: il Mercado de San Miguel è affollato, caro, caotico. Ma io mi ero incaponita e non ho voluto modificare il programma. Affollato? Sì, ma pieno di vita e di energia! Caro? Forse, ma di qualità eccelsa e con una varietà culinaria incredibile. Caotico? No, tutti i banchetti erano raggiungibili facendo pochissimi minuti di fila e l’efficienza nel servizio regnava sovrana. Quindi? È stata una scelta perfetta per passare una serata diversa dal solito.
Innanzitutto, è un bellissimo mercato coperto: architettonicamente gradevolissimo già dall’esterno. Ma è quando si entra che si viene travolti da un tripudio di profumi squisiti. Ci sono banchetti che vendono ogni genere di tapa. Infatti tutto è pensato per essere ordinato in piccole quantità e portato via su dei piccoli vassoietti. Hai voglia di prosciutto? Ecco un delizioso cono di jamon serrano. Hai voglia di pesce? Polpette? Verdure? Ostriche? Crostini di mare? Vuoi bere una birra, vino, champagne? Insomma, c’è tutto! Per mangiare ci si appoggia su dei minuscoli tavolini ai lati dei banchetti, se sei fortunato becchi uno sgabello altrimenti stai in piedi. Dal punto di vista di un bambino è stato come stare al circo: cena con spettacolo. Mio figlio è rimasto seduto in passeggino e ha mangiato ascoltando le persone ridere e chiacchierare, guardando la vita scorrere fuori dalle pareti in vetro e desiderando di fare un giro sui variopinti tuc-tuc turistici che sfrecciavano su e già per le vie. Inoltre, per uno spiluccatore come lui, mangiare a suon di tapas era perfetto: ha potuto spizzicare di tutto un po’ senza stufarsi mai, e la cena per una volta non è diventata una battaglia.
Tempo di permanenza? Un’ora e un quarto, un minuto di più sarebbe stato troppo per lui e lo avrebbe sovraccaricato. Invece così siamo usciti di ottimo umore e siamo andati a fare una bellissima passeggiata digestiva nella vicina Plaza Major che si stata riempiendo di gente in vista di un concerto serale.
Visitare la Casa Museo Lázaro Galdiano
In realtà la nostra scelta, sempre su consiglio di amici, era il Museo Reina Sofia… ma è stata una delusione. A parte il Guernica e alcuni altri quadri, è stato difficile trovare opere che riuscissero davvero a catturare la curiosità e l’interesse di nostro figlio. Ci si può soffermare a guardare forme e colori, a chiedersi quale si preferisca, a fare associazioni tipo “Questo cosa ti sembra?”, ma dopo un po’ si esaurisce la fantasia. Pensavo che l’arte astratta l’avrebbe attratto di più, ma un po’ la selezione di opere, un po’ l’ambiente asettico e quasi ospedaliero delle stanze… devo ammettere che non ha lasciato senza fiato neppure me. Quindi dopo un’oretta decidiamo di andarcene. “Faccio un salto in bagno” dico a mio marito, “Voi scegliete che fare”. Pensavo avrebbero scelto qualcosa di più fisico, interattivo o esperienziale per riequilibrare la mattinata e invece scopro che mio marito si era divertito a chiedere a nostro figlio cosa gli andasse di fare e lui aveva risposto “Andare a un museo diverso”. Dunque, prende la Lonely Planet, la sfoglia e a caso dice “Papà, questo”.
E così, dopo due autobus e una passeggiata, siamo finiti alla Casa Museo Làzaro Galdiano. E che meraviglia! È una villa di 4 piani appartenuta a un collezionista e ci si trova dentro letteralmente di tutto! Dai gioielli agli avori, dalle scatole alle armi, dai servizi per la tavola agli strumenti scientifici. È come entrare in un’immensa wunderkammer. E questo sì che ha davvero rapito l’attenzione di mio figlio! Andare alla scoperta di tutti quegli oggetti così strani è stata un’avventura. Inoltre c’era pochissima gente, ben distribuita fra i 4 piani della villa, quindi abbiamo potuto sostare davanti alle teche tutto il tempo che volevamo, decidendo cose tipo “Questo gioiello a chi lo regaliamo?” oppure “Questa farfalla è per la mamma, questa per papà e questa per me”. La mattinata fra tutte quelle meraviglie è davvero volata.
Andare allo zoo di Madrid
Sì, lo so, andare allo zoo non è normalmente una cosa “strana” da fare quando si hanno bambini. Quello che la rende strana a Madrid è il fatto che lo zoo si trovi a Casa de Campo, un parco sterminato fuori dalle rotte turistiche più comuni. Per arrivarci abbiamo preso un taxi, direi quasi una mezz’ora di spostamento (ma ci stava, perché mentre nostro figlio dormiva avevamo fatto una lunga passeggiata e poi ci eravamo rilassati a un pub, avevamo bisogno di riprendere le forze prima di una visita allo zoo). Mentre arrivavamo allo zoo la sensazione era quella di stare inoltrandosi in una foresta, non un parco cittadino. Colline, alberi altissimi, strane sinuose e deserte: sono rimasta impressionata dalla dimensione di questo parco e, di conseguenza, da quella dello zoo. Bello come lo zoo di Barcellona, se non di più, ma immensamente più grande, con così tanti animali da guardare che abbiamo dovuto fare selezione e andare per priorità per vedere tutto quello che ci interessava.
Non che io sia una fan degli zoo (lo sguardo implorante delle scimmie allo zoo di Copenaghen ancora mi perseguita), ma in questo zoo mi sembrava che gli animali stessero bene, avessero tanti bei spazi e fossero molto curati. Abbiamo anche assistito a uno spettacolo con i leoni marini ed è stato affascinante. Si fanno le 18, ora di riavviarsi verso l’hotel. Cerchiamo di prendere un taxi e rimaniamo incastrati in un ingorgo senza fine. Migliaia di macchine che uscivano dai parcheggi per tornare verso la città. Dopo essere stati 15 minuti in taxi letteralmente fermi abbiamo deciso di scendere e fare un grosso pezzo di parco a piedi per andare a prendere la metropolitana e fare un viaggio discretamente lungo fino al nostro hotel che era proprio in centro. Ecco, siete avvertiti: non c’è altro modo di tornare dallo zoo se non con la metro, pena metterci 2-3 ore di macchina a rientrare.
Bonus track: assistere su Paseo del Prado alla parata militare della festa nazionale spagnola
Noi non lo sapevamo al momento della prenotazione, ma il 12/10 è festa nazionale in Spagna. Celebrano l’arrivo di Colombo in America, infatti è l’equivalente del Columbus Day negli Stati Uniti. Essendo una festa civile, viene organizzata un’enorme parata militare che passa proprio su Paseo del Prado. Il nostro hotel (NH Collection Madrid Paseo del Prado) era in una posizione strategica per poter vedere la parata, siamo stati fortunatissimi senza saperlo: ci è bastato scendere per strada e prendere posizione alle transenne (chiaramente un po’ nelle retrovie) per vedere la parata e farla gustare a nostro figlio seduto sulle nostre spalle.
È passato ogni genere di mezzo militare: moto, volanti, carri armati, e sopra le nostre teste sfrecciavano l’equivalente delle nostre Frecce Tricolore. Ora, potete immaginare per un maschietto di quasi 3 anni cosa voglia dire passare in rassegna per due ore ogni tipo di veicolo e mezzo di soccorso inventato dall’uomo? Gioia pura! Abbiamo comprato qualche souvenir e la foto più bella che ci portiamo a casa da questo week end madrileno è di nostro figlio che, sorridendo incantato, sventola la bandiera spagnola esultando di fronte a soldati in marcia, cavalli al trotto e… “Mamma, guarda quante macchine!”
