Un viaggio nella terra dove Proserpina fu rapita da Plutone…
Un week end nel cuore della Sicilia, tra greci, romani, normanni e chi più ne ha più ne metta...

Anche se la giornata non è del tutto primaverile, un raggio di sole è riuscito ad entrare attraverso la finestra della mia cucina ed è servito ad iniziare bene la giornata. Sono una siciliana innamorata della propria terra, amante della natura e dell’arte. E cosa c’è di meglio che vivere in un posto che ti offre tutto questo? Mi piace passare i mie fine settimana a zonzo per la Sicilia assieme al mio ragazzo e agli amici, in pieno relax. Sabato scorso abbiamo deciso di visitare una zona poco frequentata della Sicilia: l’ennese. Arrivare a Enna da Palermo è facile, basta prendere l’autostrada A19 ed uscire proprio ad Enna. Il viaggio è stato molto piacevole, lungo il percorso ci hanno accompagnato prati verdi, le Madonie in tutto il loro splendore, calanchi, valli, mucche, fiori… A mio avviso non esiste stagione migliore per visitare la Sicilia. Non venite in estate, c’è troppo caldo, troppo caos ed è difficile godere appieno delle meraviglie che offre questa terra. Da marzo a giugno e da settembre a dicembre la Sicilia è meravigliosa. Arrivati ad Enna ci siamo fatti un giro nel centro storico. Enna è stata una delle ultime città greche ad arrendersi agli arabi ma, sfortunatamente della civiltà greca non rimane nulla. Da visitare c’è il Castello di Lombardia e la torre di Federico II, ma ciò che vale assolutamente la pena vedere è il panorama che offre il belvedere. Di fronte a noi il paesino di Calascibetta, colline, un lago artificiale e in tutta la sua maestosità l’Etna innevata. Uno spettacolo!!! Foto e fotine e poi giù verso Pergusa. Pergusa è famosa per il suo autodromo e per il suo mitologico lago. Secondo la leggenda fu proprio lungo le sponde del suo lago che Proserpina fu rapita da Plutone (per saperne di più: http://dovevisseroglidei.blogspot.com/2008/08/il-ratto-di-proserpina.html). Un giretto lungo il perimetro del lago per poi dirigerci verso Piazza Armerina. Arrivati in paese i nostri stomaci ruggivano dalla fame, quindi abbiamo deciso di posare le sacche al bed and breakfast che avevamo prenotato, mangiucchiare qualcosa e poi andare a visitare la Villa Romana del Casale. Il bed and breakfast che ci avevano indicato degli amici è molto carino, pulito e allegro. I proprietari sono due ragazzi (Alessandra e Mirko) simpatici e alla mano (lui è pure molto carino) che ci hanno aiutato a conoscere la zona ed indicato dove poter mangiare qualcosa di “fast”. Il b&b si chiama la volpe e l’uva (www.volpeuva.it) e lo consiglio a tutti. Gli chiederò i diritti per la pubblicità che sto facendo J Dopo aver visto il mio ragazzo mangiare una quantità spaventosa di calzoni al forno, ci siamo diretti alla Villa Romana del Casale. Peccato che la villa sia in restauro e che si possano vedere solamente alcune stanze (tra cui quella delle ragazze in bikini), ma fare un tuffo nella civiltà romana ed immaginare come poteva essere la villa a quei tempi fa venire i brividi. Il corridoio della grande caccia…le dodici fatiche di Ercole…le leggende legate alle figure mosaicate…la storia della villa…ci hanno emozionato. Soddisfatti della nostra visita, abbiamo preso la macchina e fatto un giro nel centro storico del paese. Delizioso! Ci siamo goduti un bel tramonto seduti su una panchina alle spalle della maestosa Cattedrale. A proposito di Cattedrale consiglio di visitarla e di vedere il vessillo di Maria Santissima delle Vittorie. A quanto pare fu dipinto da San Luca e fu il vessillo che il Conte Ruggero d’Altavilla portava con se nelle sue conquiste. In estate, il 13 e il 14 agosto a Piazza Armerina si tiene il Palio dei Normanni. E’ la rievocazione storica dell’ingresso del Conte Ruggero nella città di Plutia (Piazza Armerina). Sfila un corteo lunghissimo in abiti medievali e il giorno successivo c’è il palio vero e proprio, dove i quattro quartieri del paese, cavalieri con tanto di lancia, si sfidano per conquistare il vessillo di cui parlavo precedentemente. Detto ciò, continuo a dire che dopo il tramonto ed un tè ai fiori di zagara, siamo tornati in camera per riposare un po’. Abbiamo cenato in un ristorante consigliato dai ragazzi del b&b, tutto a base di cacciagione. Buooooono! Dopo una dormitona pazzesca e la colazione super abbondante abbiamo avuto modo di conoscere il papà di Alessandra, un micologo sensazionale. Stava andando a raccogliere funghi e ci ha proposto di andare con lui. Io ho colto l’occasione al balzo, Funghi? Con questo tempo? In primavera? Ebbene si! Ci siamo fatti un giretto nei boschi ed abbiamo raccolto qualche fungo (non siamo riusciti a riempire la sua cesta), ero felicissima, fino a quel momento mi ero solamente limitata a mangiarli i funghi. Sembravo un cane da tartufo, appena ne vedevo uno iniziavo a fare cenni con la mano (mi hanno insegnato che nei boschi non si urla) e tutta contenta mostravo la mia scoperta al signor Filippo che con accuratezza raccoglieva o scartava dicendomi che non aveva valore e non valeva la pena prenderlo J La mattina è passata così, tornati in camera, dopo una doccia calda, siamo andati a mangiare in un ristorantino tipico a Morgantina (a pochi chilometri da Piazza Armerina), a due passi dagli scavi. La giornata era talmente calda che ci ha permesso di pranzare in veranda e goderci il sole siciliano. Morgantina era un’importante città sicula e successivamente greca (http://it.wikipedia.org/wiki/Morgantina) E’ molto interssante ma vi consiglio di girararla con una guida in mano. Noi in realtà ci siamo un po’ confusi, avremmo preferito avere accanto qualcuno che ci guidasse. In ogni caso, con la nostra guida illustrata, con ciò che sapevamo già e attraverso delle reminiscenze scolastiche ce la siamo cavata. Con lo stesso biglietto è possibile visitare il museo archeologico di Aidone dove sono conservati i reperti di Morgantina. Interessante da vedere, merita una capatina. Quest’anno ad Aidone, dopo poco più di vent’anni, ritornerà la famosa Venere di Morgantina, risalente al V secolo a. C. La Venere è stata rubata e venduta al Paul Getty Museum di Malibù, in California, ma il tribunale di Enna ha condannato colui che l’ha rubata ed il ricettatore, ed ha costretto il museo a restuire l’opera d’arte. Ormai era ora di tornare a casa, soddisfatti del nostro bel fine settimana, siamo ritornati a Palermo e concluso la giornata con un buon gelato al gusto di pistacchio di bronte e nocciole tostate…mmmmmm….che bontà 😉
