Passeggiate a Zanzibar, in un’Africa a forma di cuore

Nell'isola delle spezie, dei sultani, del mare favoloso... e dei sorrisi

  • di Libra
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il 2017, almeno per adesso, sarà ricordato per me come l’anno delle isole. Su ben 4 viaggi fatti da inizio anno, tre sono stati su isole. E anche questa volta l’idea del viaggio è arrivata davvero a caso e in maniera bizzarra. D’altronde mentre sei in ospedale che stai male con la febbre a 40, cosa altro puoi fare tra un delirio e l’altro? Volare con la testa via… Così l’amico che ti accompagna in ospedale e attende con te inizia a spulciare siti e applicazioni su smartphone su sconti e promozioni per viaggi. Esce un buon prezzo per un pacchetto all inclusive per Zanzibar. “No guarda, non sono interessato ai pacchetti, non voglio fare un’altra vacanza di mare...e poi Zanzibar, dove è sta Zanzibar?!” E’ dal caso che a volte invece hai delle piacevoli sorprese e dei bellissimi ricordi da portare con te tutta la vita. Dopo aver letto un po’ di cose, Zanzibar si dimostrava una di quelle mete dal nome simpatico che mi incuriosivano, ma poi non più di tanto a dire il vero… e di certo non avrebbe avuto il primato nella lista dei posti da raggiungere prima possibile. Non rientrava nella cosiddetta mia geografia emotiva, un luogo di cui sapevo l’esistenza solo per via dei volantini con le offerte da parte delle agenzie di viaggio. Eppure sono tornato a casa con il cuore pieno di emozioni contrastanti: da un lato i punti interrogativi che l’Africa inevitabilmente ti lascia sempre e dall’altro la gioia di aver esplorato anche un lato di questo Paese lontano dal mondo ovattato dei resort. Più cruento, più duro, più vero.

Alla fine dopo un po’ di tira e molla decidiamo di prenotare per il periodo che va tra fine settembre e inizi di ottobre, periodo favorevole lavorativamente parlando per essere assenti e inoltre anche come prezzo. Mi affido a un pacchetto di un noto tour operator, inizialmente mi critico da solo per questa scelta, sono molto più un amante del fai da te. Devo dire però che non ho avuto spiacevoli sorprese col senno di poi. Al prezzo di 1100 euro a testa prenotiamo 9 giorni e 7 notti a Zanzibar, compreso di volo, transfer sull’isola, villaggio con formula soft all inclusive. Decido in realtà di spendere un po’ di più (il prezzo originario era 900 euro circa a testa) pur di partire con un volo charter diretto. L’idea di prendere la OmanAir, fare scalo a Muscat, riprendere altro aereo, per me che ho paura di volare, anche no…! Così mi affido alla fortuna e prendiamo il pacchetto con volo charter Meridiana, in partenza da Milano (da Roma costava molto di più). Inizialmente subito dopo aver prenotato mi son venuti tantissimi dubbi, sul volo charter e la compagnia (su cui ne avevo letto di ogni…), sulla scelta del resort (più che altro sulla posizione dell’isola), ma anche sulla destinazione in sé. Più volte ho pensato “ma chi me l’ha fatto fare…”. Partiamo il 26 settembre con il volo Meridiana da Milano. Quel mattino mi alzo all’alba, attacco a lavorare alle 7, esco alle 11 chiedendo un permesso, mi fiondo in bus, arrivo in stazione a Bologna e prendo il treno che avevo prenotato per Milano. Alla fine ci è andata anche bene, avendo prenotato biglietti treno un po’ in anticipo abbiamo risparmiato moltissimo. Carichi, arriviamo alla stazione di Milano Centrale in orario dopo un’ora e dieci minuti. Alla stazione andiamo verso atrio centrale e poi usciamo a destra, dal lato di Piazza Quattro Novembre, dove sulla Via Giovanni Battista Sammartini vi sono le diverse compagnia di bus per andare a Malpensa. Prima volta che usiamo il bus per andare dal centro di Milano all’aeroporto Malpensa, ma avendo calcolato per bene orari abbiamo visto che l’orario era ok. Anche qui abbiamo risparmiato sul prezzo biglietto, in promozione il bus a 7 euro (facendo andata e ritorno), contro i 13 a tratta del treno. I tempi sia in bus che in treno sono più o meno gli stessi, circa 50 minuti. Ovvio che il treno non ha la problematica “traffico stradale”. Però devo dire che noi sia all’andata che al ritorno non abbiamo ritardato, e al ritorno siamo arrivati in orario mattutino, orario di punta… Arriviamo senza alcun problema a Malpensa, anche in orario, anzi, in anticipo. Il nostro volo dovrebbe partire alle 19, con uno scalo tecnico a Roma, per prendere altri passeggeri. Come avevo visto e letto per consuetudine all’andata il volo Meridiana Malpensa – Fiumicino – Zanzibar, ritarda. Fortuna solo un’ora. Nell’attesa giriamo un po’ per l’aeroporto di Malpensa, un aeroporto che, seppur grande e importante, ho sempre considerato vuoto, triste e freddo. Non c’è neanche movimento oggi all’aeroporto, c’è un’aria di sonnolenza generale in questo aeroporto. Quando vengo a sapere che il nostro volo è in ritardo perché dobbiamo prendere lo stesso aereo che sta arrivando un attimino dal Madagascar, per poi dover ripartire di nuovo fino a Zanzibar, in Tanzania, mi viene un attimino di panico. Regge tutte ste ore di fila l’aereo? Quando poi lo vedo in pista le mie ansie aumentano, sembra non così grande e un po’ vecchiotto. Ma si sa, quando uno ha paura fa pensieri stupidi. L’aereo parte da Milano che è quasi vuoto, ma all’arrivo a Roma si riempie praticamente tutto. Fortuna vuole che gli unici posti vuoti siano proprio quelli vicino ai nostri. Siamo fortunati. Possiamo anche un po’ “distenderci”. Dopo non molto dalla partenza da Roma iniziano le preparazioni per servirci la cena. Dopo mangiato, con mia grande sorpresa, sarà che ho preso delle gocce di calmante, ma mi addormento, non benissimo ma dormo. Mi sveglierò verso le 4:45/5:00, contento di aver almeno dormito un bel po’… Dopo non molto vedo dallo schermo che stiamo per passare il confine tra Kenya e Tanzania, mi affaccio dal finestrino e finalmente lo scorgo, lo vedo: il Kilimangiaro! Con la luce dell’alba che riflette sopra, una sensazione bellissima… Sì, sono proprio in Africa. Prima che ci salissero in cima i bianchi, gli africani pensavano che la corona innevata fosse di argento e che la montagna fosse la casa di Dio. Mi sovviene questo pensiero molto poetico del Kilimangiaro mentre lo osservo, e penso proprio a come questo scenario primitivo, avvolto in questo colore stupefacente dell’alba, mi faccia venire una gran voglia di spiritualità. Qualcosa di così misterioso e di così bello

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