A Zanzibar tra Paje e Kendwa

Viaggio tra il nord e il sud dell'isola

  • di debsfo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Prima di partire per Zanzibar, era diventata quasi un’ossessione, dovevo accertarmi di scegliere il posto più bello dell’isola dove soggiornare. Alla fine ho deciso di dividermi tra nord e sud, tra Paje e Kendwa. Non vi sto qui a raccontare per filo e per segno tutte le escursioni fatte o quello che abbiamo visto in 10 giorni, ma vi metto a confronto i due poli opposti di Zanzibar. Arriviamo a Paje che è mattina, il sole è già altissimo, il nostro hotel, il Savanna and Ocean, a gestione locale non è direttamente sulla spiaggia, ma a soli 50 metri, quindi per ora non siamo riusciti ad avvistare il mare! Lasciamo i nostri piccoli bagagli in stanza, che è migliore di quanto mi aspettassi, e percorriamo alla velocità della luce i pochi metri che ci separano dalla spiaggia… ed eccolo lì lo spettacolo di cui tutti parlano, la tavolozza di colori che contraddistingue il mare di Zanzibar, rimaniamo abbagliati da tanta bellezza, senza parole, un mare così credo di non averlo mai visto in vita mia. Rimaniamo sorpresi invece dall’assenza di bassa marea. Per 10 minuti abbondanti l’unica parola che sono riuscita a ripetere è stata “spettacolo”. Il nostro hotel mette a disposizione in spiaggia qualche lettino e qualche ombrellone, in realtà non molti, ma noi non siamo certo interessati a questo. Abbiamo sete di vedere subito cosa ci attende per i prossimi 5 giorni. Così ci incamminiamo sulla lunghissima spiaggia.

È il 27 di dicembre ma dalla quantità di persone presenti sembra di essere ad ottobre! Non so perché ma non mi aspettavo così pochi turisti in giro! Ovviamente questo ci piace parecchio! Non facciamo neanche in tempo a fare 20 metri che veniamo subito fermati dal primo “masai” che si presenta, sotto falso nome italianissimo, e cerca di assicurarsi due futuri clienti. Ma è solo l’inizio, ci saranno poi i beach boys, altri masai, venditori di frutta, bambini… A Paje è impossibile fare una passeggiata senza non essere fermati o “scortati” da qualcuno! Questa zona è famosa per la presenza costante di vento che permette di praticare, quasi per tutto l’anno, il kitesurf, e dicembre è proprio il mese ideale per gli amanti di questo sport. Vi assicuro che la vista degli aquiloni colorati in contrasto con i toni dell’azzurro del mare crea uno scenario spettacolare e fotogenico! Naturalmente Angelo non si fa sfuggire la possibilità di poter provare questo sport in un contesto da favola, e nel giro di un paio d’ore ha già impegnato le sue 5 giornate qui a Paje, con un corso di kitesurf! Per i primi due giorni di permanenza del fenomeno delle maree neanche l’ombra. Iniziavo a pensare che forse, le recensioni lasciate in rete fossero un tantino esagerate. Invece il terzo giorno scendiamo in spiaggia, e di fronte a noi uno scenario lunare. Ovunque solo sabbia, il mare si era ritirato completamente, fino alla barriera, facendo uscir fuori le coltivazioni di alghe che vengono lavorate da donne vestite con abiti colorati….. Sono rimasta affascinata ed incantata da questa magia che il mare di Zanzibar offre. Il tutto dura diverse ore, solo dopo pranzo il livello dell’acqua risale, ma effettivamente mai così tanto da poter considerare Paje un posto dove trascorrere le giornate in acqua a nuotare. Credetemi quando vi dico che Paje è un posto bellissimo, si respira l’Africa, c’è tanta umanità, la popolazione locale è molto cordiale, curiosa, gentile, avvicina volentieri il turista, gli piace chiacchierare. Dicembre poi , per nostra fortuna, è periodo di vacanza per i zanzibarini, quindi le scuole sono chiuse ed i bambini si riversano in spiaggia a giocare. Questo ha reso possibile un contatto con loro, specialmente con i più piccoli che inizialmente, un pò diffidenti, si rivolgono a noi in cerca di caramelle e quaderni, ma poco dopo iniziano a prendere confidenza ed a trascorrere diverse ore a giocare. In particolare sono attratti della mia reflex, si sono scattati tra loro un centinaio di foto in pose buffissime regalandomi scatti autentici! A Paje abbiamo lasciato il cuore, ma anche un nuovo amico, Daniel, un ragazzo masai giovanissimo trasferitosi sull’isola da poco in cerca di “fortuna” per poter mantenere la sua famiglia che invece è rimasta in Tanzania. Ci ha catturati come tutti fermandoci in spiaggia per venderci collanine e statuette dalla sua bancarella ambulante. Ma poi ci ha letteralmente conquistati con la sua storia, con la sua gentilezza, la sua simpatia e con il suo affetto! Abbiamo trascorso insieme la notte del capodanno in una festa sulla spiaggia, sapendo che per noi sarebbe stata l’ultima sera a Paje, aveva un velo di tristezza negli occhi… Ci ha veramente commossi! Dopo 5 bellissimi giorni lasciamo Paje, direzione nord, esattamente Kendwa

  • 14264 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social