Spettacolo di stelle e di maree

In giro per zanzibar con bambina al seguito

  • di sabrasta
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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L'Africa è potente, banale considerazione, che diventa dirompente quando ti trovi in un pezzetto di Africa che pure è uno dei più turistici, Zanzibar. Siamo partiti da Roma, volando con Ethiopian airlines. Breve scalo ad Addis Abeba, giusto per gustarsi questo snodo dell'Africa vera. Al bagno delle donne, una fila in cui si incrociano sederi e seni ingombranti che sfidano la forza di gravità, per mano una folla di bambini. Nei corridoi dell'aeroporto donne con vestiti coloratissimi sedute in gruppo, uomini vestiti all'occidentale e con abiti tradizionali, uno strano servizio del caffe, che, visto che siamo in periodo di ramadan , ha come avventori solo occidentali. Nello scalo a Dar, scendono la maggior parte degli africani, ed un po' di missionari, mentre noi ci guardiamo divertiti lo scarico dei bagagli. Quello che ha l'aria di capo gruppo , tutto sudato ed affaticatissimo sostanzialmente guarda mentre due ragazzi scaricano colli enormi ( alla faccia del limite dei 23 kg), che lanciano a casaccio nei carrelli, per poi doverli rimuovere e riposizionare. Nel frattempo il nastro continua a trasportare bagagli, che inevitabilmente cadono a terra o addosso ai ragazzi. Dopo un po' si ricomincia da capo, una parte dei bagagli scaricati vengono ricaricati, (forse andavano a Zanzibar?) e finalmente siamo pronti per l'ultimo tratto di volo fino a Stone Town.

Dall'alto Zanzibar è splendida, un'isola piatta e verde, incastonata in una laguna dai mille colori, Stone Town una cittadina con vie regolari, pianificata, tetti in lamiera o in eternit, a falde, tranne un gruppo di casermoni da socialismo reale, che, mi spiegherà nei giorni seguenti uno dei driver, sono stati costruiti un po' ovunque in Zanzibar, dal primo presidente, e sono molto apprezzati (ad ognuno la sua fetta di progresso).

All'aeroporto mi aspettavo la folla di questurini, invece trovo persone gentilissime, che mi consegnano il bagaglio, nessuno mi chiede niente e ci avviamo verso il tassista che ci aspetta, inviato da Casa del mar, l’albergo che abbiamo prenotato su internet. Non so se dipenda dal fatto che non siamo arrivati con un charter, ma con un volo di linea, ma tutto si è svolto molto regolarmente, e, visto compreso, ci abbiamo messo 5 minuti! Inoltre le foto tessere non servono più, infatti adesso fanno le foto direttamente all’ufficio visti, e ci troviamo immortalati con i lineamenti stravolti dalla nottata passata in volo!

La bimba non paga nulla per il visto, così sono 50 $ a testa per gli adulti, foto ricordo compresa.

L'autista è di poche parole, e ci dirigiamo verso Jambiani, attraverso prima i sobborghi di Stone Town, poi gli interni di Unguja ed infine, passata la Jozani forest, le steppe della zona est. Jambiani è sicuramente un grosso impatto. Piccole case bianche ad un piano, ordinate e pulite per quanto possano esserlo delle case costruite con pietra di corallo sulla sabbia e coperte con tetto di foglie di palma. Niente immondizia in giro ed anche la spiaggia è pulitissima. Si scopre presto il perchè dell'assenza della plastica. Ci sono numerosi cestini, ma soprattutto non c'è mercato! E' la prima volta che visito un paese, un grosso paese, in cui non c'è il mercato. Sono presenti solo due o tre negozietti, definiti minimarket, che corrispondono ai nostri spacci, in cui si vende un po' di tutto, ma praticamente ciò che è contenuto in un mq di un nostro supermercato. Non c'è mercato della frutta, non c'è mercato del pesce, gran parte del giorno non c'è elettricità, e di conseguenza non c'è acqua, nonostante l'efficientissima rete di acquedotti di zanzibar , eppure.....

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