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Arabia felix?

La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni. [ "Le mille e una notte" ] Il libro di storia che uso in prima media racconta che la parte meridionale della penisola arabica, culla della religione islamica, ...

  • di robinia
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni.

[ "Le mille e una notte" ] Il libro di storia che uso in prima media racconta che la parte meridionale della penisola arabica, culla della religione islamica, già ai tempi dei Romani era denominata Arabia Felix perché l'abbondante acqua, il clima salubre e i porti del Mar Rosso e del Golfo Persico avevano permesso il sorgere di ricche città. Questi popoli producevano beni tra i più rari e preziosi come la mirra, l'incenso, i profumi, il pepe, le perle, l'avorio, le sete e l'oro e già nell'VIII secolo a. C. Avevano creato città e stati. La sedentarietà permise loro di sviluppare l'architettura e l'idraulica, al contrario dei nomadi beduini che abitavano la parte settentrionale e desertica della penisola. Allora decido di andarla a guardare da vicino questa terra felice e profumata, tanto più che ormai sono cinque anni che hanno smesso di rapire i turisti.

Gli yemeniti sono proprio un popolo buffo, composto da uomini con il pareo (o al massimo con la camicia da notte), un pugnale legato in vita e una guancia smisurata, e donne di cui si vedono - a volte - solo gli occhi tagliati in un panno nero. Gli yemeniti sorridono e stanno. Stanno accucciati e masticano il qat. Guidano e masticano il qat. Fumano e masticano il qat. Bevono il tè e masticano il qat. Dovunque vai essi stanno. A stare. Al sole. Coi denti storti sorridono. E introducono continuamente foglioline nella guancia deformata. Stanno dal barbiere e tu li guardi da fuori e a un certo punto il barbiere si gira e sorride. E anche lui ha la guancia gigantesca. Stanno seduti per terra e mangiano con le mani intingendo il pane in una misteriosa ciotolina. Se fanno i dentisti espongono una gigantesca insegna a forma di dente. Se commerciano alle volte se ne stanno rattrappiti dentro dei bugigattoli minuscoli insieme alla loro merce e alla loro guancia. Se fanno gli artigiani li vedi lavorare nello stesso angusto scatolone dove vendono i loro prodotti. Se stanno a stare a volte hanno un kalashnikov a tracolla. Alcuni ballano danze monotone accompagnate da cadenzate percussioni, agitando il pugnale nella mano. Se è venerdì disertano le strade e seguono il muezzin la cui voce riecheggia ovunque. Quelli che preparano il pane prendono una palla di acqua e farina, la schiacciano a forma di pizza, gli fanno dei buchini sopra con la forchetta e poi la appiccicano sulle pareti di un pozzo di pietra rovente.

Gli yemeniti spesso mangiano la polvere. Fanno incidenti e precipitano nelle scarpate. Se il radiatore si surriscalda lo ricoprono con una pelliccia sintetica inzuppata di acqua. Amano l'Italia e odiano gli Stati Uniti. Se ti accompagnano in spiaggia giocano con la sabbia come bambini. I bambini ti baciano e ti chiedono una penna. Le bambine ti sistemano meglio il foulard intorno al viso e ti dicono 'jamila' così gli dai una caramella. Le donne ti sorridono sotto il burqa se lo indossi anche tu. Oppure, urlando, ti abbassano la maglietta che ti ha lasciato scoperto un centimetro di pancia. Sotto il velo non si capisce bene se anche loro hanno la guancia ipertrofica.

Gli yemeniti vivono in un paese pieno di luce e ombre ben definite, che disegnano figure geometriche sui pavimenti di pietra bianca. Producono vetrate tutte colorate e bruciano incensi profumatissimi. E costruiscono le case ma poi si stancano e le lasciano a metà.

Nella capitale, al mattino presto, si può verificare immediatamente la vivacità dei guidatori locali, che si divertono un mondo a suonare senza pause il clacson e tagliare la strada agli altri automobilisti. Poi: tempo sospeso per ottenere la stanza di gruppo (stile Avventurenelmondo), orologi dell'hotel con tutti gli orari del mondo sbagliati (stile Avventurenelmondo), bottiglia di whisky al corrispondente (stile Avventurenelmondo)

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