In viaggio con Mohammed

Per raccontare questo viaggio devo partire da otto mesi prima. Tutto è nato leggendo su una rivista un reportage dedicato all’isola di Socotra che politicamente appartiene allo stato dello Yemen. Lo Yemen era da molto tempo nel cassetto dei nostri ...

  • di pacam70
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Per raccontare questo viaggio devo partire da otto mesi prima.

Tutto è nato leggendo su una rivista un reportage dedicato all’isola di Socotra che politicamente appartiene allo stato dello Yemen.

Lo Yemen era da molto tempo nel cassetto dei nostri possibili viaggi, Socotra è raggiungibile solo dallo stato yemenita, abbiamo pertanto deciso, io e Marco, di abbinare le due mete. La “reputazione” dello Yemen è nota un po’ a tutti, la Farnesina, inoltre, ne scoraggia le visite, ma, nonostante tutto, non ci siamo lasciati intimorire. Ho, quindi, iniziato la ricerca d’informazioni con Internet e per mezzo di vari forum che, come sempre, si rivelano gli strumenti migliori per reperire testimonianze, consigli e impressioni direttamente da altri viaggiatori che hanno già visitato il Paese.

Durante le ricerche ritrovo Daniela che nel 2005 è stata sia nello Yemen che a Socotra. In passato avevo già scambiato con lei qualche messaggio per chiedere informazioni su una diversa destinazione senza però approfondire la conoscenza, in questa occasione la cosa invece ha avuto uno sviluppo piacevole ed inaspettato: mail dopo mail ci siamo reciprocamente raccontate varie esperienze di viaggio ed è nata un’amicizia virtuale. Durante la costruzione dell’itinerario tra Yemen e Socotra (della durata di un mese), Daniela mi ha molto parlato del villaggio di Shahara, all’epoca non accessibile ai turisti per motivi di sicurezza come pure la zona di Mareb, mi ha descritto il remoto villaggio di montagna con l’antico ponte di pietra come un luogo pieno di fascino augurandomi che, al momento della nostra partenza, fosse nuovamente visitabile.

Nel frattempo, sempre cercando informazioni, faccio la conoscenza di Pinuccio e Doni, anch’essi esperti viaggiatori nonché creatori di un personale sito di viaggi costruito molto bene.

Pinuccio e Doni che hanno già visitato lo Yemen nel 2005 ma non l’isola di Socotra, mi dicono che il prossimo Gennaio (2008) ci torneranno per colmare la “lacuna”, si prospetta così la possibilità di incontrarci proprio laggiù. Con il passare del tempo scopro che Pinuccio, Doni, Sandro e Daniela sono buoni amici.

I preparativi per il nostro viaggio proseguono, l’agenzia locale cui abbiamo affidato l’organizzazione è molto disponibile, modifica e modella l’itinerario tenendo sempre conto delle mie richieste e risponde puntualmente ed esaurientemente ad ogni mia domanda.

Non ci spaventa il sentirci dire da amici e parenti la classica frase retorica “siete matti, lo Yemen? E’ un paese pericoloso!”. La mia opinione è che, guardando come ruota oggi il mondo, nessun Paese è poi così sicuro.

Al momento di prenotare i voli, Yemenia Airways mi comunica che non ha offerte per Gennaio, cerco, quindi, alternative più economiche trovando una buona tariffa con la compagnia aerea Turkish Airlines.

A completamento di tutto, dall’agenzia yemenita, ricevo la notizia che Shahara e la zona di Mareb sono di nuovo raggiungibili dai turisti. Sono molto felice e Daniela è la prima persona con cui condivido la buona notizia.

Di lì a pochi giorni, nuovo colpo di scena, Daniela mi scrive più o meno così: “sono al settimo cielo! Approfittando dell’ottima tariffa area da te trovata, Sandro ed io abbiamo deciso che, insieme a Pinuccio e Doni, torneremo nello Yemen ed a Socotra”.

Marco ed io rivoluzioniamo il nostro giro, anticipando l’escursione a Shahara abbiamo l’opportunità di passare i primi giorni di vacanza insieme agli amici “milanesi”. Daniela e Sandro partiranno il giorno 7 Gennaio con noi, mentre Doni e Pinuccio, vincolati alle date per esigenze di lavoro, ci raggiungeranno a Sana’a il giorno seguente con il volo Yemenia. L’adrenalina e la voglia di conoscerci è per tutti e sei molto forte, sapere che andrò a Shahara con Daniela, che in tanti mesi mi ha augurato che la riaprissero ai turisti, per me ha un valore ancora maggiore

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