Un viaggio nell'incanto (Seconda parte)

16 ottobre La sveglia è prevista per le 7,00 ma il telefono non squilla e la domanda d’obbligo è: funzionerà? Per fortuna essendo in una spartana struttura basta un poco di rumore e tutto il piano lo sente, ho il ...

  • di lelebanfi
    pubblicato il
  • Partenza il
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  • Viaggiatori: in gruppo
 

16 ottobre La sveglia è prevista per le 7,00 ma il telefono non squilla e la domanda d’obbligo è: funzionerà? Per fortuna essendo in una spartana struttura basta un poco di rumore e tutto il piano lo sente, ho il vantaggio di essere svegliato in orario.

Dalla finestra della mia camera entra l’aria fresca proveniente dalla montagna, guardando fuori vedo il cielo sereno e sulla cime delle montagne qualche nuvoletta bianca, si preannuncia una bella giornata. Scendo al pian terreno per la colazione che avviene nella sala da pranzo; pane arabo, miele, marmellata, the.

Terminata la colazione ci prepariamo per la partenza e, uscito all’esterno noto che sui fili della luce e sui pali sono appollaiati degli uccelli, sembrano dei rapaci, Omar ci dice che sono falchi d’Egitto, un rapace trasferitosi sull’isola per l’enorme quantità di pesce. Saliamo sui fuoristrada e ci dirigiamo in paese con meta il mercato del pesce ed il suq; facciamo poche centinaia di metri sulla strada asfaltata, poi giriamo a sinistra, imbrocchiamo una strada sterrata e in un gran polverone, andiamo verso delle abitazioni dove le auto si fermano e noi scendiamo; l’accompagnatore ci dice che ora stanno realizzando la strada litoranea verso est, poi fra due anni, una volta terminata, inizieranno i lavori di asfaltatura delle strade cittadine. Riunito il gruppo c’incamminiamo e percorriamo una via che da un lato ha abitazioni e sull’altro, venditori di pesce; siamo giunti al mercato del pesce dove il pescato è scaricato dalle barche, posto su carriole e con quelle trasportato al locale mercato dove è adagiato su delle stuoie in terra. Vediamo alcuni pesci appoggiati alle pareti delle abitazioni, sistemati verticalmente con la bocca rivolta verso il basso, ma solitamente il pesce è posto su delle assi di legno e con coltelli è tagliato prima per la lunghezza e successivamente sono fatti degli ulteriori pezzi; qui il pesce è cotto esclusivamente alla griglia.

Lasciamo il mercato del pescato e girando fra le case ci dirigiamo verso il suq. Osservo che le case sono ad un piano realizzate con sassi, , i muri ricoperti di fango presentano semplici finestre, a volte, adiacenti vi sono dei recinti dove sono allevati animali. Arriviamo al suq, vi sono una serie di negozietti dove si può trovare di tutto e la merce arriva dal continente; qualcuno del gruppo sta cercando una farmacia per acquistare prodotti locali a base di aloe, ma la ricerca si rivela infruttuosa. Chiediamo ad Omar se è possibile trovare dei francobolli per spedire le cartoline acquistate nei giorni precedenti e ci dirigiamo verso l’ufficio postale che è un edificio grande, con un imponente traliccio per le comunicazioni; ma i francobolli sono terminati. Quindi proseguiamo il giro per la cittadina ed infine riprendiamo le auto e ripartiamo. Percorso qualche chilometro arriviamo su un promontorio e ci fermiamo a fotografare una baia, l’acqua va dal blu al bianco, la spiaggia è bianca, nel mare vi sono decine di barche di pescatori che sulla spiaggia scaricano il pesce pescato e lo caricano su camioncini, mentre a poche centinaia di metri sorge un villaggio circondato da palme.

Ripartiamo proseguendo verso ovest, lasciamo la strada asfaltata e ci dirigiamo verso le montagne, arriviamo al Wadi Ayhaft, un parco naturalistico che sorge in mezzo ad una valle cosparsa di sassi modellati dall’acqua dove possiamo osservare numerosi alberi endemici, che costituiscono la foresta di Socotra. Alcune piante sono veramente imponenti e secolari, con un grande tronco si allungano verso il cielo e come dimensione ricordano le nostre querce, ma queste sono particolari, infatti, in primavera quando le altre piante fioriscono, esse perdono tutte le foglie

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