Un altro mondo, un altro tempo

1° giorno - 14 novembre martedì Alle 4 del mattino o della notte, mio figlio ci accompagna in auto all’area di servizio di Firenze Nord dove verrà il pullman dell’agenzia a prenderci per portarci all’aeroporto di Roma-Fiumicino da dove decolleremo. ...

  • di dolceviola
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

1° giorno - 14 novembre martedì Alle 4 del mattino o della notte, mio figlio ci accompagna in auto all’area di servizio di Firenze Nord dove verrà il pullman dell’agenzia a prenderci per portarci all’aeroporto di Roma-Fiumicino da dove decolleremo. Con noi ad aspettare ci sono anche Stefano e Carla. Gli altri amici del nostro gruppetto, salgono a Firenze-Certosa: Franca e Giuliano, Lucia e Marco, Maria, Daniela e Fabrizio. A Siena sal-gono altre persone tra cui l’accompagnatrice.

Alle 11,20, in perfetto orario, l’aereo dell’Yemenia, la compagnia Yemenita, prende il volo. Ci voglio-no tre ore per arrivare al Cairo, dove facciamo scalo. Fin qui è stato tutto perfetto: buon volo, buon at-terraggio. Io che ho preso due capsule di un calmante alle erbe, ho dormicchiato e sono stata veramente tranquilla. Al Cairo stiamo un’ora, senza scendere, e salgono un sacco di persone tutte arabe. Si riparte e ci vogliono altre tre ore per arrivare a Sana’a. Intanto in aereo abbiamo mangiato due volte! Di nuovo buon atterraggio a Sana’a e un po’ di attesa per riprenderci senza problemi tutte le valigie. Primo incon-tro con i bagni nello Yemen: all’aeroporto il bagno delle donne odora di criolina, non si respira; non è sporco, ma l’odore è pungente. Accanto al gabinetto alla turca c’è un rubinetto con una bacinella e un bricco di plastica, penso che sia da usare al posto dello sciacquone: in realtà poi leggo sulla guida che gli yemeniti, come tutti gli islamici, non usano la carta igienica per pulirsi, ma l’acqua e allora capisco l’uso; avevo visto questi oggetti nei bagni anche in altri viaggi, in Marocco, Tunisia, Siria e Giordania, tutti paesi arabi.

Incontriamo la nostra guida dello Yemen, è un uomo di carnagione piuttosto scura, magro, parla benissimo italiano e sembra molto efficiente.

Usciamo dall’aeroporto, con dei pulmini abbastanza scalcinati partiamo alla volta dello Sheraton! E’ il più bell’albergo di Sana’a e, da quello che constateremo, il più bello dello Yemen. Le camere sono or-dinate, pulite e anche il bagno è più che decente, con tanto di bidet! Posate le valigie si va di nuovo a cena: un bel buffet ci aspetta, il cibo è molto buono e abbondante. Poi tutti a nanna. 2° giorno - 15 novembre mercoledì Sveglia alle 7. Colazione alle 7,30. Partenza alle 8. Andiamo a fare colazione: ci sono brioscine e panini di tutti i tipi! Poi caffè. Non mi azzardo a prendere il latte...Me lo scorderò fino al ritorno in Italia. Comunque colazione ottima. Si parte con i pulmini per andare a visitare Sana’a. La nostra guida parla molto; da buon mussulmano ci racconta tante cose sul modo di vivere, pensare e agire degli Yemeniti: tutto è regolato dal Corano. La religione e il codice civile si fondono, non c’è distinzione: ci si comporta bene se si segue quanto è scritto nel Corano. Si sente che lui è molto fiero di essere islamico! Durante il trasferimento notiamo i palazzi della città e, anche se avevamo visto documentari alla televi-sione, rimaniamo a bocca aperta per l’ammirazione. L’architettura delle case è meravigliosa: i palazzi alti, le finestre a cuspide, gli stucchi, le vetrate multicolori...È tutto bellissimo! Andiamo a visitare il Museo Nazionale, dove vediamo resti di templi, statue e ricostruzioni dei costumi e della vita degli ye-meniti. Poi si visita la città vecchia, dentro le mura, partendo dalla Porta orientale che si chiama Bab Al-Yaman (mercato del sale) che risale al 1870. Qui tutto è in fermento, c’è gente da tutte le parti, dal-la piazza dopo la porta comincia il “suq”, animatissimo, ricco di mercanzie di ogni tipo. Andiamo a ve-dere la casa e il cortile dove Pasolini ha girato alcune scene del film “Il fiore delle mille e una notte”. La guida ci dice di non comprare oggi, oggi guardiamo e basta, poi torneremo a fare acquisti! Riprendiamo i pulmini per andare a mangiare in un ristorante “caratteristico”; per noi occidentali l’igiene lascia un po’ a desiderare: i bagni sono così così, con il sapone in polvere per lavarsi le mani, la tavola apparecchiata con piatti di plastica dura lavabili, il pane arabo, senza lievito, che viene buttato qua e là sulla tovaglia di plastica...Be’ ci dobbiamo abituare a tutto questo! La guida ci invita ad andare a vedere in cucina come viene fatto il pane: ci sono dei cuochi che lavorano la pasta come i nostri piz-zaioli e la fanno volare, poi l’attaccano ai forni di terracotta dove cuoce e diventa fragrante e croccante, il pane è molto buono! Quando abbiamo finito, all’uscita del ristorante c’è un ragazzo che vende cas-sette di musica araba, qualcuno si mette a ballare sul marciapiede al ritmo della musica e ci invita a fare altrettanto, subito festa. Ci rendiamo conto che gli Yemeniti non sono scontrosi, anzi cercano di fare amicizia. Dopo, sempre con il pulmino, andiamo verso la città vecchia occidentale e, a piedi attraverso il suq, ri-torniamo alla porta Bab Al-Yaman dove ci aspettano i pulmini per riportarci allo Sheraton. La guida ci saluta e ci dà appuntamento a domani, sono solo le quattro e ci dispiace non soffermarci di più nel cuo-re della città e perderci l’ora del tramonto...Ci consoliamo facendoci, noi del gruppo Oltrelacttà, un buon caffè con la moka che ho portato da Firenze. La cena va sempre molto bene, dopo cena l’accompagnatrice ci riunisce per dirci che la guida ha chiesto 50 € a testa per le mance. Qualcuno si risente perché alla riunione fatta ad agosto all’agenzia di Firenze era stata detta una cifra inferiore. La situazione va in stallo, nessuno prende una decisione. Veniamo, comunque, a sapere che queste mance non sono solo per gli autisti, ma anche per chi ci fa vedere le case, per chi ci fa entrare da qualsiasi par-te, per chi si fa fotografare ecc. Ecc. Nello Yemen si campa anche di questo! Dopo cena, con un gruppetto della compagnia, decidiamo di prendere dei tassì e farci riportare alla Bab Al-Yaman. Da qui entriamo di nuovo nella città vecchia e ammiriamo le case di notte, bellissime con le vetrate illuminate dall’interno. Alziamo gli occhi al cielo e osserviamo l’ultimo quarto di luna: è girato all’in su come l’emblema che ritroviamo sulla cima dei minareti. Da noi non si è mai visto così! Oltre ad ammirare ci sbizzarriamo a comprare le cose che non abbiamo potuto comprare di giorno: casine di gesso simili a quelle vere che ci circondano, orecchini, catenine, ecc. Torniamo all’hotel tutti molto soddisfatti. Notte

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