Quattro donne nello yemen

Dal 4 al 18 febbraio 2007 Erano già 2 o 3 anni che mi girava in testa lo Yemen, ma non mi riusciva di arrivare al dunque. I troppi dubbi sulla tanto rinomata pericolosità della sua gente mi impediva di ...

  • di La Redazione
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Dal 4 al 18 febbraio 2007 Erano già 2 o 3 anni che mi girava in testa lo Yemen, ma non mi riusciva di arrivare al dunque. I troppi dubbi sulla tanto rinomata pericolosità della sua gente mi impediva di trovare qualcuno che mi accompagnasse in un viaggio così avventuroso. Mi ero ormai rassegnata ad una vacanza organizzata quando finalmente ho approdato al sito TPC.

Qui mi si sono spalancate le porte. Ho letto tutti gli itinerari fino allora pervenuti e contattato coloro il cui diario si avvicinava di più alla mia idea di viaggio e ho ricevuto tanto aiuto e tanta disponibilità. Non è stato poi difficile convincere 3 amiche a seguirmi in quello che si è poi rivelato un favoloso viaggio. Per cui grazie di cuore a tutti e adesso vorrei dare anch’io un contributo con questo mio diario. Non so se riuscirò ad aggiungere qualcosa di nuovo, ma spero possa servire alle tante donne che,come me, si trovano spesso a viaggiare senza una presenza maschile e che quindi in certe situazioni possono avere dei dubbi sul da farsi.

Questo è il nostro itinerario e Sala, il nostro autista, ha poi aggiunto qualcosa di suo.

Lunedì 5/2/2007 Sana’a Martedì 6/2/2007 Sana’a- Thula- Kawakaban- Shibam- Mahwit Mercoledì 7/2/2007 Mahwit- Manakha- Al Hajjarah Giovedì 8/2/2007 Al Hajjarah – Hotaib- Bait al Amir-Manakha Venerdì 9/2/2007 Manakha- Bait al Faqih- Taiz Sabato 10/2/2007 Taiz- Ibb- Jibla-Al Bayda Domenica 11/2/2007 Al Bayda- Bir Ali Lunedì 12/2/2007 Bir Ali Martedì 13/2/2007 Bir Ali- Sayun Mercoledì 14/2/2007 Sayun- Tarim- Shibam Giovedì 15/2/2007 Sayun Sana’a volo interno Venerdì 16/2/2007 Wadi Dahr Sabato 17/2/2007 Sana’a Domenica 18/2/2007 Ritorno in Italia Il 4 di febbraio partiamo da Malpensa con un volo Royal Jordania che ci porta a Sana’a e dove arriveremo alla 1.45 di notte. Ad attenderci avrebbe dovuto esserci il taxi del hotel precedentemente prenotato e contattato uno dei proprietari via e-mail , ma del nostro taxista neanche l’ombra. Siamo in 4 e solo donne e a quell’ora di notte è facile attirare l’attenzione. Personalmente non mi meraviglia il fatto che il taxista ci abbia lasciato a piedi ,un po’ me l’aspettavo e la mia calma tranquillizza le mie compagne di viaggio, le quali contano su di me in quanto l’unica a sapere 4 parole d’inglese ( per quel che conta in un paese come lo Yemen ). Nonostante l’ora, l’ufficio di una nota agenzia di viaggi è ancora aperto ed è proprio l’impiegato che si avvicina e ci offre il suo aiuto. Spiego tutto, lui si meraviglia un po’ del fatto che non siamo in un gruppo organizzato ma in un viaggio fai da te, però prende il numero di telefono e indirizzo dell’hotel che gli porgo e si fa carico di informarsi e risolvere il problema. Certo questo intoppo non ci voleva, però da subito abbiamo constatato la proverbiale ospitalità degli Yemeniti. Sarà un taxista chiamato e istruito dall’impiegato dell’agenzia di viaggi che ci porterà all’ Arabia Felix hotel. Il 5 febbraio girovaghiamo per la capitale senza una meta precisa in attesa di incontrare il nostro autista ( parlante italiano ) che ci porterà in giro per lo Yemen. Sana’a sembra uscita da una favola. La strada che divide la città vecchia dalla nuova ,praticamente è l’alveo del fiume in secca, regolarmente pavimentato, con ai lati due alte pareti somiglianti ad ali le cui estremità sembrano lambire i palazzi della città. Le case a torre che si scorgono sono dello stesso colore della strada, delle sue pareti e dei bellissimi ponti che ci passano sopra la testa, in più solo dei decori di colore bianco intorno alle finestre e balconcini che danno all’insieme l’effetto pizzo. Nel tardo pomeriggio incontriamo l’autista nel nostro albergo e ci accordiamo per il tour. Passeremo 9 giorni con lui e saranno molto pieni, perché ogni giorno ci sarà un fuori programma, o per dirla a modo suo, “ una sorpresa” che solo un buon conoscitore del territorio si può permettere di fare

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