Tra sceicchi, emiri e sultani: Emirati Arabi Uniti e Oman (Seconda parte: Oman)

Viaggio tra futuro e passato, dall'avveniristica architettura di Dubai ai meravigliosi forti e paesaggi omaniti. Un viaggio alla scoperta di luoghi, persone e culture a noi nuove

  • di Morro84
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

E’ il 15 marzo, la sveglia suona che su Dubai è ancora notte. Ci aspetta il transfer in aeroporto e il volo Emirates per Muscat. Arrivati in aeroporto, sbrighiamo con qualche inconveniente (gente con scatoloni immensi, tv color ecc... al check in) le pratiche biglietto, con ancora più problemi il passaggio metal detector (troppi passeggeri e troppo pochi metal detector aperti), ma alla fine siam sul volo. Un’ora dopo atterriamo in una Muscat parecchio calda, passiamo il controllo passaporti, ritiriamo il bagaglio e... Welcome to the Jungle! Sì, è la prima impressione che abbiamo avuto uscendo dagli arrivi. Gente ovunque, in mezzo al passaggio passeggeri, mille persone ad abbracciare il parente di turno appena arrivato, insomma, un marasma da far paura. Meno male che è in costruzione l’aeroporto nuovissimo perché con questo non ce la si può fare.

Cambaimo qualche soldo (1 Rial sono 2 Euro! Ed 1 Rial sono 1000 Baisa per intenderci). Compriamo una scheda Sim locale, convenientissima per chiamare l’Italia; ritiriamo la macchina presa a nolo, una Toyota Prado immensa. La scelta (azzeccatissima) di un fuoristrada 4x4 è dovuta al fatto che molte strade secondarie sono sterrate, percorribili solo con auto del genere, come leggerete successivamente.

Usciamo dalla zona aeroporto e attraversiamo in autostrada Muscat, mangiamo un boccone e via verso la punta estrema dell’Oman, destinazione Sur, ovviamente con numerose tappe intermedie. Subito non si può non notare uno degli sport nazionali locali: L’ATTRAVERSAMENTO DELL’AUTOSTRADA! Si è proprio vero: si mettono sul bordo e appena c’è spazio partono in scattone per attraversare!! Di una pericolosità totale!! Va anche detto che le passerelle di attraversamento sono parecchio distanti le une dalle altre, indi è quasi comprensibile un gesto così sconsiderato.

Una volta sull’autostrada per Sur, ci affidiamo alle dolci cure della Lonely Planet e del GPS di Guido. Dopo pochi chilometri decidiamo di uscire dall’autostrada e proseguire passando su delle strada interne, più lente ma molto panoramiche e bellissime. Seguiamo le indicazioni per Mazala che raggiungiamo dopo aver attraversato degli stupendi paesaggi formati sopprattutto da rocce, sporadiche oasi di verde e paesini dimenticati dal mondo. Arriviamo a Mazala e, seguendo le indicazioni della Lonely, la attraversiamo e nell’uscirne, osserviamo il suo meraviglioso forte, situato ad un’estremità del paese, a ridosso di un torrente molto pittoresco.

Poche centinaia di metri dopo la strada asfaltata improvvisamente finisce ed inizia lo sterrato, nonché la nostra prima avventura off-road. Seguiamo la strada che s’inerpica sulle colline, facendo numerosi stop per fotografare canyon, paesaggi e immagini che viste dall’alto nel silenzio totale della zona, danno un tocco magico al territorio. Una cosa che noteremo in tutto il viaggio, è che in Oman c’è forse uno degli unici territori difficilmente trovabili da noi: il deserto e i rilievi rocciosi del deserto, con tutte le sfumature paesaggistiche annesse (vedesi, in primis, le oasi e i canyon).

Superati questi paesaggi, proseguendo nel nulla desertico, la prossima tappa da notare sono i funghi nel deserto. No non sono i funghetti allucinogeni locali, ne le visioni dovute al caldo, bensì delle curiose formazioni rocciose che, erose alla base dalla sabbia e terra e roccia portata dal vento, han effettivamente la forma di funghi, chi più grandi, chi più piccoli. Insomma, dei super porcini rocciosi

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