Vilnius, la perla del Baltico

Città affascinante, vivace e cosmopolita, con il centro storico barocco più grande d'Europa

  • di Uzbe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 15
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Siamo, nonno e nipote, alla scoperta delle terre dell’ambra da alcuni giorni e, dopo aver visitato Tallinn e Riga, ci attende Vilnius, la ‘perla del baltico’. Ma, prima di arrivare in città, un temporale accompagna i sinistri racconti durante il passaggio dalla Lettonia in Lituania e crea un cupo orizzonte in vista della Collina delle Croci, a Siauliai, una piccola altura sulla quale si trovano migliaia di croci di ogni forma e dimensione lasciate dai pellegrini, ma anche da moltissime coppie appena sposate che raggiungono la collina dopo la cerimonia nuziale, secondo una tradizione popolare tramandata per secoli. Croci preziose o povere, di legno o di metallo, lineari o con elaborati lavori di intaglio, capolavori dell’arte popolare della Lituania. Tra di esse anche i tradizionali koplytstulpis lituani, statue racchiuse in nicchie di legno e sculture raffiguranti il Cristo Addolorato. La Collina delle Croci fu visitata nel 1993 da papa Giovanni Paolo II e il crocefisso da lui donato fu posto ai piedi della collina. Lasciamo, non privi di emozione, questo luogo simbolo dell’identità nazionale lituana e raggiungiamo a Vilnius l’accogliente hotel Radisson Blu Lietuva, con una bella vista sulla città.

Vilnius fu fondata nel 1320. Una cinta di mura, un fossato e una torre sulla Collina di Gediminas nei secoli XIV e XV vanificarono gli assalti dell’Ordine Teutonico e nel secolo successivo fu eretta un’altra cinta muraria difensiva, lunga oltre due chilometri, con nove porte e tre torri, contro le incursioni delle tribù dei Tatari. In seguito alla conversione della Lituania al cattolicesimo, furono edificate a Vilnius numerose chiese che tuttora caratterizzano il centro storico. Alla fine del XVI secolo Vilnius figurava tra le città più grandi dell’Europa orientale. Dopo l’occupazione della Germania, l’annessione alla Polonia, una seconda occupazione tedesca, le tragiche vicende legate al secondo conflitto mondiale, la conquista della città da parte dell’Armata Rossa e l’annessione all’Unione Sovietica, alla fine degli anni ’80 Vilnius fu al centro delle iniziative che portarono all’indipendenza dall’URSS.

La città, riconosciuta capitale europea della cultura nel 2009, si può visitare a piedi partendo dalla Piazza della Cattedrale di San Stanislao (1779-1783) e il suo campanile, alto 57 metri, al cui interno è allestita una mostra di antiche campane. La maggiore attrazione della cattedrale è la secentesca Cappella di San Casimiro, sormontata da una cupola barocca e ornata da marmi policromi e affreschi raffiguranti la vita del santo. Alle spalle della piazza sorge la Collina di Gediminas, dominata dalla torre di mattoni rossi risalente al XIII secolo, che si può raggiungere risalendo una scalinata che inizia dietro alla cattedrale, oppure con la funicolare. Proseguendo si raggiunge il centro storico, sviluppatosi tra il XV e XVI secolo, il più grande e meglio conservato centro barocco dell’Europa orientale e centrale, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Lungo l’acciottolata Via del Castello (Pilies gatvé) che collega la piazza della cattedrale al centro storico, sorgono negozi, bancarelle di souvenir, caffè e s’incontrano artisti di strada. Nelle vicinanze l’Università di Vilnius, fondata nel 1579, che vanta 23.000 studenti e la biblioteca più antica della Lituania, con oltre cinque milioni di volumi

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