Diario di viaggio a Vigevano

Viaggio a Vigevano

  • di Francesca Bertha
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Un viaggio nel Rinascimento, sulle tracce di Leonardo Da Vinci e tra le atmosfere della corte sforzesca di Ludovico Il Moro: ecco l’esperienza, emozionante e unica, che abbiamo vissuto durante la nostra gita a Vigevano. Questa città gioiello, immersa nel Parco del Ticino, dista una trentina di chilometri sia da Milano che da Pavia, ma è raggiungibile nel giro di circa un’oretta anche dal Ponente ligure. Basta fare così poca strada, e si viene catapultati in un mondo che spesso si conosce solo attraverso i film o i libri di storia. E la storia qui si respira a pieni polmoni: Ludovico Il Moro, duca di Milano, è nato proprio a Vigevano, nello stesso anno, il 1452, in cui Leonardo Da Vinci nasceva in Toscana. Fu infatti Leonardo uno dei più celebri viaggiatori tra quelli che nei secoli raggiunsero Vigevano: aveva circa trent’anni quando si presentò presso Ludovico, e da quell’incontro tra il genio e il grande duca scaturì una proficua collaborazione che portò Leonardo a realizzare tra l’altro gli affreschi nel Castello Sforzesco di Milano. Quando cominciamo la nostra passeggiata rinascimentale a Vigevano, una signora appassionata di storia locale, con cui scambiamo quattro chiacchiere davanti alla splendida Chiesa di San Francesco, ci racconta che fu proprio durante un rilevamento territoriale nelle campagne intorno a Vigevano, che Leonardo si accorse delle potenzialità che le scale, presenti qua e là nel terreno, potevano avere nell’irrigazione e nella bonifica delle paludi. Raggiungiamo a piedi Piazza Ducale, una delle più favolose piazze del mondo: nè le parole, nè le foto rendono giustizia alla bellezza di questo luogo, bisogna proprio vederlo di persona. Fu costruita per volere di Ludovico Il Moro a partire dallo stesso anno in cui Cristoforo Colombo scoprì l’America, il 1492. Il Duomo, come un traguardo sacro da raggiungere dopo aver attraversato metaforicamente diversi secoli di storia, accoglie i passanti che ci giungono costeggiando i suggestivi portici che si allungano sui lati della piazza, nonché la spettacolare Torre del Bramante. Tra gli edifici storici da visitare a Vigevano non può certo mancare Palazzo Sanseverino, costruito attorno il 1490 quale residenza di Gian Galeazzo Sanseverino, genero di Ludovico Il Moro. Visitarlo è un vero piacere, non solo culturale, ma anche culinario: sì, perché questo palazzo storico, che dal 1898 al 1998 fu sede del glorioso “Sport Club – Pro Vigevano”, è oggi sede, nella parte sud-occidentale dell’edificio, del rinomato Ristorante – Vinoteca Il Tastevin. Nelle sale di Palazzo Sanseverino, in cui ci accomodiamo per gustare una vera cena tipica vigevanese, possiamo ammirare perfino le tracce di affreschi che risalgono ai tempi di Ludovico, oltre ad altre storiche opere piottoriche realizzate nei secoli successivi, e delle scarpe di alta moda, esposte in appostite teche, che il locale ospita grazie a uno scambio con il Museo della Calzatura di Vigevano. Nel periodo dello Sport Club qui avevano sede due società sportive, una di ginnastica e una di scherma, nella quale militava Giulio Basletta che fu medaglia d’oro nella spada a squadre alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928. “Oggi in queste sale organizziamo ricevimenti e rinfreschi, spesso in occasione di matrimoni”, ci racconta la signora Valentina, mentre cominciamo a studiare il menù. La nostra amica Giulia, in sintonia con il passato sportivo del luogo, coglie subito la palla al balzo e si mette a chiedere informazioni: l’anno prossimo si deve sposare sua sorella... Il resto del nostro gruppo comincia a sbizzarrirsi davanti al menù, che ci spiegano, cambia ogni due mesi: dopo l’antipasto, fagottini al granchio, passiamo ai primi. Ci buttiamo sul “Menù della tradizione”. Prendiamo un risotto ai fiori di zucca con sfilacci di prosciutto crudo, mentre uno dei nostri amici opta per un piatto unico, il risotto giallo con l’ossobuco alla milanese. Gli altri amici scelgono il Menù de il Tastevin, che prevede, dopo i ravioli di baccalà con sugo di pomodorini, guanciale e favette, un bel filetto di Angus su letto di crema di melanzane e cipollotti al caramello balsamico, il tutto annaffiato con degli ottimi vini dell’Oltrepò Pavese, anche di etichette che non conoscevamo. Per le due piccole pesti che sono con noi, ovvero le figlie di Giulia, ordiniamo, appunto, il menù Piccole Pesti, studiato appositamente per i bambini. “Ma abbiamo anche il menù vegetariano, e per chi ha delle intolleranze, basta che ce lo segnali alla prenotazione, provvediamo a preparare un menù adatto”, spiegano i titolariChi vive in una città straordinaria come Vigevano, è davvero fortunato: respirare ogni giorno un’atmosfera così carica di arte e di creatività, migliora senz’altro la vita. Ma anche chi viene a visitare questa città da turista, può ricevere in dono le stesse emozioni, esattamente come è accaduto a noi.

Francesca Bertha

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