Tour del Vietnam da nord a sud

Un tour del Vietnam attraversando la storia, le tradizioni di gruppi etnici, la cultura, i mercati colorati, gli usi e costumi e dove il paesaggio cambia continuamente

  • di Maddalena Balducci
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 02
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Un viaggio a contatto con i vietnamiti: così discreti e così timidi ma sempre pronti a donare un sorriso, rispettosi e disponibili con gli ospiti, grandi lavoratori e con un forte senso di identità nazionale, orgogliosi e molto legati alla famiglia.

La valigia è pronta, la guida è già dentro lo zaino, passaporto, biglietti aerei e vouchers sono già nel mio portadocumenti… quindi posso dire che ho tutto e posso partire per vivere una nuova esperienza nella mia amata Asia. Questa volta la destinazione è il Vietnam!

Il 29 maggio mi imbarco sul volo Thai Airways per raggiungere la città di Hanoi. Una bella dormita a bordo dell’aereo per arrivare riposata (o quasi) nella prima tappa del mio viaggio. È il 30 Maggio: “Good Morning Vietnam” (come citava il famoso film del 1987 interpretato da Robin Williams). Arrivata all’aeroporto di Hanoi, dopo aver espletato tutte le procedure di immigrazione per l’ottenimento del visto, ritiro il mio bagaglio e mi dirigo subito all’ufficio cambio ed è qui che ho il mio primo incontro ravvicinato con la moneta locale: il Dong Vietnamita! Per fortuna che decido di cambiare soltanto una banconota da 50 euro… perché in cambio ricevo la bellezza di circa 1.300.000 Dong! Tanto che mi sono saltati in mente subito due pensieri: il primo che sono ricca e subito dopo che avrei avuto il problema di dove avrei messo tutte queste banconote! Esco dall’aeroporto e salto sul primo taxi verde in direzione del mio hotel. Arrivo in hotel e alla reception conosco Belle (nome occidentale) che mi dà il benvenuto e mi consegna la tessera magnetica della camera con il suo sorriso e con un atteggiamento di riverenza. Salgo in camera, il tempo di indossare abiti più comodi e leggeri che mi ritrovo già per strada: devo approfittare di ogni attimo, ma soprattutto devo mettere qualcosa in pancia! Così mi fermo dal primo ambulante (ci sono soltanto un paio di sgabelli liberi… quindi penso: “Qui sicuramente si mangia bene”. Mi siedo, mi guardo intorno e soprattutto osservo i piatti degli altri clienti… ma decido di alzarmi, andare dall’ambulante e semplicemente indicargli ciò che voglio o meglio ciò che mi può sembrare più familiare: germogli di soia e straccetti di carne accompagnati da una buona Hanoi Beer! Ho ancora un’oretta prima che il sole tramonti e mi trovo proprio nel centro della città, vicino al Lago di Hoan Kiemn o “della spada restituita” con un ponte in legno rosso che attraverso per raggiungere la pagoda. La leggenda racconta che l’imperatore Le Loi si trovava vicino al lago quando gli si avvicinò una tartaruga con una spada in bocca che avrebbe dato la forza di 1000 uomini a colui che l’avesse presa in mano. Fu grazie a questa spada che l’imperatore riuscì a contrastare e ad evitare l’invasione da parte della dinastia cinese Ming. Per questo motivo oggi all’interno della pagoda è conservata la tartaruga mummificata. Il fuso orario si inizia a sentire e approfitto per rientrare in hotel e andare a riposarmi perché la giornata sta finendo ed il giorno successivo c’è una Hanoi tutta da scoprire!

Il 31 Maggio mi sveglio di buon mattino e scendo a fare la colazione (a buffet e occidentale). Devo fare il pieno di energie per la giornata intensa che mi aspetta! La prima tappa è il Mausoleo di Ho Chi Minh. Quando arrivo c’è già una lunga fila di turisti stranieri, vietnamiti e scolaresche lungo il perimetro dell’area in attesa di entrare. Dopo aver girato tre volte l’angolo, ecco che è il mio turno. Entro e mi ritrovo all’interno di un complesso all’aria aperta composto dal Mausoleo dove si trova la salma del leader politico e l’eroe dell’indipendenza vietnamita morto nel 1969, il Palazzo Presidenziale, la Casa di Ho Chi Minh e la Pagoda su un singolo pilastro un tempio buddhista che assomiglia ad un fiore di loto e dove le coppie vietnamiti si recano per chiedere la benedizione per la fertilità. Dopo aver terminato la visita, mi dirigo verso il Tempio della Letteratura che rappresenta la prima Università del Vietnam del 1076 (ancora più antica della nostra prima Università di Bologna!): nel cortile si trovano dei blocchi in pietra che riportano scolpiti i nomi degli studenti meritevoli e sono sorretti da una scultura in pietra di tartaruga (ancora oggi gli studenti vietnamiti che intraprendono il corso universitario si recano in questo luogo e usano toccare la testa dell’animale come portafortuna).

La tappa successiva è il Museo etnografico dove si ha la possibilità di conoscere i 54 gruppi etnici che popolano questo Paese e la loro vita quotidiana, usi e costumi. Ho trovato di particolare interesse le case tipiche ricostruite nel parco del museo: la casa dell’etnia Bahnar con un tetto a pannelli e pavimento sopraelevato in bambù e raggiungibile attraverso una scalinata in legno; la palafitta Ede che si sviluppa in lunghezza e dove le donne accudivano il focolare. Il tempo per un giro sul tipico cyclo e con il quale ritorno nella zona del lago per fare una passeggiata tra le vie commerciali della città dove ognuna si differenzia per il prodotto in vendita: la via dell’abbigliamento, la via dei fiori, la via della frutta e della verdura. E’ giunta l’ora dell’aperitivo, così mi fermo ad un bar e approfitto per provare altre due tipi di birra: Halida e Larue (50.000 Dong). Si mangia qualcosa e subito a dormire perché il giorno successivo mi attende il trasferimento verso una nuova località

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