Partenza il 21/10/2017 · Ritorno il 31/10/2017
Viaggiatori: 3 · Spesa: Da 2000 a 3000 euro

In Vietnam con la famiglia

di Dansal - pubblicato il

Itinerario

21 ottobre: partenza con volo Emirates per Hanoi

22 ottobre: pomeriggio e 23 Ottobre Hanoi

24 e 25 ottobre: Halong Bay, in serata volo per Da Nang

26 ottobre: Hoi An

27 e 28 ottobre: Hue, in serata volo per Ho Chi Minh City

29 ottobre: Mekong

30 ottobre Ho Chi Min City, in nottata partenza con volo Emirates

22 Ottobre

Arriviamo ad Hanoi il 22 pomeriggio, dopo quasi 18 ore di volo, incluso lo scalo di 4 ore a Dubai. Abbiamo prenotato il trasferimento con taxi privato tramite Indochina Junk www.indochina-junk.com, travel agency con la quale faremo la crociera di Halong Bay, ed arriviamo abbastanza rapidamente al nostro Hotel, La Siesta www.hanoilasiestahotel.com, prenotato qualche settimana prima con l’efficientissimo e conveniente sito Agoda.com, che non conoscevo e che sicuramente raccomando a chiunque voglia recarsi in Asia. L’hotel si trova nel centro della città vecchia, è un boutique hotel molto carino, la nostra tripla è su due piani ed e’ molto bella ma piuttosto costosa, un consiglio che vorrei dare a chi si accinge a fare questo viaggio in famiglia od in un gruppo di 3 persone è che è meglio prenotare una doppia con letto aggiunto invece che una tripla, le stanze doppie sono comunque ampie ed il prezzo è molto più conveniente. Lasciati i bagagli in stanza, ci addentriamo nel labirinto di vicoli del quartiere dei 36 mestieri dove ogni strada ha un tema dominante, il mio consiglio è di godersi l’atmosfera piacevolmente caotica, lasciarsi trasportare dalla folla e di vagare senza meta, alla fine si riesce sempre a ritrovare la strada, indispensabile portare sempre con se’ un biglietto da visita dell’Hotel da mostrare al tassista o a chi sa parlare Inglese per ricevere indicazioni sul come ritrovare la strada. La nostra meta è un sarto suggerito dall’hotel dove commissioniamo una camicia da uomo identica ad un’altra che avevamo portato da casa, ce la porterà il giorno dopo in Hotel, il tutto per 35 $. Durante il nostro girovagare c’è tempo per uno spuntino e dopo aver chiesto indicazioni almeno 10 volte, arriviamo al Bun Bo Nam Bo, dove secondo Anh, di Alotravel Asia http://alotravelasia.com, l’ottima agenzia con la quale abbiamo prenotato dall’Italia qualche pernottamento ed una escursione, fanno il miglior Street Food di Hanoi. Effettivamente il Pho bo è delizioso, da provare!

Stanchi anche per il viaggio fermiamo un risciò (esperienza da provare almeno una volta) e dopo breve contrattazione ci facciamo portare in albergo, il che’ non sarà facile perché il nostro autista non parla una parola di Inglese e non sa dov’è L’albergo... in qualche modo arriviamo a destinazione, ed è già ora di andare al ristorante Cau Go che abbiamo prenotato su consiglio di Anh. Il ristorante offre una vista spettacolare sul lago di Hoan Kiem nel centro della città, mangiamo sulla terrazza cibo Vietnamita, non economico per essere Vietnam ma comunque prezzo irrisorio paragonato all’Italia, la vista è impagabile e questa prima serata resterà tra i ricordi più belli della vacanza.

23 Ottobre

Lunedì abbiamo appuntamento alle 9 con Gaia, la ragazza contattata tramite l’associazione ciaovietnam, www.ciaovietnam.org. È una studentessa 22enne che studia Italiano all’università di Hanoi e nel tempo libero aiuta i turisti Italiani a scoprire la città. La prima tappa è il Mausoleo di Ho Chi Minh, ci andiamo in taxi e ne approfittiamo per osservare una città diversa da quella che ci ha accolto ieri. I quartieri attorno al mausoleo sono eleganti, sembrano sono sedi di ambasciate con viali ampi e verdeggianti. L’interno del mausoleo non si può visitare perché siamo nel periodo dell’anno nel quale la salma è oggetto di cure speciali e quindi ci accontentiamo dell’esterno, spianate imponenti, geometriche ed ordinate, assistiamo al suggestivo cambio della guardia mentre la guida ci spiega il significato della bandiera vietnamita. Ci attardiamo passeggiando tranquillamente ed ammirando la moltitudine di visitatori, tutti Vietnamiti che sono venuti ad ossequiare l’eroe nazionale e lo statista più amato di questo paese. Riprendiamo un taxi e andiamo al Palazzo Presidenziale, di un bel giallo ocra, immerso in un bellissimo e curatissimo giardino, una delle cose che ricorderò del Vietnam è la vegetazione subtropicale, i fiori coloratissimi, gli alberi da frutto, tra i quali mi colpiscono le piante di pompelmo con i frutti verdi che sembrano grosso meloni. Anche se il palazzo non si può visitare il parco e la piccola casa su palafitta dove viveva Ho Chi Min valgono la visita, per me è un posto bello e suggestivo che consiglio assolutamente. La nostra prossima tappa è il bellissimo tempio della letteratura uno degli edifici più antichi e belli di questo paese, dove studiavano i mandarini, anche qui curatissimi giardini ed immersi in essi, templi suggestivi. Il posto più bello che abbiamo visitato ad Hanoi. Durante la visita incrociamo delle signore accompagnate da un fotografo professionista vestite con l’AO Dai, abito tradizionale, sembra che qui sia usanza farsi foto ufficiali vestiti con l’abito tradizionale ed a me sembra una cosa molto bella, i vestiti sono elegantissimi e le signore molto curate.

In questo diario non descriverò i monumenti e la loro storia perché si può trovare facilmente sulle guide turistiche, darò invece spazio alle esperienze ed ai consigli che penso possano essere utili ai prossimi viaggiatori.

Usciti dal tempio che visitiamo tutto leggendo attentamente la nostra guida e ascoltando anche le spiegazioni di Gaia, iniziamo a sentire i morsi della fame e la stanchezza del fuso orario, Gaia ci porta in un street food restaurant lì vicino, dove seduti sugli sgabellini facciamo consumiamo un buon pasto, il locale ha un aspetto occidentale, non mi ricordo il nome, pasto ok e prezzo onesto. A questo punto lei ci chiede se siamo interessati a vedere un mercato locale e noi chiaramente accettiamo seguendola in un dedalo di viuzze che arrivano al mercato del quartiere, un interessante spaccato di vita locale dove tutto il commestibile è in vendita in ceste di plastica o su tavoli di legno, incluso pesce e carne, è interessante anche se meno bello del mercato che vedremo a Hoi An.

Ritorniamo al tempio della letteratura passando per una boutique che vende solo rose di cera di tantissimi colori e le raggruppa a formare composizioni con forme diverse, l’insieme di colori è bellissimo e lei molto è gentile ed ha classe, compro un piccolo mazzo di rose color panna che porterò con me per tutto il viaggio e che adesso fanno bella figura nella mia sala, forse non sarà il souvenir più tipico che potessi acquistare ma mi ricorderà sempre di questi giorni magici.

Il pomeriggio è ancora nel suo pieno, prendiamo un altro taxi e andiamo a Notre Dame, quartiere carino e chiesa con facciata di stile Gotico che ricorda solo lontanamente l’omonima Parigina, arriviamo a piedi al lago, passando davanti al famoso teatro di marionette sull’acqua, ma il prossimo spettacolo è tra due ore e noi non abbiamo voglia di ritornare così decidiamo di non andare e proseguiamo direttamente per il lago che la guida ci fa “circumnavigare” perché quella è l’abitudine dei locali.

Siamo stanchi ma effettivamente la passeggiata è piacevole ed arriviamo al suggestivo ponte rosso Huc con relativo templio Ngoc Son dove è interessante vedere signore che bruciano soldi finti nel piccolo tempietto,. Effettivamente ci sono negozi che vendono mazzetti di queste banconote, ma noi prima che ce lo dicesse la guida non ci avevamo fatto caso. Torniamo a piedi all’Hotel dove ci separiamo da lei, ringraziandola per la bellissima giornata che ci ha fatto passare ed augurandole di terminare con successo i suoi studi e magari venirci a trovare in italia prima o poi...

La giornata finisce al ristorante Home di Hanoi www.homehanoirestaurant.com/vietnamesefood/our-home.html, suggeritoci da Anh. Posto carino in un’antica casa. Mangiamo bene in un’atmosfera suggestiva, prezzo caro per essere Vietnam ma lo sapevamo. Se avete una sola sera da passare ad Hanoi suggerisco senza dubbio di provare il ristorante con vista lago, perché la vista da sola vale l’esperienza

24 Ottobre

Lasciamo Hanoi. Abbiamo appuntamento alle 8 del mattino per andare ad Halong Bay dove abbiamo prenotato la Dragon Legend cruise via Indochina Junk, da me nominate prima. Questa è la compagnia che gestiste direttamente questo tipo di crociera. Devo dire che il luxury van a 7 posti con WiFi è un bel modo di cominciare il viaggio anche perché le 4 ore di tragitto passano attraverso panorami non troppo suggestivi. La crociera di Halong Bay con Dragon Legend è da fare assolutamente e resterà uno dei ricordi più belli della nostra vacanza, e mi sento di consigliare senz’altro questa esperienza anche a costo di spendere qualcosa in più. Noi abbiamo ottenuto un prezzo scontato, early birds rate, prenotando in anticipo, anche se in assoluto la cifra è molto cara.

La cosa che mi è piaciuta di più di questi due giorni ad Halong Bay è la magia della baia e il fatto che Dragon Legend faccia un percorso meno turistico di tutte le altre compagnie e pertanto molto meno affollato. Unica l’atmosfera sulla barca. La barca stessa e le cabine, i pasti serviti all’aperto sul ponte principale nel silenzio delle onde, il fatto che la barca ospitasse solo 24 cabine, panorami e certi scorci indimenticabili, un tramonto da favola il thai hi all’alba e molto altro ancora… che non svelerò perché potrete trovare tutto sul sito della compagnia e farvi un’idea più precisa.

Mi è piaciuto meno, invece, il fatto che in effetti la crociera duri pochissimo, siamo saliti sulla barca dopo le 13 ed alle 11 del giorno dopo eravamo già pronti a sbarcare, troppo lunghe le procedure d’imbarco, l’animazione è migliorabile ma credo dipenda puramente dagli animatori assegnati alla barca.

25 Ottobre

Appena sbarcati ci separiamo dal gruppo dei croceristi e prendiamo il solito luxury van prenotato solo per noi con un piccolo supplemento. Abbiamo un aereo da prendere nel pomeriggio per Da Nang e quindi saltiamo l’ultima parte del programma che prevede una sosta lungo il tragitto per assistere ad uno spettacolo di marionette sull’acqua. Non sappiamo se ne sarebbe valsa la pena e comunque non avevamo scelta visto che non potevamo permetterci di perdere il volo per Da Nang. Se decidete di fare un itinerario simile al nostro, vi consiglio vivamente di andare subito ad Halong bay e di passare in seguito un giorno a Hanoi, infatti noi abbiamo dovuto portarci dietro tutto il bagaglio cosa non necessaria per un giorno effettivo di crociera. Facciamo un volo perfetto ed efficiente con Vietnam Airlines, prenotato e pagato su internet direttamente sul sito della Compagnia molte settimane prima, cosa assolutamente necessaria se si vuole ottenere una buona tariffa, che comprenda anche i bagagli. A Da Nang ci aspetta il taxi prenotato tramite il nostro hotel a Hoi An. Il tassista parla Inglese ha una bella macchina moderna. Lungo la strada ammiriamo il moderno ponte del Dragone e i lussuosi resorts sul lungomare, ci sembra un posto turistico di alto livello, e ci chiediamo come siano le spiagge... Se avessimo avuto più tempo forse ci saremmo fermati una notte a Da Nang, sembra una città moderna e ho letto che e’ intellettualmente vivace, chissà... La giornata è stata lunga ed arriviamo dopo le 9 di sera all’hotel Little Hoi An, www.littlehoian.com, consigliatoci da Anh e prenotato da lei. Facciamo il check in e ci precipitiamo in centro. È quasi tutto chiuso e per essere una delle località più famose del Vietnam non c’è quasi nessuno in giro. Probabilmente sono tutti nei locali al di là del fiume, ma noi siamo stanchi e quindi ci infiliamo nel Morning Glory, unico ristorante aperto, ordinando in fretta prima che la cucina chiuda. Il locale ha buone recensioni ma a me non ha colpito particolarmente, rispetto ad agli altri posti dove siamo stati

26 Ottobre

Hoi An. Ci sentiamo veramente fortunati, il tempo è spettacolare, cosa rara in questo periodo dell’anno dove il numero di giorni di pioggia è alto e spesso la pioggia torrenziale provoca allagamenti. Dopo la colazione al Little Hoi An a bordo della piscina, ci incamminiamo in città pagando subito il biglietto di ingresso che dà diritto a vedere cinque templi/monumenti. Noi avevamo studiato la guida e deciso di vedere questi: il ponte Giapponese coperto, la Fujian assembly hall, la casa di Tan ky, la Chinese assembly hall. Non ci pentiamo della scelta. A Hoi An la concentrazione di turisti è molto più elevata che altrove, quindi il trucco è veramente alzarsi presto e visitare le attrazioni più gettonate prima che arrivino i gruppi organizzati, perché i templi e i luoghi di interesse visti senza folla sono veramente magici. Ho letto spesso di turisti che hanno girato Hoi An in bicicletta ma francamente il nostro hotel è molto centrale e la cittadina è un gioiellino che merita di essere gustato lentamente girando a piedi. Noi siamo riusciti a vedere tutto, perdendoci senza fretta nelle stradine caratteristiche ed esplorando tutti gli angoli, incluso il mercato alimentare caratteristico e pittoresco e quello coperto, più carino rispetto ad altri visti in altre città. Per il pranzo mi sentirei di raccomandare vivamente Miss Ly, posto molto carino con ottimo cibo e prezzi giusti. È affollato, ma vale la pena fare la fila o ritornare al di fuori delle ore di punta. Per la cena ci siamo trovati bene alla House of Hoi An, servizio first class e ambiente molto trendy.

27 Ottobre

Lasciamo la bellissima Hoi An in una mattina grigia e piovosa… che contrasto con il giorno precedente! L’autista prenotato con Alotravel ci viene a prendere alle 8 direzione Hue, passando per l’Hoi An pass. A questo punto vorrei qui aprire una parentesi sul trasporto e sull’itinerario. Mi sento di sconsigliare il viaggio attraverso il panoramico Hoi An Pass se le condizioni del tempo non sono buone. Noi abbiamo trovato tempo pessimo con pioggia battente, non abbiamo visto niente dei panorami costieri; la strada si inerpica tortuosa, tipica strada di montagna con molte curve. Se vi capita un autista con un mezzo non proprio nuovo e che non parla una parola di Inglese o Francese, la comunicazione è impossibile e il viaggio diventa più una tortura che in piacere. Quindi, per riassumere: se il tempo à brutto lasciate perdere il Hoi An Pass e chiedete di fare l’autostrada, arriverete prima e non vi perderete niente.

Invece, una cosa da non perdersi con qualunque tempo è la Marble Mountain, a pochi km da Da Nang e prima tappa nel viaggio verso Hue. Un posto affascinante e da esplorare con calma. Noi siamo saliti con l’ascensore per ragioni di tempo e anche per risparmiare fatica dato l’alto tasso di umidità. Abbiamo esplorato tutti i templi e tutte le caverne. Di questa gita mi rimarranno impressi la vegetazione lussureggiante, il panorama sulle spiagge di Da Nang e la grotta sacra con il grande Buddha. Lì veniamo avvicinati da Phi, un ragazzo di 12 anni che viene lì quasi tutti i giorni con sua mamma per migliorare il suo Inglese parlando con i turisti. Veramente da ammirare. Scommetto che da grande farà strada. È gentile, simpatico e determinato e il suo inglese è già migliore di quello della maggioranza delle persone che abbiamo incontrato nel viaggio. Mi riprometto di restare in contatto con lui, e ora che sto scrivendo questo diario, decido di scrivergli una mail nei prossimi giorni.

Alla fine del rocambolesco viaggio attraverso l’Hoi An Pass, arriviamo a Hue alle 14.30, lasciamo i bagagli e rinunciamo a riposarci al bellissimo Pilgrimage Village www.pilgrimagevillage.com per prendere la navetta delle 15 e scappare in città. Vogliamo vedere la Citta’ Imperiale (Cittadella) che chiude alle 17. La Cittadella si rivela enorme, così come le distanze ad Hue’. Infatti, dopo aver camminato per mezz’ora dal punto di arrivo della navetta, siamo ancora lontani dall’ingresso della Cittadella e prendiamo due risciò negoziando un po’ sul prezzo. Il mio conducente parla un po’ di francese e la conversazione si concentra sui giocatori di calcio degli anni 90. È una persona simpatica e alla fine gli paghiamo l’intera somma che aveva chiesto prima della negoziazione. Arriviamo alle 16 all’ingresso e compriamo il biglietto per 4 attrazioni, la cittadella e altre tre tombe. C’è anche l’opzione con una tomba in più, ma pensiamo che sia troppo per il tempo che abbiamo a disposizione. Paghiamo anche una visita guidata alla Cittadella con una guida ufficiale, si rivelerà una buona soluzione per districarsi tra i vari luoghi di interesse all’interno del sito che è enorme anche se, in verità, la guida parla un Inglese difficile da capire e non mette un briciolo di passione ed impegno nella spiegazione. Forse è stanca e la giornata sta per finire.

La cittadella è sicuramente un luogo affascinante e da vedere, sebbene sia immenso e dispersivo. Proviamo ad immaginarci come doveva essere nel periodo del suo splendore, belle le mura e bastioni imponenti e gli angoli fioriti, i templi...

Alle 17 l’ingresso chiude, salutiamo la nostra la guida e restiamo dentro. Infatti, il sito è aperto ai visitatori fino alle 18, ed è bellissimo godersi la maestosità del luogo con pochissimi turisti intorno. Comunque accumuliamo passi su passi e siamo sfiniti. Alle 18 raggiungiamo l’uscita più vicina e cerchiamo un taxi che ci porti al ristorante che abbiamo prenotato e che non dovrebbe essere lontano. Si chiama Les Jardins de la Carambole (www.lesjardinsdelacarambole.com/en/apropos.html) ed è lì vicino, dentro una villa antica. È presto e troviamo un bel tavolo sulla terrazza del primo piano. Mangiamo la migliore cena del nostro viaggio in Vietnam e stanchi morti, ma ben rifocillati, chiamiamo un taxi per tornare al Pilgrimage Village.

28 Ottobre

Il risveglio al Pilgrimage è idilliaco grazie all’atmosfera magica del posto e alla colazione top class nello spettacolare ristorante immerso nella giungla. Lasciamo le valigie alla hall e usciamo dall’albergo accompagnati da una delle receptionists che ci fa gentilmente da traduttrice nello spiegare al tassista il nostro itinerario che prevede soste alla pagoda di Thien Mu e alle tombe di Minh Mang, Tu Duc e Khai Dinh. Sappiamo che la visita durerà diverse ore e vogliamo essere sicuri che il tassista capisca bene l’itinerario e ci aspetti di volta in volta quando visitiamo i siti.

L’idea di utilizzare un mezzo privato per spostarci si rivela ottima perché i siti sono distanti tra di loro e nel mezzo del nulla. Quindi, sarebbe stato impossibile trovare un taxi per tornare indietro. Avevamo inoltre scartato la possibilità di arrivare alla pagoda via fiume, sistema poco pratico e molto più lento del taxi, quindi è una soluzione che mi sento di consigliare, 30 euro spesi ottimamente, considerando anche il caldo e l’umidità e la stanchezza. La prima sosta è la Pagoda. Qui iniziamo con la serie infinita di gradini che saliremo durante tutta la giornata. La pagoda è interessante, si respira aria mistica e come tutti i luoghi di culto è meta di moltissimi visitatori locali di tutte le età, studenti, monaci e le solite signore accompagnate da fotografi che si fanno fotografare in abiti tradizionali ed in luoghi importanti per la loro tradizione.

Anche le tre tombe che visitiamo sono affascinanti. Troviamo pochi turisti e ci godiamo la bellezza e il fascino dei luoghi, atmosfere magiche. Sarebbe interessante essere accompagnati da una guida preparata che ci faccia apprezzare appieno la storia dei luoghi. Francamente non ne abbiamo trovate e quindi ci accontentiamo della nostra guida Routard che abbiamo portato da casa.

Sono le 15. Stanchi e spossati ritorniamo all’hotel, ci sistemiamo a bordo della bellissima piscina e ci rilassiamo con un bel bagno. Mentalmente ringrazio Anh per averci caldamente suggerito questo posto e per averci raccomandato di trascorrervi qualche momento di relax, cosa che adesso ci è possibile perché il nostro aereo parte solo dopo le 20. All’inizio ero contrariata per non aver trovato posto sull’aereo delle 18.30, ma francamente, adesso, la scelta mi sembra molto azzeccata perché non avrebbe avuto senso precipitarsi a Ho Chi Min City e perdersi questo paradiso.

Il volo della Vietnam Airlines per Ho Chi Min è puntuale e ci porta rapidamente a destinazione verso l’ultima tappa del nostro viaggio. All’uscita dell’aeroporto ci aspetta un autista privato che abbiamo prenotato tramite l’hotel. Il costo del trasporto è piuttosto caro. Ma è notte, la città è enorme e ci è sembrata la soluzione più comoda e pratica. L’Hotel Grand Silverland (www.silverlandhotels.com/grand-silverland-hotel-spa.html) prenotato con Agoda non è male. Il personale è efficiente e gentilissimo, la posizione è proprio a ridosso del grande mercato Ben Thanh. Se tornassi a Saigon forse sceglierei un’altra zona della città, nella parte più elegante vicino all’Opera House. Comunque il quartiere dove siamo è caratteristico, quindi va bene così. Siamo stanchissimi e domani ci aspetta un’altra giornata intensa nel Mekong. Decidiamo di andare a letto quasi senza cenare e prima di dormire trattiamo tutti i vestiti che indosseremo il giorno dopo con il repellente apposito, comprato prima di partire. Forse siamo esagerati nelle nostre precauzioni, ma non vogliamo rischiare, soprattutto viaggiando con nostro figlio di 12 anni.

29 Ottobre

È domenica. L’autista di Mango Cruise (www.mangocruises.com/en) che ci viene a prendere alle 8 del mattino ha un suv modernissimo e si destreggia bene tra le migliaia di motorini che lasciano la città per la gita fuori porta. Lui ci spiega in buon inglese che si tratta di famiglie che lavorano nella capitale e che approfittano della giornata di festa per andare a trovare i parenti nei villaggi d’origine della zona del Mekong. Infatti, sui motorini trasportano di tutto, soprattutto regali e generi alimentari o oggetti di ogni genere e dimensione oltre, ovviamente, all’intero nucleo familiare (3-4 persone spesso con neonati). È bello osservare questa varia umanità e il tempo passa veloce, anche se sono 2-3 ore di strada. Arriviamo a Ben Tre dove incontrano Lih, la nostra guida di oggi. Ha pronti per noi i cappelli tipici e dei pratici impermeabili da indossare in caso di pioggia. Ci fa salire su una specie di pick up/apecar, che ci porta al porto d’imbarco dove la nostra bellissima giunca privata ci aspetta per iniziare quella che si rivelerà un’esperienza indimenticabile.

Devo dire che il costo elevato di questa escursione privata di un giorno mi aveva lasciato perplessa al momento della prenotazione ma Anh aveva talmente insistito sul fatto che ne valesse assolutamente la pena che mi sono lasciata convincere ed ad oggi penso che i soldi spesi per questo viaggio siano stati ben investiti. La giunca è bellissima, c’è una bella tavola apparecchiata con tutti i tipi di frutta che assaggiamo golosamente, e forse perché la crociera è organizzata da Mango cruise il mango ci sembra particolarmente buono così come l’ananas ed il dragon fruit. Lìh è sveglia e simpatica, ci spiega in ottimo inglese cosa vedremo oggi, e l’avventura comincia. La giunca procede dolcemente sul Mekong verso la prima tappa, la visita di una fabbrica di noci di cocco, pianta di cui non si butta via niente, la fabbrica in realtà consiste in un capannone dove poche persone spaccano noci di cocco sbattendole su una lancia acuminata, sembra uno scenario del ‘Ottocento, mi impressionano le condizioni di lavoro e l’ambiente, è interessante osservare la produzione ma anche un po’ scioccante allo stesso tempo. La seconda tappa è la visita alla fabbrica di mattoni, anche qui condizioni da inizio rivoluzione industriale, se all’inizio avevo avuto il dubbio che si trattasse di una messinscena per i turisti, ora sono sicura che osserviamo uno spaccato di vita reale, ed è una delle cose che apprezzerò di più di questa escursione. La giornata prosegue. Ci rechiamo a visitare un’altra fabbrica artigianale di noodles, questa sarà la mia sosta mia preferita, bellissima l’esperienza visiva con la pasta che sembra un velo e le signore che la maneggiano e la stendono delicatamente. Il tragitto tra una fabbrica e l’altra dentro la giungla tropicale e selvaggia si percorre in bicicletta per chi se la sente o sull’apecar per chi non ha voglia di pedalare. Un’altra parte del percorso si affronta su una giunca piccolissima. È la parte più suggestiva del viaggio perché ci si addentra tra canali strettissimi e vegetazione lussureggiante. Due signore vigorose conducono la giunca con pagaiate decise e ben presto arriviamo all’imbarcadero dove ci aspetta la giunca grande che ci porterà in un ultimo tratto di navigazione al ristorante su una piattaforma di legno sul fiume. Peccato che la parte di navigazione sia già finita, ma i tempi sono stretti e la visita deve continuare. Ci sediamo e ci facciamo servire un pranzo di molte porzioni, di buona qualità, forse avrei preferito saltare il pranzo e passare più tempo in navigazione od a esplorare la giungla, comunque tutto è programmato e sarebbe impossibile deviare dal programma.

Dopo il pranzo ci aspetta la nostra ultima sosta presso la signora Tuong. Andiamo a casa sua visitando così una delle abitazioni tipiche della zona, una capanna con le stanze quasi senza pareti che la signora ha arredato semplicemente e dignitosamente, ci dirigiamo con lei verso la parte posteriore della casa dove in un forno di pietra la signora ci spiega a gesti come fare la carta di riso. Proviamo a turno con alterne fortune, non è poi così facile come sembra! Chiacchieriamo con Lih e gustiamo la carta di riso preparata da noi mentre la signora sorride divertita, chissà quanti altri turisti ospiterà oggi, e chissà se le piace insegnare a tutti, dalla sua gentilezza e cortesia sembra proprio di sì.

La nostra giornata nel Mekong finisce qui. Il nostro autista ci aspetta sulla strada per riportarci in hotel. Essendo Domenica ci aveva informato che sarebbe stato più prudente anticipare il ritorno per non rimanere incastrati nel traffico del rientro in città. Da un certo punto di vista ci spiace che la gita sia capitata di domenica ma in effetti non avevamo scelta. Questo era l’unico giorno possibile nel nostro intenso programma di viaggio, a malincuore rientriamo dopo aver salutato la nostra guida, piacevole compagna di un’escursione indimenticabile.

Arriviamo all’hotel alle 18 e decidiamo di andare al centro commerciale Saigon Center che è molto vicino al nostro hotel e dove si trovano molti ristoranti, ne scegliamo uno non particolarmente degno di nota ma rapido nel servizio, il primo pasto occidentale della vacanza.

30 Ottobre

Ultimo giorno e sole caldissimo a Ho Chi Minh City, lasciamo le valigie al deposito bagagli e i nostri averi al safe e dopo colazione ci apprestiamo a visitare Saigon. Va subito detto che avevamo letto che tutte le attrazioni erano a walking distance dall’hotel. In effetti è così, ma le distanze sono enormi e quindi forse consiglierei di utilizzare il taxi per raggiungere le destinazioni principali come il museo della guerra del Vietnam e l’Ufficio Postale e la Cattedrale, noi alla fine della giornata eravamo così stanchi da non poter neanche muovere un altro passo. Forse sarebbe stato meglio risparmiare fatica e visitare le pagode e Chinatown, cosa che non abbiamo fatto. Abbiamo invece girovagato in lungo ed in largo per il centro di Saigon, visitando prima il Museo della Guerra del Vietnam, toccante e scioccante ma da vedere, poi il bell’edificio della la Posta disegnato da Eiffel, la cattedrale dall’esterno perché chiusa per restauro, l’Opera House e il centro con le vie dal look occidentale e i mega centri commerciali, finendo la giornata al bar della Bitexco Financial tower, al 52 piano, dove abbiamo fatto uno spuntino ammirando il panorama al tramonto, cosa che vi consiglio invece di pagare il salatissimo biglietto per la torre. Forse con il senno di poi avremmo dovuto programmare meglio il giorno a Saigon e muoverci con taxi per vedere più cose e risparmiare fatica ma è anche vero che per una volta è stato bello girare senza meta è senza orologio. Di Ho Chi Minh City mi rimarranno impressi i contrasti tipici delle metropoli asiatiche moderne, il lusso sfrenato adiacente alla povertà più triste (ho visto bambini piccoli chiedere l’elemosina ed altri dormire con la famiglia dentro scatole di cartone nella strada), una città dai mille colori e dai grattacieli moderni, caffè alla moda e mercati a più piani con tutte le imitazioni, grandi distanze da percorrere a piedi, interessante mix di modernità e tradizione.

Il sole è tramontato ed il nostro ultimo giorno in Vietnam sta per finire, torniamo all’albergo dove gentilmente ci concedono di poter fare una doccia prima di partire, rinfrescati e rigenerati attendiamo il taxi privato che ci porta all’aeroporto, Vietnam addio, paese meraviglioso, Asia, speriamo di poter tornare presto!

di Dansal - pubblicato il