Il paese dai cappelli a cono

Il primo approccio con il Sud – Est asiatico risale a circa diciotto anni fa, da allora abbiamo viaggiato in molti paesi del mondo, accantonando ingiustamente l’Asia. Quest’anno invece, pronti a sfidare il monsone, decidiamo di andare alla scoperta di ...

  • di supermary58
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il primo approccio con il Sud – Est asiatico risale a circa diciotto anni fa, da allora abbiamo viaggiato in molti paesi del mondo, accantonando ingiustamente l’Asia. Quest’anno invece, pronti a sfidare il monsone, decidiamo di andare alla scoperta di un paese che nel corso della sua storia, ha purtroppo perso la sua identità: questo paese è il Vietnam. La dominazione francese prima e la guerra vinta con gli USA poi, l’hanno svuotato di abitanti, cultura e storia e l’immagine che abbiamo oggi è quella di un popolo che sta cercando di dimenticare il passato proiettandosi verso il futuro.

Ma partiamo con ordine.

8/8/2007 E’ pomeriggio inoltrato quando il volo della KLM atterra all’aeroporto di HO CHI MINH, dopo 14 ore di volo la stanchezza si fa sentire, raggiungiamo con un taxi la nostra Guesthouse nel quartiere di PHAM NGU LAO e ci concediamo una bella dormita.

9/8/2007 La prima cosa che bisogna imparare appena si arriva in Vietnam è attraversare la strada. Centinaia di scooter scorazzano in modo disordinato e anarchico per le vie della città. Fortunatamente la velocità è bassissima e questo ci protegge dai gravi incidenti, bisogna attraversare lentamente, saranno loro ad evitarti! Iniziamo la visita della città partendo dal Mercato di Ben Thanh, con le sue bancarelle dai colori variopinti e dai profumi un po’ meno inebrianti, che espongono i più svariati oggetti. Naturalmente la contrattazione è d’obbligo.

Girare per il Vietnam significa anche imbattersi nei ricordi della guerra, soprattutto quando visitiamo il Museo dei Residuati Bellici. Nel cortile si trovano un carro armato, un aereo B52, un elicottero e una bomba al napalm. All’interno del Museo decine di foto ci riportano indietro nel tempo e ci si chiede sempre a cosa possa servire una guerra.

In un grande parco si trova il Palazzo della Riunificazione nel quale si susseguirono le trattative per porre fine alla guerra. Si possono visitare tutte le sale nelle quali i vari rappresentanti dei governi interessati si riunirono.

Concludiamo la serata al Ristorante Lac Thien gustando l’ottima cucina di Hue.

10/8/2007 Questa mattina abbiamo completato l’itinerario a piedi proposto dalla LP arrivando fino alla Pagoda dell’Imperatore di Giada. Nel pomeriggio visitiamo il quartiere cinese di Cholon. Ci impressiona il Mercato di Tay Ninh con una miriade di cinesi al lavoro letteralmente sommersi da una quantità incredibile di merce di ogni tipo. Di sicuro effetto è anche la via delle Erboristerie, dove vendono, oltre alle solite erbe medicinali, anche enormi serpenti e cavallucci marini sotto spirito.

Ci ritroviamo poi, nella mistica tranquillità delle tante pagode presenti nel quartiere. Visitiamo la Pagoda di Thien Hau, il più grande tempio religioso del Vietnam del sud, la Pagoda Tam Son Hoi , dedicata al culto della fertilità e il Tempio della Pace.

11/8/2007 Oggi con un’escursione organizzata dalla HAPPY TOUR – Bui Vien st. 139 – visitiamo Cu Chi, oltre 200 Km, di tunnel sotterranei usati dai Vietcong durante la guerra americana. La guida ci porta a vedere le trappole utilizzate per fare le imboscate agli americani e ci fa entrare nei tunnel (portatevi una torcia). Visitiamo anche il Tempio caodaista di Tay Ninh. La Chiesa è un po’ la San Pietro del caodaismo, una religione che vuole raccogliere in un unico credo buddismo, cristianesimo, taoismo, islam, cogliendo gli aspetti più importanti di queste religioni.

Il simbolo è un grande occhio circondato da raggi e i medium fanno da tramite tra Dio e i fedeli. Sabato mattina a mezzogiorno si può assistere alla cerimonia dal balcone del primo piano. I primi ad entrare sono i clerici caodaisti vestiti di rosso, giallo e azzurro, poi i fedeli vestiti di bianco

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