Vietnam che sogno

Il Vietnam è un paese grande, anzi lungo e con tantissime cose da vedere, così per i nostri 10 giorni di vacanza -conoscitiva ma rilassante- io e Denis abbiamo deciso di rimanere nel sud e rimandare il nord ad un ...

  • di Michela1975
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il Vietnam è un paese grande, anzi lungo e con tantissime cose da vedere, così per i nostri 10 giorni di vacanza -conoscitiva ma rilassante- io e Denis abbiamo deciso di rimanere nel sud e rimandare il nord ad un altro viaggio. La nostra guida era la Lonely e tanti racconti che abbiamo trovato su internet, turistipercaso in pole position.

Siamo partiti con due obiettivi da spiaggia, rimodellati in seguito: Phu Quoc e Jungle Beach, inserendoci tutto il possibile senza dover fare strada in più.. Memori del nostro viaggio di 10gg a Bali-Lombok, bellissimo ma dove siamo tornati più stanchi di prima... (certo che Jungle beach è ben fuori mano 80Km da Na Trang!...) 27 aprile – arrivo a Ho Chi Min City Noi abitiamo in Cina, così fino a Ho Chi Min sono solo 4 ore di volo diretto niente di sconvolgente, e arriviamo all’aereoporto all’1 di notte. Qui ci siamo stupiti per la velocità del controllo passaporti&visti anche se c’erano molte persone –perfetto!- nel giro di mezz’ora eravamo già fuori dopo aver cambiato 100Eur in Dong e salivamo sul taxi organizzato dal hotel di Madame Cuc – 7dollari che abbiamo pagato in dong.

Abbiamo optato per questa soluzione organizzata vista la tarda ora di arrivo e la precedente esperienza in Thailandia dove avevamo perso un ora solo a cercare un taxi dall’aereoporto...

L’albergo è nel quartiere di Pham Ngu Lao, ottimo per organizzare gite, con locali, cianfrusaglie ed economico–scelto sulla Lonely- abbiamo prenotato per email qualche giorno prima della partenza e si è rivelato molto valido. In realtà avevamo scritto anche ad altri fra cui Miss Loi Guesthouse, ma non ci hanno risposto. Mentre eravamo diretti all’albergo è iniziata una pioggia torrenziale – il taxista: raining season just started, only 15minutes...Si si, solo 15 minuti che sono durati tutta la notte. Iniziamo bene, ho pensato...

La proprietaria dell’albergo è venuta ad aprirci in vestaglia e con l’ombrello, e portato in una stanza al primo piano dell’Hotel 64 con 2 lettoni martimoniali, praticamente dall’altra parte della strada – per questo no problem, ma io avevo chiesto una stanza quite&silent! Quella notte non abbiamo dormito niente. Dalle 2 alle 5 tempesta a dirotto sulla grondaia, poi dalle 5 i motorini...Certo che si svegliano presto qui! 28 aprile – Ho Chin Min Oggi c’è il sole! E fa un caldo pazzesco.. Così alle 8 facciamo colazione (compresa nei 20 dollari della camera) e io chiedo se hanno un’altra camera un pò più tranquilla. Si ce l’hanno, al 5 piano del 127 (dove ci aveva lasciato il taxi) ma c’è un letto solo e costa 15 dollari. No problem diciamo, infatti anche la prima notte avevamo dormito in un letto solo – sono quasi come i matrimoniali nostri. Questa si che è tranquilla...Bello bello, pregusto già la dormita della notte successiva  Appena usciamo 2 cyclo ci chiedono dove andiamo, ma l’inizio della “passeggiata” dista solo 15 minuti a piedi, così rifiutiamo gentilmente. Loro insistono un pò ma poi ci lasciano stare.

Per oggi decidiamo di fare l’itinerario a piedi consigliato dalla guida, che passa per i principali musei e luoghi d’interesse...Giornata culturale! Passiamo anche davanti al Pho2000, locale “fast food” di tagliolini dove ha mangiato anche Bill Clinton, e ci mangiamo il giorno dopo, buonissimo, specialmente gli spring rolls! Vediamo il mercato di Ben Thanh –dove però non ci soffermiamo più di tanto, il museo delle Belle Arti, ci perdiamo per arrivare al mercato all’aperto pieno di frutta e le mitiche bottigliette con cobra e scorpioni sotto spirito, dribliamo il teatro municipale (o lo vediamo da lontano, le gambe iniziavano a farci male e con uno sforzo sovraumano arriviamo fino al Museo della città, dove giusto giusto appena entrati ci lasciamo cadere su due poltrone in pelle comodissime...10 minuti per riprenderci dalla fatica e dal caldo –per fortuna che abbiamo una bottiglia d’acqua...Qui vediamo le barche a doppio fondo dove i vietcong nascondevano le armi, e la foto scioccante del monaco che si è dato fuoco per protesta al regime comunista...Poi proviamo a chiedere al guardiano se ci fa vedere i sotterranei, ma lui scuote la testa...Peccato – non abbiamo provato con alcuni soldini, magari così ci portava...A questo punto moriamo di fame, chiediamo all’uscere da che parte sia il Huong Lai, sulla stessa via del museo. Gli porgiamo la nostra guida, lui analizza l’indirizzo “Yes yes” e ci fa andare a sinistra. Camminiamo per 10 minuti, arriviamo quasi fino alla fine della via e ci accorgiamo che il disgraziato ci ha mandato dalla parte sbagliata, ma non lo vede che siamo distrutti dalla fatica e dalla fame?? Raggiungiamo il ristorante come un miraggio – e lo vediamo per caso, con l’entrata incassata nella muro, solo perchè di fianco c’era una bacarella che aveva atttirato la mia attenzione...Il posto è bellissimo, musica jazz in sottofondo, fiori dal profumo delicato sul tavolo, aria condizionata, i bambini camerieri che parlano benissimo l’inglese, prendiamo dei menu per 2 e slappiamo tutto. Anche 7 succhi di anguria in due...Fantastici. Dopo 2 ore di rifocillamento e riposo è dura alzarsi da questo posto...A malincuore proseguiamo, osserviamo da fuori il bel palazzo della Riunificazione –chiuso per restauro- e arriviamo fino al Museo dei residuati bellici, posto da nodo allo stomaco. C’è una mostra fotografica sulla terribile guerra del Vietnam, gli effetti del Orange Agent sul territorio e sugli uomini, la foto della bambina bruciata dal Napaln che scappa urlando, feti deformati, foto che testimoniano la crudeltà umana, ricostruzione di luoghi di tortura (le gabbie di tigre, dove rinchiudevano i prigionieri politici) con addirittura dentro uomini in gesso che sembrano veri...Rimaniamo un oretta e ci passa il buon umore delle prime delizie vietnamite...All’uscita decidiamo di prendere un cyclo in due –contrattando15.000Dong- per andare alla Pagoda dell’imperatore di Giada. La cattedrale e l’ufficio postale no grazie, li saltiamo. Io ero praticamente appollaiata sul cyclo, sopra le gambe di Denis, e mi vedevo tutti i motorini sfrecciare di fianco...Dopo qualche brivido arriviamo a destinazione. Dopo due anni di Cina ormai siamo abituati al modo di guidare asiatico, ma ogni tanto rimpiangiamo quello europeo..

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