Vienna... in sette giorni

Alla scoperta della capitale austriaca con qualche sosta in Friuli

  • di 44gatti
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Non saprei proprio dire se Vienna mi è piaciuta in sé oppure se il suo fascino sia dovuto alla compagnia che vi abbiamo trovato. Certo non mi aspettavo una vacanza così bella anche se un po’ faticosa ed itinerante.

Ma iniziamo dal principio. Qualche mese fa lessi su una rivista che in agosto a Vienna si sarebbe svolta una “settimana degli italiani” presso il centro del Movimento dei Focolari “Am Spigel” di Vienna e l’idea di visitare una capitale europea rimanendo per sette giorni nella stessa struttura ricettiva, anzichè cambiare hotel ogni giorno, mi allettava.

A metà agosto eccoci pronti per partire in auto, ma poiché il viaggio sarebbe stato troppo lungo e faticoso, abbiamo deciso di compierlo in due tappe, scegliendo come prima sosta un centro benessere in Friuli ad Arta Terme nella parte settentrionale di quella regione per sfruttare le sue acque termali. Arta ci è sembrata un tipico paesino di montagna con le strade del centro tutte acciottolate e strette. Anche il relax goduto con l’idromassaggio nelle piscine è stato molto gradevole.

Il giorno dopo, di buon mattino passiamo il Tarvisio (ndr: la vignetta per l’auto costa 8,80 € per 10 gg e 25 € per due mesi) e senza soste arriviamo a Vienna nel pomeriggio. La vista, lungo l’autostrada A2 riempie gli occhi di bellezza: dal confine in poi vediamo quasi esclusivamente boschi, laghi, colline e prati verdi. Pochissime le abitazioni lungo la strada.

Il centro Mariapoli è in periferia in una zona tranquilla e silenziosa, così parcheggiamo agevolmente nel bel giardino.

Sull’uscio, ci accolgono con manifestazioni di simpatia, Hans e Chiaretta che ci accompagneranno nella visita turistica alla città per tutta la settimana. Alla spicciolata arrivano poi circa una decina di famiglie provenienti da ogni parte d’Italia: in tutto una quarantina di persone dai 2 ai 67 anni. Il programma per l’indomani, già tutto organizzato, prevede la visita ai luoghi più belli di Vienna. Ognuno di noi trova già alla reception un conveniente abbonamento ai mezzi pubblici valido per otto giorni. Chiaretta si raccomanda di tenerlo sempre con noi, pena una multa immediata di 100 €.

Lunedì è destinato alla visita del centro città: il Duomo in stile tardo gotico, il quartiere ebraico, l’orologio. Noto una cosa curiosa che mi piacerebbe fosse attuata anche in Italia per la salvaguardia dei beni artistici; in città quasi tutte le statue singole o sporgenti da edifici sono avvolte e protette da una rete per impedire agli uccelli in genere ed ai piccioni di sporcarli danneggiandoli con i loro escrementi. Nel pomeriggio, approfittando del caldo e del sole splendente,compiamo una gita in battello sul Danubio, che però mi ha deluso un po’ perché non mostra gran che della capitale. Solo al di là del fiume ci segnalano i grattacieli alcuni dei quali sede ONU per i rifugiati nelle loro svettanti architetture. Tanto abbiamo girato a piedi che la sera sopraggiunge una enorme stanchezza anche se per gli ospiti è in programma il film “Il terzo uomo“ che illustra la difficile vita nella città nel primo dopoguerra.

Martedì mattina nel percorso in metropolitana e bus, Hans ne approfitta per raccontarci le vicissitudini post-belliche della città che vide la smilitarizzazione degli alleati solo nel 1955 e poi restò obbligatoriamente estranea sia al Patto di Varsavia che alla Nato. Una specie di zona franca insomma, nel centro dell’Europa. Per stamane abbiamo la visita allo Schonbrunn, residenza estiva degli Asburgo e al magnifico parco circostante che ospita tra l’altro uno zoo. Esso è quindi la meta dei ragazzi più piccoli, mentre mio figlio Paolo ed io preferiamo la visita agli appartamenti reali. Infine saliamo sul trenino che fa il periplo del parco

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