Basilicata e Puglia... per caso

Metti un anniversario di matrimonio. Metti che eravamo a metà strada rispetto a quando siamo a casa. Metti che non c’eravamo mai stati insieme… Ed ecco che ottieni una prenotazione pressoché all’ultimo minuto per andare il Basilicata e Puglia per ...

  • di Shinya
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Siamo partiti intorno alle 03:30 del mattino da Terni e in circa cinque ore e mezza siamo giunti a Castelmezzano (Basilicata), la prima tappa del nostro viaggio. L’avevamo visto in foto tante volte e dal vivo ne abbiamo avuto la conferma: sembra un Presepe. Un presepe bellissimo, sul costone della montagna, che ti lascia a bocca aperta. Dopodiché siamo montati di nuovo in macchina e con un’oretta circa siamo giunti a Pietrapertosa (Basilicata). Era il secondo paese-presepe che volevamo vedere, e ammirarlo dalla terrazza, con le punte delle montagne praticamente sopra la testa, è stato emozionante.

A quel punto ci siamo spostati a un’altra oretta e un quarto di distanza e abbiamo raggiunto Craco (Basilicata), il Paese Fantasma. Questo borgo infatti è stato fatto evacuare anni fa a causa di alcune frane e terremoti avvenuti in paese, che poi lo hanno portato allo stato di abbandono e rovina per molti anni. Solo di recente è stato preso in mano da una cooperativa locale (CracoMuseum) che si occupa non solo di salvaguardarlo e rimetterlo in sesto, ma anche e soprattutto di accompagnare i turisti a visitarlo in tutta sicurezza. È quello che abbiamo fatto noi: 10,00€ di biglietto a persona, caschetto in testa e via, a scarpinare sotto il sole cocente insieme ad un’altra quindicina di persone a visitare il paese. La visita ci è piaciuta molto, la nostra guida è stata incredibilmente esaustiva e ci ha raccontato anche molti aneddoti interessanti come quello che riguarda la Chiesa: anni fa, gli abitanti dei paesi vicini, vedevano in piena notte delle luci fluttuare attraverso il paese. Molti credevano che erano storie narrate dai genitori ai figli per spaventarli e impedire loro di andare in paese rischiando di farsi male. Solo anni dopo si è scoperto che in realtà erano delle Sette che andavano a Craco a fare i loro rituali. Sono stati ritrovati anche alcuni teschi e diverse ossa nella chiesa, presumibilmente sottratti dalle tombe del vicino cimitero che avvalorano questa tesi. Comunque mentre siete a Craco ricordatevi una cosa: cercate gli asinelli! Ci vive infatti una famigliola di asinelli che si nasconde tra le camere abbandonate e all’interno delle ex stalle. Noi siamo riusciti a vederli tutti e tre e sono adorabili. Quindi siamo risaliti in macchina e con un’altra ora e mezza siamo giunti al Belvedere di Murgia Timone, fermandoci in più tappe, per ammirare lei, la città che ci ha spinti a prenotare questo viaggio e a cui cinque anni fa avevamo già dovuto rinunciare: Matera (Basilicata).

È impossibile spiegare a parole quanto sia magicamente bella Matera. Che si ammiri da lontano o ci si cammini in mezzo, Matera ha un fascino che nessun’altra città nel mondo ha. Vuoi per la conformazione, per la pietra di cui è costituita, i suoi Sassi, per la posizione o l’incredibile storicità che si respira osservandola; fatto sta che Matera è quella che si può definire senza ombra di dubbio un gioiello italiano. Dopo averla ammirata e fotografata in ogni angolazione da lontano, siamo saliti di nuovo in macchina e in circa mezzora siamo arrivati in città. Lì abbiamo aspettato il signore dell’hotel che ci avrebbe ospitato, Guido, per condurci al parcheggio e quindi alle camere. Infatti l’hotel scelto, il “SAXUM Caveoso” i>si trova proprio nel Sasso Caveoso ed è impossibile accedervi con la macchina senza un permesso. Questo tuttavia non è stato assolutamente un problema perché il proprietario è stato gentilissimo e oltre a venirci a prendere, ci ha anche fatto fare un giro in macchina indicandoci i punti panoramici migliori, le cose da non perdere, le botteghe artigianali (quelle vere, non quelle commerciali) e i ristoranti migliori. Quindi ci ha accompagnati nella nostra camera che, oltre a essere molto carina e spaziosa, aveva un panorama dalla finestra impareggiabile su tutta la zona del Sasso Caveoso di Matera, zona che ci ha tenuti impegnati durante la giornata. Rinfrescata veloce e via, siamo usciti cartina alla mano (dataci sempre da Guido) dalla stanza, girato a destra e dopo neanche due metri siamo giunti alla prima tappa: la Casa Cisterna (2,00€ a persona). Si tratta di un’abitazione tipica come ce ne sono poche altre in città, che però ha la particolarità di aver mantenuto all’interno l’impianto per la raccolta dell’acqua piovana nelle sue condizioni originali e tutt’oggi funzionante. È stata una visita molto interessante, con una voce registrata che descriveva i vari ambienti, e tra i vari arredi c’era anche uno dei timbri del pane, oggetti tipici che venivano usati da ogni famiglia come identificazione personale per il pane da ritirare al forno

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