In Camper verso Amsterdam

2000 chilometri on the road per visitare la capitale olandese

  • di gioh2ow
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Partenza ore 6.30, e già qui i meno temerari avrebbero abbandonato l’impresa. Cibo, vestiti, l’essenziale è già stato caricato giorni prima, con la portentosa abilità che solo Tetris può insegnare. Tutto è pronto, siamo pronti... siamo pronti? Certo! Imbocchiamo la strada e dopo 10 minuti di strada l’immancabile dilemma: ma l’antifurto lo abbiamo inserito?!

Le ore di viaggio sono state lunghe, e monotone finchè una spia, ha riacceso gli animi... soprattutto quello del conducente: RISERVA. Tra il panico generale dato oltre che dal fatto che eravamo imbottigliati nel traffico tedesco, era che l’italiano lo si parla solo in Italia. Ora, provate a spiegare in italiano gesticolante ad un tedesco dove si può trovare un benzinaio… per fortuna la coesione tra automobilisti si fa sentire, si tra AUTOmobilisti, i camperisti riescono a trattare solo con i camionisti, nel nostro caso lui era di origine sconosciuta ma dall’accento suppongo Sud Americano, parlava Inglese tanto quanto noi e nel discorso infilava parole tedesche e qualche stereotipo italiano: ciao, bonnasera, pasta. Eh sì... pasta. Dopo le indicibili trafile per trovare un benzinaio siamo arrivati ad Adenau, un piccolo paesino vicino al circuito del Nürburgring, delizioso, grandi campi gialli con vista sulle pale eoliche, e alti boschi di abeti. Insomma, un paradiso sostenibile, peccato che ha circa 30 km ci fossero le centrali nucleari. Impressionanti tanto erano simili a quelle dei Simpson. Abbiamo così raccattato il quarto membro dell’ equipaggio; per cena una grigliata con sottofondo di motori rombanti, la carne era ottima, ma si sa... patate, carne e birra la Germania è la migliore.. E dai concedetemeli due stereotipi anche a me. Una cosa che non posso assolutamente tralasciare è che lì, la birra costa meno dell’acqua! In un bar se compri una birra la paghi circa due euro e trenta, se restituisci in bicchiere, ti ridanno due euro, te li ridanno, affascinante, soprattutto il commento del ragazzo che me lo ha raccontato dopo aver visto la mia faccia: “guarda che è una cosa normale”; lo so, cari Tedeschi, che per voi è una cosa normale, ma per noi... ahimè è ancora una cosa incredibile.

Finalmente si riparte! Tre ore di viaggio per arrivare alla capitale del divertimento... o forse era di qualcos’altro... comunque Amsterdam. Paesaggi stupendi, sterminati, grandi pianure, tulipani, tante persone in bicicletta, e poi un sento si familiarità, quasi casa, quasi Italia : tutti senza casco in moto, motorini che circolavano sulle piste ciclabili, fantastico vedere come cose tanto strane per noi, per un’ altro sono assolutamente ordinarie, quotidiane.

Parcheggiato il Camper in un’ area di sosta affianco ad un grande Festival di musica tecno, siamo usciti per le strade, gente che urlava che ballava che vomitava anche, beh ragazzi, è Amsterdam non fate gli schifati, gente davvero di ogni forma e dimensione e colore e odore, tutti li solo per quella città piena di vita e così internazionale che non vorresti lasciarla mai. Abbiamo fatto i soliti tour da turisti, e ovviamente i maschi del gruppo DOVEVANO ASSOLUTAMENTE andare nel quartiere al luci rosse. Caratteristico, lo ammetto, però diciamo lontano dai miei canoni di bellezza. Abbiamo percorso il canale principale e ci siamo fermati a mangiare questo particolare panino, che consiglio a tutti di provare: sardine cipolle e cetriolini, con l’ aggiunta di una salsa particolare che rende il tutto vergognosamente buono, vergognosamente non è un termine usato a caso, lo giuro, perché dopo averlo visto mangiare dai miei compagni, vergognoso è l’unica parola associabile. Continuando sul filone gastronomico, abbiamo anche mangiato i Bagels, gustosi panini a forma di anello, sono quei particolari cibi che anche se ne mangi cento ne vorresti sempre un’ altro. Davvero superbi. Nel nostro tour non poteva mancare la visita ai parchi e al museo di Van Gogh, belli per chi ama l’ arte, meno per che odia camminare. Il meglio di tutta la vacanza è stato rilassarsi nel parco affianco al museo, per intenderci quello con la famosa scritta “ I am Amsterdam” , c’era un’ aria di pace, e di gioventù che ci ha risanato quasi. Molti artisti di strada cantavano, ballavano, ne ho incontrano uno che addirittura suonava il violoncello.

Per concludere vorrei solo dire che il ritorno in camper è andato bene, che è durato dieci ore che siamo sani e salvi e che arrivati a casa eravamo felici, ma sicuramente malinconici per aver lasciato quei posti cosi diversi dai nostri, così all’ avanguardia e non ci resta altro da fare che sperare di ritornarci presto.

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