Da Cracovia ad Atene on the road: un incredibile gran tour dell’Europa

Circa 2.400 chilometri, dalla Polonia alla Grecia. Una scommessa: niente auto, solo mezzi pubblici in compagnia delle persone locali. Ci siamo riusciti

  • di Giacomo Giglio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Diciamo la verità: oggigiorno è sempre più difficile sentirsi Bruce Chatwin. Ogni angolo del mondo è ormai scoperto, tanto più nella nostra Europa.

Eppure, anche in assenza del brivido della scoperta, si può concepire un’esperienza di viaggio che vada oltre il luogo comune e la banalità del turismo di massa, ma senza per questo rinunciare alle mete classiche? Un viaggio che fosse una metafora dell’Europa di oggi: ecco l’obiettivo.

Quando ho pensato a questo viaggio, mi sono detto: non può non finire ad Atene, laddove la cultura europea è fiorita e rischia ora di morire, e non può che iniziare dalla scintillante Cracovia, capitale culturale della Polonia, che è lontana – non solo geograficamente, ma anche socialmente – dai malanni ellenici.

In mezzo abbiamo toccato Bratislava, capitale in ascesa della Repubblica Slovacca. E poi una delle città più visitate d’Europa: Vienna, con il suo impressionante patrimonio culturale.

Siamo scesi poi di colpo verso i Balcani: Belgrado, crocevia tra Occidente ed Oriente, capitale delle contraddizioni europee, con tutto il suo pesante bagaglio storico di guerre e incomprensioni etniche.

E poi giù, ancora, verso la Macedonia e la sua capitale Skopje: ancora misconosciuta e per questo intrigante.

Infine: la Grecia, ma non la “classica” Grecia di Santorini e Mykonos. Si va nell’orientaleggiante Salonicco, con il suo mare ancora poco frequentato, e i suoi monumenti bizantini. E poi tutta dritta verso le Meteore: forse uno dei luoghi più emozionanti del viaggio. E, ciliegina sulla torta, Atene: una chiusura degna di un grande viaggio.

Circa 2.400 kilometri. Una scommessa: niente auto, solo mezzi pubblici in compagnia delle persone locali. Ci siamo riusciti. Di seguito il racconto più dettagliato.

CRACOVIA

Atterrati nel primo pomeriggio con vettore rigorosamente low-cost, ci siamo diretti verso il centro con il comodo servizio navetta effettuato dal bus 208, che collega l’aeroporto Giovanni Paolo II con la stazione ferroviaria (Dworzec Glowny, in polacco). Le nostre 3 notti nella città polacca sono scivolate piacevolmente anche grazie all’ottimo albergo “Hostel Brama”, prenotato via internet, che ci ha offerto una camera più che dignitosa, nella via centrale della città (Ulica Florianska) per un prezzo quasi ridicolo. La caratteristica principale di Cracovia, che apprezzo ogni volta che ci torno (e sono già due), oltre alla sua economicità (è possibile veramente mangiare abbastanza bene con pochi soldi), è la compattezza del suo centro: un quadrato al centro del quale si staglia la Rynek Glowny, la famosissima Piazza del Mercato. Proprio Rynek è il punto di riferimento per ogni viaggiatore: là convergono non solo i venditori ambulanti e le carrozze con i cavalli, ma è presente anche la bellissima cattedrale della città. E’ difficile descrivere a parole la bellezza della sua volta affrescata, solo entrando potrete rendervene conto. Dalla Piazza del Mercato è un gioco da ragazzi raggiungere il complesso reale del Wavel, la residenza della dinastia polacca dei Jagelloni. Si tratta del “cuore della Polonia”: il luogo in cui si concentra l’identità della nazione. Oltre alle camere reali di pregevole fattura, la visita al Wavel sarebbe incompleta se si rinunciasse alla visione del capolavoro di Leonardo da Vinci, il dipinto “La dama con l’ermellino”, custodito all’interno del palazzo.

Dal Wavel è possibile fotografare alcuni fantastici panorami, grazie anche al fiume Vistola, le cui anse sono visibili dalla sommità delle torri del castello reale: con l’equivalente di pochi euro è possibile vedere la città dal fiume e godersi qualche ora di relax

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