Viaggio itinerante in bici

La Monaco-Venezia, una ciclovia che promette mari e monti

  • di cappellaccio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

La ciclovia Monaco-Venezia combina il piacere di pedalare sfiorando laghi dai riflessi cristallini e fiumi come l’Isar, l’Inn, la Rienza, il Piave e il Sile, con l’emozione di valicare le Alpi partendo dalla Baviera, attraversando il Paese di Mozart, passando per Dobbiaco, Conegliano, Treviso e giungendo alla perla dell’Adriatico, Venezia.

Più o meno così recita la pagina web ufficiale del percorso. Ma la mia esperienza reale comincia con una parola spaventosa: attentato. So che questo vocabolo stona come una bestemmia in chiesa se parliamo di vacanze. Soprattutto quando viene pronunciata al telegiornale la sera prima della partenza. Specialmente se il fattaccio è avvenuto proprio nella città in cui uno deve recarsi l’indomani. Roba da mettersi a sbattere la zucca nello spigolo del tavolo... Che è di legno e serve per fare gli scongiuri alla maniera nordica. La notte mi rigiro all’infinito nel letto, come se stessi sui carboni ardenti.

Quando attorno alle quattro e mezza di pomeriggio il treno mi deposita alla München Hauptbahnhof sono una sonnambula che non prova alcun desiderio di sporgere la testa fuori dal vagone dell’Intercity proveniente da Verona e il tempo non infonde letizia: l’asfalto luccica con nerezza di serpente e dal cielo bigio cadono dei goccioloni che non invogliano certo ad andare in giro. Spiego a un tassista turco, in un tedesco claudicante, che vorrei essere accompagnata all’hotel Bauer e lì una teutonica, dal gabbiotto della reception, lancia un assolo nella lingua di Angela Merkel, perché l’inglese manco lo mastica. Le sue domande restano inevase finché non mi mostra una frase scritta: vuol sapere se faccio parte del gruppo “Feuer und Eis”, fuoco e ghiaccio. Io non ne ho idea, penso proprio di no. Ma al termine del viaggio dovrò ricredermi. Aveva ragione lei, solo che i termini erano invertiti. Da Bad Tölz a Lenggries, da Vipiteno a Fortezza, da Brunico a Villabassa e da Dobbiaco a Cortina rabbrividirò e avrò come compagna invadente la pioggia; al Passo Cimabanche sarò circondata da maestosi coni innevati e il freddo mi attanaglierà fino a Pieve di Cadore, mentre un caldo rovente mi soffocherà nella Pianura Veneta, obbligandomi a muovermi al ralenti.

1° Tappa: Monaco – Bad Tölz, circa 60 km

Al mattino le nuvole si sono ritirate e il sole splende su un paesaggio rorido e abbagliante. Salto in sella e mi do una sciacquata di bocca di Marienplatz, dove i turisti hanno già preso a vociare come faraone e a spostarsi a branchi con i cellulari e i tablet spianati per eternare il Neues Rathaus e la fontana del pesce (Fischbrunnen). Dilaga anche l’epidemia dei selfies con lo sfondo del municipio vecchio, ossia l’Altes Rathaus, in stile neogotico. Ovviamente pure io sono in balia della tirannia delle foto e mi metto di vedetta per attendere che qualcuno sia disposto ad immortalarmi davanti alla Mariensäule, la colonna eretta nel 1638 per celebrare la vittoria sugli svedesi durante la Guerra dei Trent’anni.

Poi, con le mani sudate per l’agitazione strette al manubrio del mio marchingegno a due ruote, me ne sto sulle soglie dell’Isartor di Monaco

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Commenti
  1. davovad
    , 21/3/2018 14:13
    Scusa, perché hai dovuto specificare "itinerante"? Che io sappia é impossibile un viaggio in bici "statico"...

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