Viaggio in solitaria nel Sud-Est asiatico

Informazioni pratiche per un tour di un mese alla scoperta delle località più turistiche

  • di JKaci
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Il mio viaggio parte da Luang Prabang per poi scendere sempre più a sud e sempre più al caldo. Ho deciso in questo primo viaggio nel Sud-est asiatico di visitare i luoghi più turistici per poi dedicarmi a quelli più remoti in un prossimo viaggio.

Prima di partire mi sono assicurato con Columbus, fortunatamente non mi è mai servito ma consiglio a chiunque di prendere sempre l’assicurazione per viaggi oltreoceano ed informarsi bene sui paesi che si visitano prima di partire. Tutti gli alloggi sono stati presi prima della partenza su booking.com, preferisco averli prenotati in maniera da non perdere tempo a cercare e a preoccuparsi su dove si dormirà.

8 Gennaio: Doah

Parto da Napoli alle 12,00 con Fiumicino Express. Ora la maniera più veloce ed economica di arrivare in aeroporto, 20€ per 3 ore di viaggio con sosta a Caserta Nord e Ciampino prima di arrivare a Fiumicino. Partenza per Bangkok via Doah con Qatar airways a/r 450€ preso 2 mesi prima.

9 Gennaio: Bangkok

L’aeroporto di Doah è a 5 stelle, supermoderno ed enorme. Arrivo a Bangkok dopo 12 ore di volo complessive all’aeroporto Suvarnabhumi. Dopo la lunga fila per l’immigrazione ottengo il visto turistico per un mese (Scadenza 7 febbraio). All’uscita 7 c’è un trasfert gratuito per l’altro aeroporto (Don Muang), basta dimostrare di avere un volo da là anche il giorno dopo. In 40 minuti senza traffico arrivo al Don Muang dove prendo il taxy per l’Hoppers hostel a circa 1,5km dall’aeroporto. Costringete ad accendere il tassimetro o pattuite un prezzo onesto dato che tendono sempre ad approfittarsene, se era per lui avrei pagato 500 bath ma in realtà ne ho pagati 100.

10 gennaio: Luang Prabang

Hoppers hostel ha il trasfert privato per l’aeroporto pattuito l’orario il giorno prima. Partenza per Luang Prabang alle 10,30 con AirAsia pagato 38€ (preso sempre due mesi prima). In un paio d’ore siamo nella vecchia capitale del Regno di Un Milione di Elefanti. Dopo una fila di 30minuti ricevo il mio visto per il Laos al costo di 27 dollari, in caso non avessi avuto due fototessera avrei dovuto pagare 8 dollari in più. Il tempo non è stato dei migliori nei 3 giorni spesi in questa città, al mio arrivo c’erano 15 gradi e tempo nuvoloso. Il taxi, trattando un po’ sul prezzo, per 7 dollari mi accompagna in centro insieme ad altri turisti. Il Laos fin da subito ti da un forte senso di ruralità e immediatamente capisci che i paesaggi di questo paese sono davvero unici. Il Downtown hostel è nel pieno centro della città anzi nel bel mezzo del mercato mattutino (foto1)

Si nota subito l’architettura coloniale francese, alcuni palazzi (mai più di due piani) ti lasciano senza parole. Ma Luang Prabang è famosa per i suoi templi e già nel mio primo giro perlustrativo della città posso vederne alcuni con tanto di giovani monaci. Famosissima e consigliatissima dalla Lonely planet è la cerimonia dell’ elemosina che si tiene all’alba, dove la gente locale dona ai monaci e dove i turisti koreani puntano i loro flash a 3 cm da quest’ultimi. Prenoto un tour escursionistico con la DiscoverygreenLaos conosciuta tramite internet per quando sarò a Vang Vieng, prossima tappa in Laos e mangio al Bouang ,un ristorantino abbastanza turistico conosciuto su tripadvisor, con una buonissima ed economica cucina Lao (dove tornerò anche l’ultima sera).

11 Gennaio: Luang Prabang

L’influenza francese si sente subito in una delle tante caffetterie di Luang Prabang dove mangio un croissant alle mandorle che neanche a Parigi. Elencare tutti i fantastici templi sparsi per la città sarebbe inutile ma sicuramente bisogna soffermarsi sul Wat Xieng Thong, un trionfo d’oro (foto2)

Approfittare dei tanti centri massaggi in città è d’obbligo, la mia scelta ricade sulla Spa Burasari molto professionali. Scelgo il massaggio tradizionale Lao per 35 dollari, durata di un’ora con meno pressioni rispetto al massaggio Thai ma ugualmente efficace. La sera sul lungofiume ci sono 5 ristoranti tutti vicini, comprensibilmente i due segnalati dalla lonely planet erano superaffollati mentre gli altri erano accessibili. La mia scelta è stata il Bamboo Tree,e dopo il confronto con altri turisti (che avevano provato i locali segnalati dalla guida) sulla qualità ed i prezzi la mia scelta si è dimostrata senza dubbio la migliore. Il piatto Lao era molto gustoso con tre tipi di carne, due salse, verdure, sticky rice nero e riso croccante (foto3)

12 Gennaio: Luang Prabang

Prenotato il giorno prima, tramite hotel, un tour alle grotte Pak Ou e alle fantastiche cascate Kuang Si. Oltre alla Greendiscovery (abbastanza cara) non ci sono altre agenzie di cui mi fido particolarmente quindi decido di affidarmi al mio hotel che propone come tutti gli altri hotel del centro diversi tour nei dintorni di LP. Per 15 dollari farò un giro in barca sul Mekong fino a un villaggio dove la gente locale vende vestiti, accessori e whishey di riso insieme a una ragazza americana (foto 4)

Poi unendoci con un altro gruppetto che arrivava al villaggio in elefante rientriamo in barca e arriviamo alle famose grotte (foto 5)

Arriviamo su un’altra sponda del Mekong per il pranzo, pasto a buffet molto abbondante con anche il pesce gatto (tra i cibi più cari perché difficile da pescare), dove sono parcheggiati gli elefanti, sono molto contento di non aver scelto il tour con loro perché sembrano non essere trattati benissimo (foto 6)

Prendiamo quindi il minivan che in un’ora ci porterà alle cascate, posto assolutamente indescrivibile di selvaggia bellezza anche con le miriadi di turisti giapponesi e koreani, purtroppo c’è una temperatura di 15 gradi e cielo nuvoloso quindi non è possibile immergersi. All’ingresso c’è una mini riserva dove sono stati piazzati degli orsi tibetani salvati dai bracconieri. È possibile comprare dei souvenir per aiutare questi bellissimi animali (foto 7)

Ceno di nuovo al Bornuan, covo di viaggiatori solitari dove conosco Laura spagnola di Madrid che ha già attraversato la birmania prima di arrivare in Laos. La vita notturna in Laos non è così sfrenata, solitamente alle 11 chiude tutto, poco male dopo un drink al Ikon con Laura torno stremato in stanza..domani si continua…

13 Gennaio: Vang Vieng

Il bus per Vang Vieng, costato 7 dollari, ha il pick-up in hotel (come sarà per tutti gli altri trasfert di questo viaggio) alle 8.30, dopo aver raccattato tutti i viaggiatori alle 10,10 partiamo col bus dalla stazione posta leggermente fuori città. Gli scenari che si susseguono sono tutti diversi e tutti magnifici, un sali e scendi che in 3 ore ci porta finalmente a Vang Vieng. Appena arrivato sento il forte cambiamento climatico: odore d’estate. Sono in guesthouse stavolta sapendo di dover affrontare varie attività outdoor ho preferito evitare l’ostello.” Molina guesthouse” offre bungalow in legno confortevoli e arieggiati. Confermo il mio tour con la DiscoverygreenLaos per il giorno dopo al costo di 66 dollari (purtroppo ero da solo, essendo un’escursione tosta, se si fossero aggiunti altri partecipanti avrei risparmiato fino a più della metà). Dopo un giro esplorativo con altri viaggiatori sono convinto di essere in un paradiso fragile, e la mia impressione verrà confermata anche nei due giorni successivi. Vang Vieng con il fiume Nam che passa tra fantastiche montagne calcaree è la mecca dell’outdoor dopo essere stato centro di divertimento giovanile estremo. Ora i giovani sembrano più interessati alla natura che ai party, sembrano appunto… basti pensare al tubing: usando ciambelloni galleggianti si passa tra i vari bar sul fiume e si arriva (forse) in centro belli ubriachi. Un paio di giorni prima per questa pratica due ragazzi erano morti andando a finire su delle rocce a tutta velocità

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