Varsavia e Toruń viste da una turista solitaria

Una viaggiatrice solitaria racconta la sua esperienza in Polonia

  • di sekhmet
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Come meta del mio ultimo viaggio in solitaria del 2014 ho scelto la Polonia, proprio perché, della Polonia, prima di partire, sapevo veramente poco e non immaginavo proprio cosa avrei potuto scoprire.

Primo giorno

Zainetto in spalla e trolley in mano sono partita dall’aeroporto di Fiumicino alla volta di Varsavia una domenica non troppo soleggiata di dicembre dall’aeroporto di Fiumicino.

In poco meno di due ore sono atterrata e ho preso il bus 175 che porta proprio nel cuore della città, dove avevo già prenotato un letto in un ostello.

Dopo il check in esco subito alla scoperta della città. Prima tappa: una ex latteria sovietica proprio vicino il Barbacane. Si entra e sembra di essere nella casa di una vecchia zia, con tavolini di legno, piastrelle alle pareti e un alberello di Natale un po’ spoglio. Dando uno sguardo alla cucina vedo delle signore anziane affaccendate nella preparazione dei piatti. Si ordina alla cassa, in questi piccoli ristoranti, anche se le signore con tanto di grembiule che vi fanno lo scontrino non sanno una sola parola di inglese. Non fatevi scoraggiare dalle loro espressioni un po’ seccate, ma sorridete, e vedete come vi verranno incontro per farvi capire cosa c’è nel menù. Con la pancia piena vado nella plac Zamkowy, dove era in corso la cerimonia dell’accensione dell’albero di Natale. Facevo fatica a camminare per quanto era piena di persone che ascoltavano il concerto di una star locale. Un po’ stanca decido di tornare in albergo a riposare: la vacanza era solo all’inizio.

Secondo giorno

Decido di spingermi un po’ alla periferia di Varsavia per visitare il palazzo Wilanow, che di domenica ha l’entrata gratuita. I visitatori possono entrare ogni 30 minuti, e, mi raccomando, non presentatevi all’entrata senza biglietto: dovete prima ritirare il biglietto gratuito all’estremità del parco del palazzo, in una piccola casetta gialla. Dopo aver visitato il palazzo ho visitato anche i giardini, che, anche d’inverno, conservano comunque il loro fascino, specie quando il fiume è ghiacciato e sull’altra sponda ci sono dei pescatori intrepidi che per scaldarsi accendono dei piccoli fuochi. Rientrata a Varsavia con l’autobus n.180 vado a visitare il museo di Chopin, gratuito anche questo di domenica. Al posto del solito biglietto cartaceo ho ricevuto una tessera magnetica che serve per azionare tutte le attrazioni di questo moderno museo multimediale. Si passa dalle semplici cuffie con cui ascoltare le più famose melodie, a vere e proprie scrivanie con sopra dei libri multimediali, a dei “bozzoli” nei quali ascoltare la musica lasciando all’esterno il traffico di turisti. Forse la cosa più poetica di questo museo è una sala dove ci sono dei cassetti da aprire, che contengono letteralmente musica (aprendo i cassetti viene azionata la musica). Uscita da questo museo decido di andare nel piccolo mercatino di Natale vicino la piazza principale per mangiare qualcosa di tipico: delle piccole formine di formaggio cotte sulla griglia con marmellata di mirtilli rossi, al piccolo prezzo di 3 zloty, cioè poco meno di 1 euro. Finisco la giornata guardando il muovere in tondo dei pattinatori sulla pista di ghiaccio allestita in Rynek Starego Miasta.

Terzo giorno

Mi sveglio di buon’ora per andare a vedere un museo un po’ distante dal centro città, ma facilmente raggiungibile a piedi, il museo dell’Insurrezione di Varsavia. Anche questo, come il museo di Chopin, non è il solito, a volte triste, museo pieno di cimeli. Qui verrete catapultati nel vivo della guerriglia, con tanto di bombe esplose, aeroplani che sembrano volare proprio sopra le vostre teste e grida di terrore. Passerete tra i vicoli distrutti della città e vi muoverete nella ricostruzione dei tunnel segreti. Poi per solo un euro in più potrete visionare il breve filmato in 3d che vi farà volare sui resti di una Varsavia completamente distrutta. L’esperienza vissuta in un questo museo può essere a tratti angosciante e claustrofobica, ma è comunque da visitare se ci si trova a Varsavia, per capire la storia della città. Poco distante da questo museo c’è il cimitero ebraico. L’entrata costa 5 zloty e ci si ritrova quasi in un vecchio film horror, con tanto di lapidi un po’ verdi per il muschio e per il tempo che passa e la leggera nebbiolina invernale.

Per riprendermi da queste due forti esperienze mi sono catapultata su un a delle vie principali, Krakowskie Przedmieście, per ritornare verso il centro della città, e il sorriso mi è tornato guardando le magnifiche luminarie della città. La mia pancia brontolava un po’ per cui ho deciso di andare in uno dei ristoranti della catena Zapiecek, con cameriere in costumi tipici e il menù pieno di pierogi (pasta simile ai nostri ravioli) cotti in ogni modo e con qualunque tipo di ripieno, dolce e salato.

Quarto giorno

Prima tappa della giornata: il piccolo museo di Giovanni Paolo II, poco distante dal teatro di Varsavia, nel retro di una banca

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Commenti
  1. Bartek
    , 8/5/2015 14:09
    Ciao,

    grande articolo! siete invitati a visitare la città Danzica,

    www.airbnb.it/rooms/4591455
    https://www.facebook.com/pages/Ogarna-Apt/605408609581803
  2. Annina 1
    , 1/2/2015 09:23
    Io parto fra 10 giorni per Varsavia e Cracovia!faro' tesoro del tuo diario

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