Quando i sogni diventano realtà: Polinesia Francese

Attraverso la scoperta di sei splendide isole polinesiane abbiamo coronato il sogno del nostro viaggio più bello: la luna di miele. La Polinesia non è solo mare cristallino e paesaggi da togliere il fiato, è anche una terra da scoprire ...

  • di Flazzina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

La Polinesia non è solo mare cristallino e paesaggi da togliere il fiato, è anche una terra da scoprire sia dal punto di vista delle prelibatezze culinarie, a noi quasi del tutto sconosciute, che dal punto di vista della gente sempre pronta ad accoglierti con un sorriso.

Una notte di dicembre, sotto il cielo stellato di Kiruna (per chi non la conoscesse è una piccola località del nord della Svezia circa a 100 km oltre il circolo polare artico) apparve in tutto il suo splendore l’aurora boreale, Francesco si inginocchiò e con la voce emozionata mi chiese di sposarlo. Ebbe inizio così la tanto attesa organizzazione del matrimonio dei nostri sogni e soprattutto l’organizzazione della luna di miele.

Francesco nella coppia è lo specialista in questa attività: è bravissimo nel cercare e trovare combinazioni di volo a prezzi stracciati, nell’utilizzare i diari di viaggio dei tpc per rubare informazioni essenziali sulle nostre mete e anche in quest'occasione il compito è stato attribuito a lui.

Il primo passo è stato scegliere la meta... non credo siano trascorsi più di cinque minuti e dalle nostre bocche è uscito all’unisono “Polinesia Francese”. È da sempre stato il nostro sogno e finalmente il 12 giugno 2017 si è realizzato. Quel giorno partenza all’alba dalla nostra casa in Franciacorta per recarci all’aeroporto di Milano Linate perché il volo sarebbe dovuto partire alle 6:50 per Parigi. Dico “sarebbe dovuto” perché Alitalia ha pensato bene di giocarci un brutto scherzetto... per problemi agli impianti dell’aeromobile ci hanno sbarcato e imbarcato su un altro aereo accumulando 2 ore di ritardo sull’orario di partenza (avevamo 3 ore di scalo). Giunti a Parigi CDG abbiamo iniziato a correre per l’aeroporto alla ricerca del nostro terminal senza per altro accorgerci della presenza del bus che offre il servizio gratuito di trasferimento. Arriviamo sfiniti al gate dopo parecchi minuti di corsa sfrenata e fortunatamente l’imbarco era ancora aperto, quindi siamo riusciti a salire sul nostro volo, meno male! Dopo circa 21 ore di volo e 2 ore di scalo tecnico a Los Angeles atterriamo finalmente a Papeete sull'isola di Tahiti. Era già sera pertanto, dopo l’accoglienza del tour operator tahitiano, siamo stati trasferiti al nostro piccolo hotel poco distante dalla città.

TAHITI

Il mattino seguente, dopo una nottata di meritato riposo che ci ha permesso di superare la stanchezza per le 12 ore di jet lag, ci siamo svegliati presto ed abbiamo visitato il centro di Papeete. La prima tappa, dopo aver cambiato i nostri euro in franchi polinesiani, è stata il Marché de Pape’ete ovvero il mercato dove si possono acquistare pareo, collane di conchiglie, cappelli di paglia, prodotti ortofrutticoli locali, carne e pesce e dove è possibile fare uno spuntino nelle piccole bancarelle di cibo da asporto. Non lontano dal mercato si trova la cattedrale Notre-Dame (niente a che vedere con l’omonima parigina, ma comunque degna di una visita). Esaurito il tempo a nostra disposizione torniamo al nostro hotel dove il proprietario ci attende per accompagnarci all'aeroporto: prossima tappa Maupiti.

MAUPITI

Trascorsa circa un’oretta sul piccolo aereo della airtahiti con soltanto 42 posti atterriamo su una striscia di corallo che affiora dal mare ed il ragazzo della nostra pensione con gli occhi sorridenti ci mette al collo la tradizionale ghirlanda di benvenuto fatta con tiare, le tipiche gardenie. Ci è bastato questo per capire che poteva essere solo la Polinesia Francese la meta adatta per la nostra luna di miele. Dopo pochi minuti di navigazione raggiungiamo la nostra pensione, il le kuriri, gestita da una coppia di francesi che fortunatamente parla bene l’inglese. Il rischio infatti sulle isole meno turistiche della Polinesia è quello di trovarsi in una pensione familiare dove parlano solo francese. Ci fanno accomodare nel nostro bungalow collocato nel giardino di palme di cocco e a pochi passi dalla spiaggia. Giusto il tempo di lasciare le valigie e di infilarci il costume e ci incamminiamo lungo la costa. La nostra pensione si trova sul Motu Tiapaa, un isolotto situato all’interno della laguna pertanto la nostra passeggiata è stata relativamente breve ma ci ha offerto dei paesaggi strepitosi, spiagge di sabbia bianchissima, acqua trasparente, piccoli squaletti pinna nera che nuotavano vicino a riva e un tramonto fra i più belli mai visti fino ad allora. La giornata si conclude con la cena insieme agli altri ospiti della pensione che pur non parlando bene in inglese ci hanno raccontato alcune loro esperienze di viaggio. Andiamo a letto presto, cosa che faremo praticamente per tutto il nostro viaggio, abituandoci ai ritmi polinesiani: sveglia quando sorge il sole intorno alle 6 ed a letto poche ore dopo il tramonto

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