Partenza il 12/6/2017 · Ritorno il 1/7/2017
Viaggiatori: 2 · Spesa: Oltre 3000 euro

Quando i sogni diventano realtà: Polinesia Francese

di Flazzina - pubblicato il

La Polinesia non è solo mare cristallino e paesaggi da togliere il fiato, è anche una terra da scoprire sia dal punto di vista delle prelibatezze culinarie, a noi quasi del tutto sconosciute, che dal punto di vista della gente sempre pronta ad accoglierti con un sorriso.

Una notte di dicembre, sotto il cielo stellato di Kiruna (per chi non la conoscesse è una piccola località del nord della Svezia circa a 100 km oltre il circolo polare artico) apparve in tutto il suo splendore l’aurora boreale, Francesco si inginocchiò e con la voce emozionata mi chiese di sposarlo. Ebbe inizio così la tanto attesa organizzazione del matrimonio dei nostri sogni e soprattutto l’organizzazione della luna di miele.

Francesco nella coppia è lo specialista in questa attività: è bravissimo nel cercare e trovare combinazioni di volo a prezzi stracciati, nell’utilizzare i diari di viaggio dei tpc per rubare informazioni essenziali sulle nostre mete e anche in quest'occasione il compito è stato attribuito a lui.

Il primo passo è stato scegliere la meta... non credo siano trascorsi più di cinque minuti e dalle nostre bocche è uscito all’unisono “Polinesia Francese”. È da sempre stato il nostro sogno e finalmente il 12 giugno 2017 si è realizzato. Quel giorno partenza all’alba dalla nostra casa in Franciacorta per recarci all’aeroporto di Milano Linate perché il volo sarebbe dovuto partire alle 6:50 per Parigi. Dico “sarebbe dovuto” perché Alitalia ha pensato bene di giocarci un brutto scherzetto... per problemi agli impianti dell’aeromobile ci hanno sbarcato e imbarcato su un altro aereo accumulando 2 ore di ritardo sull’orario di partenza (avevamo 3 ore di scalo). Giunti a Parigi CDG abbiamo iniziato a correre per l’aeroporto alla ricerca del nostro terminal senza per altro accorgerci della presenza del bus che offre il servizio gratuito di trasferimento. Arriviamo sfiniti al gate dopo parecchi minuti di corsa sfrenata e fortunatamente l’imbarco era ancora aperto, quindi siamo riusciti a salire sul nostro volo, meno male! Dopo circa 21 ore di volo e 2 ore di scalo tecnico a Los Angeles atterriamo finalmente a Papeete sull'isola di Tahiti. Era già sera pertanto, dopo l’accoglienza del tour operator tahitiano, siamo stati trasferiti al nostro piccolo hotel poco distante dalla città.

TAHITI

Il mattino seguente, dopo una nottata di meritato riposo che ci ha permesso di superare la stanchezza per le 12 ore di jet lag, ci siamo svegliati presto ed abbiamo visitato il centro di Papeete. La prima tappa, dopo aver cambiato i nostri euro in franchi polinesiani, è stata il Marché de Pape’ete ovvero il mercato dove si possono acquistare pareo, collane di conchiglie, cappelli di paglia, prodotti ortofrutticoli locali, carne e pesce e dove è possibile fare uno spuntino nelle piccole bancarelle di cibo da asporto. Non lontano dal mercato si trova la cattedrale Notre-Dame (niente a che vedere con l’omonima parigina, ma comunque degna di una visita). Esaurito il tempo a nostra disposizione torniamo al nostro hotel dove il proprietario ci attende per accompagnarci all'aeroporto: prossima tappa Maupiti.

MAUPITI

Trascorsa circa un’oretta sul piccolo aereo della airtahiti con soltanto 42 posti atterriamo su una striscia di corallo che affiora dal mare ed il ragazzo della nostra pensione con gli occhi sorridenti ci mette al collo la tradizionale ghirlanda di benvenuto fatta con tiare, le tipiche gardenie. Ci è bastato questo per capire che poteva essere solo la Polinesia Francese la meta adatta per la nostra luna di miele. Dopo pochi minuti di navigazione raggiungiamo la nostra pensione, il le kuriri, gestita da una coppia di francesi che fortunatamente parla bene l’inglese. Il rischio infatti sulle isole meno turistiche della Polinesia è quello di trovarsi in una pensione familiare dove parlano solo francese. Ci fanno accomodare nel nostro bungalow collocato nel giardino di palme di cocco e a pochi passi dalla spiaggia. Giusto il tempo di lasciare le valigie e di infilarci il costume e ci incamminiamo lungo la costa. La nostra pensione si trova sul Motu Tiapaa, un isolotto situato all’interno della laguna pertanto la nostra passeggiata è stata relativamente breve ma ci ha offerto dei paesaggi strepitosi, spiagge di sabbia bianchissima, acqua trasparente, piccoli squaletti pinna nera che nuotavano vicino a riva e un tramonto fra i più belli mai visti fino ad allora. La giornata si conclude con la cena insieme agli altri ospiti della pensione che pur non parlando bene in inglese ci hanno raccontato alcune loro esperienze di viaggio. Andiamo a letto presto, cosa che faremo praticamente per tutto il nostro viaggio, abituandoci ai ritmi polinesiani: sveglia quando sorge il sole intorno alle 6 ed a letto poche ore dopo il tramonto.

Il giorno successivo decidiamo di visitare l’isola principale noleggiando due biciclette che ci facilitano il tour completo (circa 9km). Pranziamo nell’unico ristorante dell’isola, il Taona, dove assaggiamo alcuni piatti tipici a base di pesce. Trascorriamo il pomeriggio sulla fantastica spiaggia di Tereia l’unica presente sull’isola, dalla quale raggiungiamo a piedi il motu Auira.

Per il terzo giorno a Maupiti decidiamo di partecipare ad un’escursione con la quale ci accompagnano a fare snorkeling nel giardino di corallo dell’isola dove rimaniamo estasiati dai colori dei coralli e dai pesci che ci nuotano a fianco. Nel pomeriggio ci accompagnano al point Manta dove alcuni gruppi di mante nuotano tranquille sotto di noi e si fanno immortalare dalla nostra fotocamera subacquea.

Trascorriamo infine l'ultima mattinata a Maupiti nella tranquillità della nostra pensione che ci fornisce gratuitamente i kayak con i quali raggiungiamo il motu a fianco, il Motu Pitihahei. Nel pomeriggio il tempo si annuvola ed annuncia un imminente acquazzone, ma a noi poco importa in quanto prendiamo il volo per Raiatea.

RAIATEA E TAHAA

Giunti alla nostra terza tappa polinesiana veniamo trasferiti al nostro hotel, Sunset Beach Motel, dove pernottiamo in un bungalow molto spazioso e dotato di cucina, anche se noi preferiamo uscire a cena. Il ristorante dell’hotel Raiatea Lodge, poco distante, fornisce il servizio di shuttle gratuito, molto comodo visto che in Polinesia i taxi sono carissimi. Assaggiamo per la prima volta il Mahi-Mahi, la lampuga, e subito ce ne innamoriamo... sarà una scelta costante per gran parte delle nostre cene in Polinesia.

Il giorno seguente veniamo trasferiti con lo shuttle gratuito dell’hotel al porto dove ci imbarchiamo sulla crociera Gulliver, organizzata da una coppia di italiani: Michele, che però a causa di un incidente ha dovuto cedere il posto di capitano al polinesiano Christoph, e Ludovica, ottima cuoca e cicerone instancabile grazie ai suoi 14 anni di esperienza in Polinesia. Qui abbiamo conosciuto i nostri compagni di crociera Michele e Laia, un ragazzo italiano ed una ragazza spagnola che vivono a Firenze e che come noi hanno scelto la Polinesia come meta della loro luna di miele. Prima di iniziare la navigazione ci propongono di visitare Raiatea, detta “la sacra”. Ci rechiamo quindi in centro e visitiamo il mercato, una versione ridotta del Marché de Pape’ete dove però Ludovica ha acquistato i prodotti ortofrutticoli polinesiani che ci ha poi cucinato sulla barca permettendoci di conoscere la Polinesia anche dal punto di vista culinario. Prima di pranzo abbiamo raggiunto la zona sud-est dell’isola per visitare il Marae Taputapuatea, il più importante tempio tradizionale polinesiano.

La navigazione ha inizio nel primo pomeriggio durante la quale ci godiamo la veduta delle quattro principali isole sottovento: Raiatea, Tahaa, Huahine e Bora Bora e attracchiamo poco distanti dal Motu Serran nella laguna dell’isola di Tahaa. Ludovica ci prepara un aperitivo che consumiamo godendoci un suggestivo tramonto dietro le vette dell’isola.

La mattina seguente, io e Francesco ci svegliamo presto, prima degli altri compagni di crociera ed in attesa di condividere con loro la colazione ammiriamo l’alba cullati dall’ondeggiare della barca a vela. Un’esperienza impagabile che ci fa innamorare subito della nostra prima avventura in barca. La giornata si caratterizza da una breve navigazione fino al largo del Motu Tau Tau, che raggiungiamo tutti insieme con il tender in quanto in prossimità del motu i fondali sono troppo bassi per poter essere raggiunti con la barca a vela. Trascorriamo la mattinata facendoci trascinare dalla corrente lungo i giardini di corallo considerati tra i più belli se non i più belli in acque basse dell'intera Polinesia. Ci gustiamo poi direttamente sulla spiaggia il poisson cru à la tahitienne, ovvero tonno crudo tagliato a cubetti condito con sale e limone e con l’aggiunta del latte di cocco. Trascorriamo tutto il pomeriggio sul motu tra snorkeling, bagni rinfrescanti e tintarella per poi tornare verso l’ora di cena alla barca per assaggiare un’altra prelibatezza preparata da Ludovica.

BORA BORA

Il giorno successivo facciamo una colazione leggera perchè ci aspettano circa quattro ore di navigazione nell’oceano aperto per raggiungere l’incantevole Bora Bora. Superata la Passe di Tahaa ci rendiamo subito conto della differenza fra la navigazione in laguna e quella in oceano aperto, pertanto per evitare di star male ci sdraiamo a poppa cercando di rilassarci. Poco più tardi eccola, la promessa di una terra delle meraviglie viene istantaneamente mantenuta: scorgiamo una parte degli anelli di motu orlati di sabbia che circondano questa laguna dalle scintillanti acque turchesi, mentre al centro svettano i picchi di basalto ricoperti dalla foresta pluviale. Ancoriamo nel basso fondale nei pressi del Motu Tapu per un tuffo nelle acque cristalline. Lasciamo invece per il giorno successivo lo snorkeling che ci permette di fotografare e filmare alcuni gruppetti di razze che cercano di nascondersi confondendosi con il fondale. Dopo pranzo riprendiamo la navigazione per raggiungere i motu della parte est dell’isola, la zona più bella e dai colori mozzafiato. Superiamo i resort più lussuosi di tutta la Polinesia ed ancoriamo nei pressi del Motu Fanfan che raggiungiamo con il tender. Qui ci divertiamo a fare snorkeling tra i coralli e i pesci variopinti di Bora Bora e con grandissima fortuna incrociamo una famiglia composta da dodici razze leopardo...davvero uno spettacolo! Non ancora contenti (si fa per dire) ci facciamo guidare dall’esperienza del capitano che ci conduce nel sito dove è possibile nuotare con gli squaletti pinna nera e con gli squali limone (ben più grandi dei precedenti) facendoci vivere un’esperienza allo stesso tempo paurosa ed emozionate. L’ultimo giorno della crociera è dedicato alla visita di Vaitape, il principale centro abitato dell’isola per soddisfare la voglia di shopping di noi ragazze (acquistiamo entrambe una perla tahitiana, davvero stupenda). Terminati gli acquisti di souvenir ci trasferiamo alla spiaggia di Matira, l’unica vera spiaggia di Bora Bora con sabbia bianco candida lambita da acque turchesi da fiaba. Ci rilassiamo tutto il pomeriggio perchè alla sera ci aspetta l'aperitivo e la cena al Bloody Mary’s, locale simbolo dell’isola e che ci offre un’esperienza sensoriale: camminare sulla sabbia a piedi scalzi, sedersi su sgabelli di cocco e cenare sotto un tetto di paglia e circondati da piante esotiche.

Terminata la nostra crociera in barca a vela in Polinesia io e Francesco abbiamo deciso di rimanere ancora un giorno a Bora Bora, pertanto ci trasferiamo al Sofitel Private Island, dove ci siamo regalati una notte lussuosa nel bungalow overwater. Il resort gode di ogni confort, il bungalow ci permette di tuffarci nelle acque cristalline senza nemmeno uscire dalla camera e la tranquillità che aleggia nell’isola privata ci fa raggiungere il massimo del relax. La sera, dopo aver cenato nel ristorante del resort, approfittiamo dell’inizio dell’Heiva per assistere alla festa più importante della Polinesia dove si esibiscono i migliori danzatori e cantanti della nazione offrendoci un assaggio della cultura polinesiana.

FAKARAVA

Purtroppo dobbiamo lasciare questo paradiso terrestre, ma ancora non sappiamo che la nostra prossima tappa sarà il luogo che battezzeremo come “il posto più bello del mondo”: Fakarava. Dopo un’ora e mezza di volo ed un’altra ora e mezza di navigazione raggiungiamo la nostra pensione stile Robinson Crusoe, il Raimiti. Da subito ci innamoriamo di questo rifugio romantico, allo stesso tempo primitivo e raffinato, situato su un luogo appartato (non c’era nient’altro nelle vicinanze) privo di energia elettrica (disponibile solo nella zona ristorante, ma solo fino alle 20). Ci sistemiamo nel nostro bungalow fronte oceano illuminato soltanto dalle lampade ad olio e con una grande finestra che ci consente di gustarci l’alba direttamente dal letto. Rapiti dalla bellezza della nostra sistemazione non ci aspettavamo il giorno seguente di fare lo snorkeling più spettacolare di tutta la vacanza. Raggiungiamo in barca la Passe de Tumakohua nei pressi del villaggio di Tetamanu, dove nuotiamo rientrando in laguna. Rimaniamo da subito estasiati dai colori sgargianti dei coralli che sembrano infiniti scendendo verso fondali sempre più profondi, dalla quantità e varietà di pesci che ci nuotano a fianco, dagli squaletti pinna nera che si mostravano nei pressi della riva. In poche ore di nuoto ci rendiamo conto di aver fatto un'esperienza che rimarrà nei nostri ricordi per tutto la vita. Stanchi, ma molto soddisfatti rientriamo alla nostra pensione dove ci aspetta una cenetta squisita a base di pesce e ci addormentiamo presto sicuri che il giorno seguente ci aspetterà un’altra fantastica scoperta. L’escursione del giorno dopo soddisfa, anzi supera le nostre aspettative... ci accompagnano alla famosissima spiaggia Sable Roses (sabbia rosa). Incantati dallo spettacolo che ci troviamo di fronte ci abbandoniamo alla vista delle 50 sfumature di blu che ci circondano e ci lustriamo gli occhi con le pennellate rosa che le onde creano infrangendosi contro la sabbia. Rimaniamo in questo paradiso tutta la giornata cercando di accalappiare ogni singola immagine e di stamparla nella nostra memoria.

La permanenza breve, ma intensa sull’isola di Fakarava giunge al termine, pertanto il giorno seguente prendiamo il volo per Papeete dove abbiamo trascorso gran parte della giornata prima di prendere il traghetto che ci porterà all’ultima tappa della nostra luna di miele. Visto che avevamo già visitato la città il primo giorno decidiamo di noleggiare una piccola auto che ci consente di raggiungere la vicina spiaggia nera a nord dell’isola, suggestivo il colore della sabbia e sempre spettacolare la purezza delle acque.

MOOREA

Gli ultimi due giorni della nostra vacanza li trascorriamo sull’isola di Moorea, l’isola a forma di cuore. Dopo esserci sistemati al Fare Miti, un piccolo hotel dotato di soli otto bungalow con cucina, noleggiamo l’auto e ci dirigiamo verso la parte nord dell’isola. Fiancheggiamo la baia di Opunohu e raggiungiamo il Belvedere, punto panoramico da cui si possono vedere le due baie dell’isola (Opunohu e Cook) e il monte Rotui con la sua suggestiva forma a dente di squalo. Proseguiamo verso est fino a raggiungere la spiaggia pubblica di Tamae, ampia e di un turchese senza paragoni con un’ottima vista sulla vicina isola di Tahiti. L’ultimo giorno della nostra luna di miele decidiamo di trascorrerlo nella spiaggia del nostro hotel rilassandoci al massimo visto che ci aspetteranno 23 ore di volo per tornare in Italia.

Prima di lasciare definitivamente la Polinesia trascorriamo le ultime ore prima del volo in centro a Papeete cenando nelle tipiche roulottes di Place Vaiete e passeggiando sul lungooceano in compagnia di un tramonto spettacolare su Moorea.

Ciao Polinesia... rimarrai per sempre nel nostro cuore!

di Flazzina - pubblicato il