Viaggio di nozze in Nuova Zelanda

Un lungo on the road per scoprire Aotearoa, "la terra della lunga nuvola bianca"

  • di marisa85
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Aotearoa, "la terra della lunga nuvola bianca" come la chiamano i Maori

Oggi è il mio trentesimo compleanno e per non pensarci troppo ecco le valigie pronte all’ingresso di casa. Il nostro tanto sognato viaggio di nozze sta per iniziare… rotta verso la terra dei Kiwi!

Un viaggio di questo tipo (circa 32 ore dall’Italia) a mio parere richiede – anche per potersi godere i paesaggi dell’Isola del Nord e del Sud e coglierne a pieno le peculiarità – una permanenza di almeno 3 settimane circa. Nel nostro caso (19 giorni di vacanza, 16 effettivamente trascorsi in NZ) è stato peraltro necessario fare delle scelte, tagliando purtroppo l’estremo Nord (Hauraki Gulf fino a Cape Reinga), la parte occidentale dell’isola del Nord e quella nord orientale di quella del sud. La scelta si è comunque rivelata azzeccata, anche se in realtà la tappa all’interno del Tongariro NP un po’ ci siamo pentiti a non averla inserita, però tutto non si poteva fare!

AUCKLAND

Siamo partiti alle 22 del 3 ottobre da Milano MXP ed atterriamo (finalmente!) ad Auckland, dopo una tappa intermedia ad Abu Dhabi e Melbourne, il 5 ottobre alle 15…urgente bisogno di una doccia! Non ci facciamo vincere dalla tentazione di buttarci sul letto ma usciamo subito alla scoperta della città più popolosa del Paese, ove vive circa ¼ della popolazione neozelandese.

Il nostro hotel si trova nei pressi all’Albert Park, zona universitaria molto vicina al centro, ci fermiamo in un ristorante molto invitante, ottima cena, la prima very kiwi style (!), giretto sul porto, una birra in un locale dove suonano dal vivo sotto la Sky Tower e a nanna!

La mattina ci svegliamo comunque abbastanza presto, per nulla storditi dal jet leg! Iniziamo la giornata visitando la cittadella universitaria; ci spingiamo poi verso il Town Hall e Aotea Square passando per la Auckland Art Gallery; purtroppo non riusciamo a visitarla ma da fuori regala un fantastico spettacolo di architettura moderna, legno e leghe perfettamente combinati insieme! Ci spostiamo a questo punto verso il porto, nella zona del Britomart, e decidiamo a malincuore di non andare col traghetto a Devonport perché altrimenti rischieremmo di andare troppo fuori orario, ci dirigiamo invece verso il Wynyard Quarter, interamente rimesso a nuovo in occasione dei Mondiali di Rugby del 2011! Un tempo questa era una zona industriale ed è stata ottimamente recuperata, senza perdere le tracce del passato…approvato a pieni voti! Pranzo vista mare in uno degli innumerevoli localini sulla darsena (impossibile scegliere, sono uno più bello dell’altro!) e rientro in hotel per partire alla volta della Coromandel Peninsula!

PAUANUI – CATHEDRAL COVE - COROMANDEL PENINSULA

Iniziamo a prendere confidenza con gli splendidi paesaggi che ci accompagneranno per tutto il nostro viaggio on the road, prati sconfinati, mandrie di mucche e pecore che pascolano pacifiche! Arriviamo a Pauanui, nostra meta per la notte, a fine pomeriggio. Alloggiamo al (consigliatissimo!) Pines Motor Lodge, dove i simpaticissimi proprietari ci consigliano di “hurry up” per non perderci il tramonto a Cathedral Cove… ci lasciano anche un paio di pale nel caso volessimo fermarci ad Hot Water Beach sulla via del ritorno! Col senno di poi avremmo potuto pernottare più vicino a Cathedral Cove, autentico spettacolo della natura cui si arriva dal paese di Hahei in mezz’ora di cammino attraverso un facile sentiero (dedicato alla battaglia di Gallipoli, dove persero la vita molti neozelandesi) immerso nella foresta pluviale… ad ogni modo, nonostante l’aver fatto di corsa il sentiero per timore di arrivare ormai al buio, la scelta (a dire il vero dettata dal caso!) dell’ora del tramonto è stata azzeccatissima…non solo perché in spiaggia c’eravamo solo noi ed altre due coppie di intrepidi, e quindi ci siamo evitati le orde di turisti del pomeriggio, ma abbiamo visto pesci che saltavano qua e là, uccelli che si preparavano alla notte, e soprattutto colori INDIMENTICABILI!

Rientrando ci siamo fermati a cena ad Hahei in un pub- birrificio artigianale (in NZ ce ne sono molti, abbiamo poi scoperto!) ed abbiamo mangiato un buonissimo fish&chips, il primo di una lunga serie!

Purtroppo quando abbiamo terminato la cena era ormai tardi ed eravamo troppo stanchi, così non siamo andati ad Hot Water Beach, dove la gente armata appunto di pale scava delle buche nel terreno caldissimo per avere una autentica e gratuita esperienza termale, che di sera dicono essere ancora più suggestiva! Motivo in più per tornare in NZ!

HOBBITON VILLAGE

Purtroppo il tempo a nostra disposizione non ci consente di visitare i due punti forti di Pauanui, ovvero la chilometrica (5 km a dirla tutta!) spiaggia affacciata sull’Oceano Pacifico o la tosta passeggiata fino in cima al Mt. Pauanui… dopo una corroborante colazione portata direttamente in camera, partiamo per Hobbiton!

E’ proprio il set cinematografico della saga de “Lo Hobbit”, cui si accede obbligatoriamente tramite un tour guidato (che noi abbiamo prenotato dall’Italia via internet) che parte ogni 30 minuti esatti (per cinque minuti di ritardo ci hanno spostati in quello successivo!); nonostante sia certamente un’attrazione prettamente turistica merita una visita, soprattutto se siete grandi appassionati della saga! Tutto è organizzato nei minimi particolari, c’è un’estrema cura del dettaglio, ovunque si trovano giardinieri che sistemano la zona del villaggio, non c’è un filo d’erba fuori posto, guide turistiche molto cortesi ma sempre con un occhio all’orologio, il tour non dura un minuto più del dovuto…simpatica l’idea di concludere in prossimità della locanda dove viene offerta birra o ginger ale, e dove si possono acquistare alcune prelibatezze locali, dolci o salate!

Hobbiton si trova immerso nel verde assoluto, all’interno di grandissimo allevamento che conterà pecore ed il panorama è, ancora una volta, incantevole!

ROTORUA

Riprendiamo la marcia verso Rotorua, patria dei Maori e dei fenomeni geotermici! Questa città adagiata sull’omonimo lago, all’apparenza tranquilla, poggia in realtà su una camera magmatica di discrete (forse un eufemismo!) dimensioni, che si trova a 5 km sotto terra! Sentirete ovunque un persistente odore di zolfo, ma questo sarà compensato dalla vista di geyser, fumarole, pozze di fango ribollente, tutto troppo bello per essere descritto adeguatamente! Le cose da fare a Rotorua sono tantissime, e molto dipende dai gusti di ciascuno. Noi abbiamo visitato il TE PUIA, parco culturale – naturale gestito dalla comunità Maori, ed abbiamo optato per l’esperienza serale, il TE PO, che comprende una full immersion nella cultura Maori, dall’intarsiatura del legno, alla scuola di cucito, fino alle danze tradizionali, ovviamente Haka compresa. E’ sicuramente un’esperienza pensata per i turisti, ma non è mai stucchevole, anzi permettere di conoscere più a fondo questo meraviglioso popolo di temibili guerrieri. Il tour comprende anche la visita alle “mud pools” ed al grandioso “Pohutu geyser”, che erutta spontaneamente (lo dico perché altri geyser in zona vengono fatti eruttare con una reazione chimica generata con del sapone!) . Al termine del giro nel parco si cena in perfetto stile Maori con cibi cotti con il sistema HANGI (ovviamente ora viene utilizzato un moderno macchinario per effettuare la cucina a vapore che un tempo si faceva mettendo il cibo sottoterra) e dopo cena si torna a vedere il geyser seduti su blocchi di pietra scaldata naturalmente, con la cioccolata calda che viene servita per risollevare lo spirito dal freddo della notte! Infatti una caratteristica almeno della stagione primaverile è l’incredibile sbalzo termico tra giorno e notte!

Il secondo giorno di permanenza lo dedichiamo a WAI-O-TAPU, che in lingua maori significa “acque sacre”. Nothing else matter. La cosa più bella e surreale che abbia mai visto.

Arriviamo sotto un acquazzone tremendo, quindi non ci godiamo granché l’eruzione del Lady Knox geyser, ma nel giro di mezz’ora il cielo si apre, ed i colori di questo parco si mostrano nella loro assurda ed incredibile bellezza! E’ un’esperienza assolutamente da non perdere! Il percorso si articola in tre anelli, di circonferenza crescente, il più ampio dei quali consente di vedere anche le zone più remote del parco… confortati dalle condizioni climatiche ormai in deciso miglioramento superiamo la Champagne pool, coi suoi colori che vanno dall’arancione, al verde acido, al giallo, e ci dirigiamo lungo il sentiero che costeggia un fiume solidificato di lava lasciato da un’antica eruzione…proseguiamo il tour passando da Oyster pool e da una serie di altri interessanti fenomeni geotermici frutto delle più disparate reazioni chimiche, fino ad arrivare alla cosa più strana e pazzesca del parco: il Devil’s Bath, una pozza vulcanica verde fosforescente, causata dalla forte presenza di zolfo nelle sue acque!

Il tempo scorre in fretta…sembrano passati dieci minuti da quando siamo entrati nel parco ma sono già le 2 del pomeriggio!

Da Wai-o-tapu ci spostiamo nell’incredibile Redwood Forest; anche qui ci sono una moltitudine di sentieri da scegliere, tutti ben segnalati e di diversa lunghezza e difficoltà. Noi optiamo per la passeggiata più semplice, un anello all’interno del nel bosco che si completa entro circa un’ora… passiamo tutto il tempo col naso all’insù ad ammirare gli incredibili Pini di Monterrey, importati nell’Ottocento dalla California e perfettamente adattatisi alla terra neozelandese!

Ultima tappa del giorno è il Rainbow Springs Nature Park, dove abbiamo l’opportunità di vedere dal vivo alcuni esemplari di kiwi, il timidissimo uccello simbolo della NZ, altrimenti difficilissimo da avvistare. Sono le 19 e si sono appena svegliati, quindi con l’aiuto di una guida zoofila li osserviamo al momento del pasto, rigorosamente in silenzio ed al buio quasi completo… sono tenerissimi!

HUKA FALLS – LAKE TAUPO – NAPIER

Ci lasciamo alle spalle Rotorua dopo una breve passeggiata sul lungolago. Oggi dobbiamo arrivare fino a Napier, definita dalla nostra guida la capitale dell’art decò, una delle pochissime città al mondo interamente costruita in questo stile in voga negli anni ’30, il che dipende dal fatto che proprio in quegli anni un violentissimo terremoto distrusse la vecchia città e la ricostruzione risentì quindi della moda dell’epoca

  • 20103 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social