Viaggio lento verso Est, cercando il Danubio

Due settimane su un vecchio pulmino Volkswagen, il mitico T2, attraverso la Slovenia e l’Ungheria (più qualche deviazione in Slovacchia, Serbia e Croazia) con bambini al seguito

  • di ludiaman
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Un desiderio: conoscere meglio l’Europa dell’Est, così vicina e così lontana, dopo che la scorsa estate avevamo assaporato un po’ di Balcani (vedi diario: http://turistipercaso.it/viaggi-con-bambini/74608/sorprendenti-balcani.html).

Un’occasione: poter viaggiare su un vecchio pulmino Volkswagen, il glorioso T2, detto anche Kombi; insomma, avete presente il “pulmino dei figli dei fiori”? Ecco, un bell’automezzo così, rosso e bianco, classe 1973 ma aggiornato con alimentazione a metano, attrezzato a camper solo per i posti letto.

Una direzione: sempre verso Est! Con due bimbe piccole, un mezzo vecchio, e solo due settimane a disposizione non potevamo fare troppi programmi: semplicemente, siamo arrivati a Gorizia e da lì abbiamo girovagato, scegliendo i campeggi di giorno in giorno, con l’intenzione di raggiungere l’Ungheria e – se fossimo riusciti – anche la Romania. In Romania non ci siamo arrivati, ma il giro si è rivelato interessante lo stesso e abbiamo potuto scoprire posti nuovi, davvero poco noti in Italia. Per capirci, fate una prova: cercate su Internet informazioni turistiche o diari di viaggio sull’Ungheria. Troverete quasi solo Budapest (che peraltro avevamo già visitato); ma c’è tutto un Paese al di fuori della capitale, e un viaggio lento era l’ideale per scoprirlo.

Già dal giorno della partenza ci accorgiamo di quanto sia interessante viaggiare con un mezzo così “leggendario”: il camper in sé, infatti, rischia di chiuderti all’interno di un guscio protettivo che ti scherma rispetto alle relazioni con le persone del posto. Non è come interagire con la proprietaria di un B&B o con gli ospiti di un ostello, né come viaggiare su un treno o su un mezzo pubblico. Se però le persone ti fermano per strada per sapere quanti anni ha il pulmino, se ti suonano il clacson e tirano fuori dal finestrino una mano col pollice in su, se ti chiedono il permesso di fotografarlo… ecco allora che anche il mezzo su cui viaggi si trasforma in una chiave per interagire con le persone e stimolare un dialogo.

Al primo rifornimento di metano, verso Padova, un signore comincia a raccontarci dei tempi andati in cui anche lui viaggiava su un mezzo così. Poi chiosa: “Mica come adesso che non sappiamo più chi siamo… con tutti ‘sti romeni in giro…” Se sapesse che noi vorremmo andare proprio là, dai romeni! Ma tant’è, a quanto pare i vecchi motori stimolano il dialogo persino con gente che ha visioni del mondo diametralmente opposte dalle nostre…

Comunque sia, fuggiamo dall’Italia e percorriamo d’un fiato (si fa per dire, a 80 km/h) l’autostrada fino a Gorizia: sarà la nostra tratta più lunga, perché per tutto il resto del viaggio faremo tappe brevi e tante pause. Il primo campeggio è a Vrhpolje, quieto paesino nella verde campagna slovena. Il camping è accogliente, piccolo e tranquillo, e l’arrivo del nostro pulmino è un piccolo evento. Tanto per cambiare, alcuni ragazzi chiedono di poterci fotografare. Per puro caso, intanto, scopriamo dalla signora che gestisce il campeggio che la chiesa del paese è stata recentemente decorata con i mosaici di Ivan Rupnik (artista molto famoso in questo campo), e andiamo subito a vederla. Prima di cena la signora porta a tutti un vassoio con un gelatino per le bimbe e un bicchiere di vino rosso locale per gli adulti. Bella accoglienza!

L’indomani partiamo per avvicinarci al confine ungherese: lungo il percorso visiteremo Sempeter (necropoli romana), attraverseremo boschi, campi e filari di tabacco, e faremo tappa a Ptuj (cittadina medievale molto carina, anche se apparentemente semideserta). Al secondo rifornimento di metano, verso Lubiana, il fatto che il distributore sia self service ci mette un po’ in difficoltà (in Italia non esiste il metano self service). L’unico veicolo nei paraggi è un mezzo per la raccolta dei rifiuti che sta facendo il pieno. Scendono i due netturbini, che parlano solo sloveno, e ci aiutano a completare le operazioni. Nel frattempo osservano tutto, ammirano il motore, e a gesti cominciano a chiedere: quanti anni ha? Che velocità raggiunge? Da dove viene? Al termine dell’operazione, ci salutiamo contenti in chissà quale lingua e proseguiamo

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