Colmar, Foresta Nera, cascate del Reno

Quattro giorni on the road tra Alsazia, Foresta Nera e Svizzera con bimbo di 15 mesi al seguito

  • di GianlucaDeLeo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Cosa occorre fare per riprendersi dopo una settimana di languido e monotono dolce far niente in un bel villaggio italiano all-inclusive a due passi dal mare più blu? Risposta semplice: prenotare un'auto in un aeroporto qualsiasi d’Europa, caricarci sopra moglie e pargolo e iniziare a macinare chilometri come se non ci fosse un domani, per rimettere di nuovo l’adrenalina in circolo. Così ad inizio luglio, appurato il fatto che per la settimana di Ferragosto saremmo stati inchiodati ai lettini di un villaggio, ho preso a studiare un po’ di punti d’interesse sparsi tra Svizzera-Germania e Francia per costruire un piccolo on the road a misura di neonato. Alla fine la scelta è ricaduta su un percorso itinerante che toccava la fiabesca alsaziana Colmar, l’intrigante teutonica Foresta Nera e le agognate Cascate del Reno svizzere. Il tutto evitando come la peste bubbonica il pernottamento in terra elvetica per ovvi motivi economici e cercando di tenere il chilometraggio quotidiano a livelli sopportabili per il bambino.

Così il 19 agosto prendiamo, ad ora di pranzo, il volo EasyJet Fiumicino-Basilea. L’aeroporto di arrivo (non a caso chiamato EuroAirport) è molto particolare in quanto sorge completamente in territorio francese, ma è convenzionalmente diviso in una parte svizzera e in una parte transalpina, con tanto di frontiera simbolica che si può attraversare all’interno dell’aeroporto stesso senza alcun tipo di controllo. Chi parte con EasyJet arriva nella parte elvetica dell’aeroporto. Se, come noi, avete la necessità di noleggiare un’auto conviene prenotarla sul lato francese; basta utilizzare nei siti delle compagnie di noleggio come aeroporto d’arrivo Mulhouse (MLH) al posto di Basilea (BSL) e vedrete che risparmierete un bel po’ di quattrini (nel nostro caso con Hertz la differenza era di circa 90€).

Dunque dopo aver ritirato l’auto e montato il sedile infant, affrontiamo i 60 km circa che ci dividono da Colmar, percorsi quasi tutti in autostrada senza pedaggio. L’hotel prescelto, a due passi dalla stazione centrale, è il bel Best Western Grand Hotel Bristol, prenotato direttamente sul sito dell’albergo, usufruendo di una tariffa vantaggiosa che includeva anche una cena di tre portate tipiche alsaziane da consumare presso la Brasserie dell’albergo “Auberge”. Dopo cena, ci rechiamo a piedi verso il centro, dove abbiamo modo di apprezzare il fascino di Colmar e della cosi detta Petite Venice alla tenue luce del tramonto. Dopo una defaticante birra gustata in uno dei numerosi locali del centro storico ritorniamo in albergo con una breve corsa in taxi (disponibili solo dopo apposita richiesta telefonica).

L’indomani, completiamo la visita della cittadina, prima stazionando un po’ presso Place Rapp e la sua splendida fontana, poi passando per la cattedrale (più bella fuori che dentro) ed infine visitando di nuovo alla luce del giorno sia il centro storico sia la zona dei canali. Ebbene di pseudo venezie sparse per l’Europa ne abbiamo viste tante e spesso, abbiamo appurato, il termine viene utilizzato a sproposito, però il caso di Colmar merita un discorso a parte, in quanto oltre ai romantici canali, oltre alle barchette, oltre ai ponticelli e ai fiori multicolori che si riflettono nelle acque, il tocco magico e fiabesco in più lo danno le case a graticcio in stile alsaziano che rendono i quattro-cinque scorci della Petite Venice effettivamente unici ed indimenticabili.

Dopo esserci riempiti gli occhi con “la piccola bellezza” di Colmar e dopo aver gustato un ottima crepes salata nei pressi della movimentata zona del mercato recuperiamo l’auto e ci dirigiamo verso Friburgo, che si trova a nemmeno un’ora di distanza e dove abbiamo in programma di trascorrere due notti

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