Toccata e fuga nella città dell'amore

Week end a Verona con tappa a Mantova, alla scoperta della città scaligera e della reggia dei Gonzaga

  • di alessia.martalo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Ci dirigiamo ora verso piazza Bra, dove sorge l'imponente Arena di Verona. Percorriamo un tratto del Liston, ricco di negozi e locali di ogni tipo e torniamo in stazione.

La mattina dopo, facciamo i bagagli e prendiamo di nuovo il treno, in direzione Mantova. Partiamo subito con la visita di Palazzo Te e Palazzo San Sebastiano (il biglietto è solo cumulativo e costa 12 euro).

Con il senno di poi, forse, avremmo fatto meglio a visitare il complesso di Palazzo Ducale e del Castello di San Giorgio, probabilmente molto più ricco e affascinante. Purtroppo, i segni del terremoto del 2012 ci sono ancora tutti e, difatti, la famosa Camera degli Sposi di Mantegna è chiusa per lavori. Ci ripromettiamo però di tornare appositamente per visitare il Palazzo una volta completata la ristrutturazione.

La visita di Palazzo Te, ad ogni modo, non ci delude: l'edificio è immerso nel verde di un grande parco e venne edificato nella prima metà del Cinquecento. Tra le camere più belle la Sala dei Cavalli, interamente affrescata con figure di cavalli a grandezza naturale, la Camera di Amore e Psiche dedicata al mito dei due amanti, la Camera delle Aquile (le cui porte sono realizzate con marmo “portasanta” poiché utilizzato anche per le porte di San Pietro a Roma), la camera degli stucchi e la camera dei giganti.

Dopo aver visitato il piccolo Museo di Palazzo San Sebastiano, ci dirigiamo verso il centro e visto che ormai è ora di pranzo decidiamo di fermarci all'Osteria da Bice, la gallina felice. Mangiamo due primi (bigoli con acciughe, buonissimi, e maccheroncini con salsiccia e porri) e due secondi (baccalà e polenta e cotechino), il tutto per 25 euro a testa.

Da visitare, in pieno centro storico, la suggestiva Rotonda di San Lorenzo, una chiesa con una storia molto particolare: fu edificata, infatti, nel corso dell’XI secolo ma, in seguito, venne chiusa al culto nella seconda metà del Cinquecento e adibita ad uso privato. Solo nel corso nel XX secolo, la chiesa – dalla curiosa forma circolare – tornò a essere riaperta al culto.

Chiudiamo la nostra gita a Mantova, visitando anche il Duomo e la Basilica di Sant'Andrea dove è sepolto il grande artista Andrea Mantegna (e qui sono visibili, nel transetto, i segni delle crepe causate dal terremoto del 2012).

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