Verona, dall’Aida a Giulietta

Alla scoperta della città scaligera, luogo simbolo degli innamorati, città ricca di storia da oltre duemila anni e patrimonio urbanistico dell’Unesco...

 

C’è sempre un punto di osservazione privilegiato per fare la conoscenza con una città. Il “punto di vista” storico e geografico di Verona si coglie dal Piazzale di Castel San Pietro, sopra al Teatro Romano. Qui è stato fondato il primo nucleo preromano della città: siamo in alto e la zona si presta alle fortificazioni, dall’antichità e anche più recentemente, dal Neolitico fino agli Austriaci. La fondazione di Verona si deve comunque ai Galli e ai Veneti: lo dicono Polibio e Plinio, ma me lo ha ripetuto anche il mio amico Luigi Pellini, che ci ha scritto sopra un libro. Poi sono arrivati i Romani, che non erano ancora poeti-santi-navigatori come noi, ma che in compenso erano ottimi geometri-bonificatori-costruttori: dall’alto (proprio come noi adesso) si accorgono che l’Adige forma un’ansa perfetta, ai piedi del Monte di San Pietro, in pratica una difesa naturale, un “muro di cinta fatto di acqua”. Bonificano la pianura, rialzano di sette metri la zona e fondano la città romana, tutta bella geometrica. Verona diventa (sempre per la sua posizione geografica) un nodo importantissimo di comunicazione, l’intersecazione della via Gallica e della via Postumia, come dire dei collegamenti est-ovest e nord-sud. Del resto ancora oggi qui si incrocia la strada che viene dal Brennero e va a Bologna-Firenze-Roma e quella che da Torino passa per Milano e arriva a Venezia e Trieste. E da allora la città si sviluppa in modo tanto armonioso e regolare che l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’Umanità proprio la sua struttura urbanistica. E se la si guarda appunto dal Monte di San Pietro si capisce il perchè...

TUTTA LA STORIA IN UNA PIAZZA

Ma poi Sara (Parisi, Guida turistica) mi fa scendere e mi porta in Piazza delle Erbe, dove con un solo sguardo si può abbracciare tutta la storia della città. Sotto ai piedi ci sono le lastre del vecchio Foro Romano. Se si alza lo sguardo si vede la Torre dei Lamberti: la base risale circa al 1.000-1.100, cioè documenta la storia del Libero Comune. Ma poi, salendo, la Torre è stata completata e rimaneggiata fino al 1.450, cioè abbraccia tutto il periodo delle Signorie fino al Rinascimento. E siamo all’epoca degli Scaligeri: di fronte alla Torre dei Lamberti c’è la Torre del Gardello, fatta appunto dai Signori di Verona. Che, con Cansignore della Scala, hanno messo assieme anche la Fontana che sta al centro della Piazza, fatta con resti romani e altre sculture più recenti, come ad esempio la raffigurazione di Madonna Verona (che non è una bestemmia, è una statua che rappresenta la città). A proposito: quando poi la città è entrata in crisi ha dovuto chiedere aiuto a Venezia, che se n’è approfittata: lo si capisce dalla colonna con sopra il Leone di San Marco che domina tutto, con una certa prepotenza architettonica. Poco più in là si torna al Medioevo, rappresentato da una sorta di edicola, con un anello di ferro. Dicono che fosse il collare della gogna, invece era l’unità di misura delle fascine di legna e di cereali. E infatti nelle pareti dell’edicola e nella sua base sono scolpite le altre unità di lunghezza valide a Verona, nonché la misura dei mattoni e delle tegole. Attorno, allora come oggi, c’è appunto il Mercato. Una volta si vendeva la frutta. Anche oggi si vende la frutta, però è già pelata/tagliata/frullata, pronta per essere venduta al turista assetato: potere della domanda e dell’offerta. Di lato, se alzate lo sguardo, ci sono delle magnifiche case cinquecentesche tutte affrescate (Verona era detta nel ‘500 “urbs picta”, città dipinta), le Case Mazzanti, che furono i magazzini degli Scaligeri, e che forse dovrebbero chiamarsi “ammazzanti”, perché ci hanno assassinato tra gli altri Mastino I della Scala. In fondo alla Piazza ci sono delle case alte e strette: era il vecchio ghetto, aperto e liberato da Napoleone. La statua che si vede lì davanti è dello scrittore Alberto Barbarani, poeta dialettale veronese, amico del romano Trilussa e del bolognese Testoni: si deve anche a lui se questo pezzo di città è stato conservato

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Commenti
  1. Neri Susy
    , 16/2/2014 18:36
    Verona e' meravigliosa,ci vado ogni anno per l'Arena ,mi piace l'opera e così la frequento.Mi dispiace dire che negli intervalli l'andare alla toilette e' un problema,i bagni sono pochi e indecenti,addirittura alla turca...uno schifo..ecco ogni volta che li vedo..dopo aver pagato un costoso biglietto,mi chiedo come mai non li fanno nuovi!!! Susy.

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