Bvi 2008

PROGRAMMA DI VIAGGIO: 01 agosto 2008: volo Milano Linate / Parigi CDG con Air France alle 07.00 (durata volo poco piu' di 1 ora) volo Parigi CDG / St. Maarten con Air France alle h. 12.00 circa (durata volo circa ...

  • di Gianpiero da MI
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: 3500

PROGRAMMA DI VIAGGIO:

01 agosto 2008: volo Milano Linate / Parigi CDG con Air France alle 07.00 (durata volo poco piu' di 1 ora)

volo Parigi CDG / St. Maarten con Air France alle h. 12.00 circa (durata volo circa 8 ore)

volo St. Maarten / Beef Island (Tortola) con LIAT alle h. 16.00 locali (durata volo meno di 1 ora)

ferry Tortola / Virgin Gorda alle 18.00 o alle 20.00 locali (durata traversata 30 min.)

Presa in consegna dell'auto noleggiata tramite il sig. Gino del Mango Bay resort direttamente sul molo di Virgin Gorda

Dal 01 al 15 agosto 2008: Soggiorno presso il Mango Bay Resort

15 agosto 2008: rientro con i voli invertiti rispetto all'andata e arrivo a Milano Linate alle h. 12.00 di sabato 16 agosto

Per due componenti del nostro gruppo estensione al Mango Bay (beati loro !) fino al 22 agosto e rientro con le stesse modalita'

RESOCONTO DI VIAGGIO:

Premessa: il soggiorno (veramente stupendo) e il viaggio di rientro sono stati perfetti, il viaggio di andata un vero inferno! Mi dilunghero' un po' su questo aspetto non tanto per sfogarmi o per sputare veleno su determinate situazioni da incubo, ma soprattutto per mettere in guardia chi volesse intraprendere una vacanza in queste stupende isole dalle trappole che le compagnie aeree tendono ai poveri passeggeri indifesi (non e' un eufemismo). Pertanto mi scuso fin d'ora se dovessi travalicare le regole di un resoconto civile ed educato e prego gli amministratori del sito, ove lo ritenessero necessario, di censurare in parte o in toto questo racconto di viaggio. Da parte mia cerchero' di essere obiettivo e di attenermi esclusivamente ai fatti, senza commentarli in alcun modo che potrebbe risultare tendenzioso. Faccio anche presente che e' in fase di definizione con i miei avvocati una querela verso un dirigente di Alitalia per il suo comportamento all'aeroporto di Linate e una richiesta danni verso Air France per i numerosi disservizi, ma ritengo sia doveroso da parte mia, a tutela di chiunque utilizzi aerei per viaggiare, mettere a disposizione degli altri la mia esperienza relativamente a questi fatti gravissimi.

Abbiamo prenotato sia i voli che il soggiorno a Virgin Gorda presso il Mango Bay Resort gia' dal mese di maggio (soprattutto per la tratta Parigi / St. Maarten -o Saint Martin nella pronuncia francese- la disponibilita' dei voli e' limitata, conviene prenotare molto in anticipo)

Partenza prevista il 01 agosto 2008 alle 07.00 da Milano Linate con Air France per Parigi. E qui comincia un vero e proprio incubo che si protrarra' fino al pomeriggio del 4 agosto!

1 agosto 2008 (venerdi):

Scopriamo che il volo, pur essendo Air France, e' operato da Alitalia.

Facciamo "nastrare" i bagagli e ci rechiamo all' "area A" dei checkin cosi' come riportato dai monitor di servizio (sono circa le 5.10 del mattino). L'area A si rivela un antro infernale di gente che si accalca verso l'unica corsia transennata ove vengono incanalati TUTTI I PASSEGGERI DI TUTTI I VOLI INTERNAZIONALI ALITALIA. Vi lascio immaginare cosa significhi: siccome la ressa si spandeva a macchia d'olio ben oltre l'inizio del percorso transennato c'era gente che litigava e si spintonava, furbetti che si infilavano, furboni che se ne infischiavano della coda passando sotto le transenne, E NESSUN OPERATORE O AGENTE DI VIGILANZA O DI POLIZIA A DISCIPLINARE L'ACCESSO ALLA CORSIA TRANSENNATA. La situazione anche sotto il profilo dell'ordine pubblico era veramente a rischio, in quanto tutti si rendevano conto che ci sarebbero volute ore per arrivare ai banchi di registrazione (otto in tutto, che registravano indifferentemente passeggeri di qualsiasi volo internazionale Alitalia di quella mattina). In tanti anni che volo non ho mai visto una simile organizzazione ai check in!

Nonostante tutto riusciamo ad arrivare al banco checkin alle 06.25 ma ci rispondono che il volo era chiuso !

A nulla serve parlare con un dirigente Alitalia (verso il quale a giorni sporgero' querela ma non entro nei particolari del caso) ne' con la Polizia intervenuta sul posto. Tra le 06.50 e le 06.58 (quindi in anticipo sull'orario schedulato) l'aereo era gia' ufficialmente partito (il volo non compariva piu' sui monitor) !!!!!

Vi ho descritto questa situazione solo per mettere in guardia chi parte nei giorni "caldi" di recarsi ai checkin MOLTO prima dell'orario consigliato dalle stesse compagnie aeree perche' ho il forte sospetto, e di questo dovra' rendermene conto Air France dal momento che io ho acquistato un volo da loro e non dal vettore Alitalia che ha operato la tratta Milano/Parigi, che tutta la situazione sia stata volontariamente creata al fine di far ricadere sul viaggiatore la responsabilita' del mancato imbarco causa ritardata presentazione al checkin, mentre in realta' molti voli internazionali erano gia' al completo ben prima dell'orario di chiusura ufficiale del checkin (overbooking mascherato). Riprova ne e' il fatto che, nel caso del mio volo, nonostante molti passeggeri con regolare prenotazione fossero rimasti a terra l'aereo e' partito lo stesso, e pure in anticipo !!!

Si, perche' ovviamente non siamo stati gli unici a restare a terra quella mattina, stessa sorte e' toccata a numerosi passeggeri del nostro e di altri voli.

Comunque sia l'operatrice della biglietteria Air France ci "riprotegge" prenotandoci un altro volo Milano / Parigi per la mattina successiva, ma non puo' fare di meglio che prenotarci per il giorno 3 agosto sul volo Parigi / St. Maarten. Cortesemente ci fissa anche una nuova prenotazione sul volo LIAT da St. Maarten a Tortola. Nessun'altra spesa o indennizzo ci vengono riconosciuti.

2 agosto 2008 (sabato):

Arriviamo a Parigi con un volo stavolta operato da Air France al cui checkin non vi e' alcun problema (banchi dedicati esclusivamente al nostro volo, come di consuetudine e signorina all'ingresso della corsia transennata che incanala verso i banchi di registrazione, controlla i documenti di viaggio e la corrispondenza dei nominativi su una lista di prenotazioni in suo possesso). Ma giunti a Parigi sorpresa numero due: il mio bagaglio non c'e' !!!

Dopo due ore, e ripeto due ore, di attesa nell'apposito ufficio bagagli smarriti di Air France dove ovviamente nessuno parla italiano mi dicono che il bagaglio sara' a loro cura imbarcato sull'aereo che prenderemo l'indomani per st. Maarten, e NON COMPILANO NESSUNA DICHIARAZIONE DI SMARRIMENTO NE' MI INVITANO A FARLO. Come ho scoperto in seguito questa operazione e' FONDAMENTALE per qualsiasi richiesta successiva di indennizzo per lo smarrimento dei bagagli. Pertanto occhio a pretendere di far compilare tale documento in casi di questo genere. Purtroppo per quanto mi riguarda era la prima volta che mi succedeva un inconveniente al bagaglio, pertanto non conoscevo la procedura da seguire, e mi sono fidato dell'operato di chi in teoria e' li' apposta per tutelare e assistere il viaggiatore !

Vabbe' , ci rechiamo all'albergo prenotato il giorno precedente via email da Milano (Hotel Mercure Roissy, non male ed economico ma se ti azzardi a mangiare nel loro ristorante ti bastonano) che non e' lontano dall'aeroporto e ben servito da una navetta gratuita, ci laviamo, chi puo' si cambia d'abito (non io, tutti i miei vestiti erano chissa' dove sigh) e decidiamo di farci un giro a Parigi. Qui noleggiamo delle biciclette e devo dire che ci divertiamo parecchio. Attenzione: il servizio di noleggio biciclette e' piuttosto complicato da utilizzare la prima volta, poiche' e' tutto automatizzato ed e' inoltre richiesta una cauzione di 150 euro da addebitare su carta di credito. In compenso si puo' lasciare la bici in uno qualsiasi dei diffusissimi parcheggi appositi. Il costo del noleggio e' esponenziale: prima mezz'ora gratis, dalla seconda mezz'ora in poi il costo cresce progressivamente. Per circa 4 ore di utilizzo abbiamo speso 16 euro a testa !!! Ma ne valeva la pena.

Rientriamo in serata in albergo dopo aver cenato in un ristorantino con menu' tutto a base di oca (simpatico) utilizzando la linea ferroviaria che termina proprio all'aeroporto Charles De Gaulle e in una stazione intermedia dove era necessario fare un cambio di treno (un postaccio da far paura) un borseggiatore sfila dalla borsetta di una ragazza del nostro gruppo il portafoglio. Lei se ne accorge subito ma ormai... Il portafoglio era Vole', come dicono i transalpini. Disperata questa ragazza e il marito si affrettano a compiere i necessari passi per bloccare le varie carte di credito che erano all'interno del portafoglio e nel frattempo sopraggiunge una pattuglia della Polizia Ferroviaria, con tanto di cane antidroga al seguito. Mentre gli agenti raccolgono la denuncia a non piu' di quattro metri da loro un tizio mi si avvicina e mi chiede sottovoce se volevo acquistare droga !!!! Ma in che razza di posto ci siamo trovati? E meno male che una signora parigina ci aveva rassicurati che ferrovia e metro' di Parigi erano posti tranquilli ! Anche di questo episodio ne riparleremo con Air France, dal momento che a mio parere la mancata assistenza da parte loro nella ricerca di un posto sicuro dove trascorrere la notte nell'imprevisto soggiorno a Parigi e' stata quantomeno una concausa di questo increscioso fuori programma.

3 agosto (domenica):

Tutto liscio fino a St. Maarten, dove pero' naturalmente il mio bagaglio non e' arrivato. Nuova visita di cortesia all'ufficio apposito dove dopo una rapida consultazione di computer la ragazza addetta ci assicura che ritroveremo il bagaglio al nostro arrivo a Tortola. Si, come no!

P.S. A St. Maarten per la felicita' dei fumatori come me c'e' una saletta riservata dove ci si puo' sfogare, non e' molto pubblicizzata ma c'e' .

Prendiamo in perfetto orario il volo per Tortola con un fatiscente ma suggestivo aereo bielica e come previsto a Tortola manco l'ombra del bagaglio smarrito. Non solo: sorpresa numero 3, manca anche una seconda valigia! L'operatrice LIAT correttamente (lei si, non come il personale Air France a Parigi) compila il modulo apposito raccomandandoci di chiamare il giorno successivo per avere notizie al riguardo, ma ovviamente solo per il secondo smarrimento, mentre per il mio bagaglio avevo perso ogni speranza di ritrovarlo in tempi utili, e inoltre ancora non sapevo che era necessario compilare il gia' citato modulo, pensavo che a Parigi fossero state espletate tutte le formalita' necessarie. Ho scoperto la "falla" solo chiamando il lunedi mattina gli uffici Air France in Italia. A tal proposito (altro avviso per i naviganti) dovesse capitarvi un fatto simile, sappiate che e' possibile fare denuncia anche presso qualsiasi altro aeroporto e presso qualsiasi compagnia aerea anche diversa da quella che si e' utilizzata per il volo. L'importante e' farlo al piu' presto (spiegazione fornitami da Air France Italia).

A questo punto abbiamo pero' perso il ferry delle 18.00 per Virgin Gorda, e ci rechiamo al molo di imbarco in attesa di quello delle 20.00. Ci porta un pullmino gratuito ma si puo' anche fare a piedi in 10 minuti di strada dove non si incontra nessuno (inquietante l'assoluto silenzio che regna, io l'ho fatta a piedi il giorno successivo).

Alle 20,00 precise il ferry ci porta (noi quattro piu' altre tre persone del luogo) a Virgin Gorda a una velocita' insospettabile vista la fatiscenza dell'imbarcazione (purtroppo e' ormai notte piena quindi non possiamo goderci il paesaggio circostante) e sul molo incontriamo l'addetto simpaticissimo dell'agenzia di noleggio auto che ci consegna il fuoristrada prenotato (Suzuky Gran Vitara nuovissimo), ci raccomanda la guida a sinistra e si offre di farci strada fino al Mango Bay. Sulla strada due episodi curiosi ed esilaranti: per ben due volte il nostro accompagnatore si ferma, viene verso la nostra vettura, controlla le nostre luci e inserisce gli abbaglianti. La prima volta non ci faccio caso, ripartiamo e subito rimetto gli anabbaglianti, percio' dopo un po' lui si ferma di nuovo, mi inserisce di nuovo gli abbaglianti e mi chiede perche' viaggio con queste luci cosi' poco potenti. Ovviamente a me viene da ridere, e gli spiego che in europa se ho un veicolo davanti non e' usanza accecarlo usando gli abbaglianti. Lui si convince e ripartiamo. In effetti mi sono poi reso conto che i locali utilizzano usualmente gli abbaglianti anche se hanno un altro veicolo davanti, e solo incrociando altre macchine (e nemmeno sempre) abbassano le luci. Al momento non mi ero spiegato il perche' di questa strana abitudine, poi me ne sono reso conto la prima volta che ho guidato di notte senza una macchina subito davanti che mi facesse da apripista. La notte li' e' proprio notte, buio pesto! Al di fuori del fascio di luce degli anabbaglianti non si vede assolutamente nulla. Provare per credere... Inquinamento luminoso assente, e per chi vive in citta' come me l'esperienza e' quantomeno insolita.

Al Mango Bay ci accoglie Gino, persona squisita come abbiamo potuto verificare nei giorni seguenti, ci consegna le "chiavi" della nostra villetta (in realta' non esistono chiavi, il mio era solo un modo di dire). Gino ci spiega che le chiavi non servono, non esiste delinquenza a Virgin Gorda e quasi nessuno usa serrature. Verissimo, ho verificato di persona che molti abitanti locali non chiudono nemmeno l'auto quando la posteggiano.

La villetta ci conquista subito e ci rimette un po' di buon umore: e' un piano terra con un ampio patio al cui centro vi e' un tavolone da otto persone. Da un lato del patio si accede alla cucina, che e' quindi separata dall'appartamento, ben attrezzata, e di fronte tramite un ingresso a vetrate munito di zanzariere scorrevoli si accede al soggiorno, ampio, luminoso (due pareti sono completamente a vetri), discretamente arredato con una tv che non abbiamo mai utilizzato (come si cambiano in fretta le abitudini in certi luoghi...), pala ventilatore a soffitto ma non aria condizionata, presente solo nelle camere da letto. Poco male, basta tener chiuso l'ingresso durante il giorno e i condizionatori delle camere da letto bastano a rinfrescare l'intera casa.

Un corridoio porta alle due camere da letto, una padronale piu' grande l'altra leggermente piu' spartana, al bagno principale spazioso, ben tenuto e funzionale, e al bagnetto di servizio che e' fornito solo di wc e lavabo, ma che diventa fondamentale per evitare le code mattutine! In piu' nel patio esterno c'e' una doccia supplementare la cui acqua e' sempre tiepida ed e' un accessorio che si e' rivelato geniale per rinfrescarsi e scrollarsi di dosso il sale tra un bagno e l'altro. La spiaggia e' alla incolmabile distanza di 10 metri ! Unico neo: la presenza pressoche' costante di zanzare. Baigon a manetta per liberarsene in modo accettabile.

4 agosto (lunedi): prima mattinata passata al telefono: io con l'Italia per contattare Air France e chiedere lumi sul mio bagaglio, e il prorpietario del secondo bagaglio smarrito a parlare con Tortola. Io vengo a sapere che avrei dovuto urgentemente recarmi nuovamente all'aeroporto di Tortola per far compilare la denuncia di smarrimento, come gia' accennato sopra, l'altra persona non ottiene alcuna informazione, e inviperita da tale situazione decide di chiedere l'aiuto di Gino. Una sua telefonata basta a sbloccare la situazione: in una profusione di scuse gli operatori dell'aeroporto di Tortola ci comunicano che il bagaglio numero due e' arrivato e sara' recapitato al porto di Virgin Gorda tramite il primo ferry. Per la mia valigia non c'e' altro da fare che tornare all'aeroporto. Scendiamo in paese (sono circa 10/15 minuti di auto in un percorso con alcuni punti panoramici mozzafiato), faccio qualche indispensabile acquisto, un costume, due magliette, un paio di ciabatte, abbigliamento intimo e altri generi di prima necessita', visto che ho ancora indosso gli abiti con cui sono partito (!!!), facciamo colazione in un localino vicino al molo, dove il mio unico paio di scarpe si rovinano irreparabilmente dopo che un mio compagno di viaggio ci fa cadere sopra la bottiglia di salsa piccante (dopo questo episodio non mi sono nemmeno arrabbiato, ho soltanto seriamente valutato, con rassegnazione, un pellegrinaggio a Lourdes) e a mezzogiorno circa siamo sul molo, riprendiamo possesso del promesso secondo bagaglio e ci trasferiamo sull'isola di Tortola (almeno stavolta il tragitto in ferry viene effettuato di giorno e ho potuto godermi il panorama). All'arrivo a Tortola il comandante del ferry si offre gentilmente di darci un passaggio fino all'aeroporto. Ivi arrivati spieghiamo la situazione a un addetto della LIAT, questo ci lascia dire, poi ci guarda sorridendo e ci chiede se stiamo parlando di una valigia grigio chiaro tipo trolley, nel caso si trattasse di quella era appena arrivata. Nonostante fosse un maschio e pure bruttino avrei voluto baciarlo !!!! Mai avrei pensato di provare tanto affetto per una stupidissima valigia!

Rincuorati ci riavviamo verso il ferry per Virgin Gorda, ove pero' il prossimo sarebbe partito alle 18.00. Avendo circa 4 ore a disposizione, decidiamo di fare a piedi il tragitto aeroporto / molo. Incontriamo solo galline vaganti e un silenzio pressoche' assoluto. Purtroppo, in definitiva, un'altra giornata era andata persa.

A proposito: occhio ai costi delle telefonate in patria. Circa 7 dollari al minuto !!! Con cellulare la connettivita' e' molto precaria su tutta l'isola, anche per un quadriband. Il campo va e viene e spesso rimane assente anche per qualche giorno.

5 agosto (martedi): finalmente la vacanza ha inizio.

Tempo praticamente sempre bello, ogni tanto qualche veloce nuvolone scaricava un breve acquazzone di massimo 5 minuti, poi il sole tornava ad imperare. E che sole! Protezione 30 piu' volte al giorno per non ritrovarsi arrostiti. Unico giorno brutto, ma limitato a qualche temporale e cielo coperto, il 22 agosto per il passaggio della coda di un uragano che nei giorni seguenti colpira' S. Domingo, Cuba e la Florida.

Il comportamento della popolazione locale: mai invadenti, a prima vista non sembrano molto socievoli con i turisti, ma non e' cosi', se siamo noi a prendere l'iniziativa per una chiacchierata si rivelano simpatici, gioviali e franchi. Semplicemente sono persone tranquille. La maggior parte degli uomini, e per la verita' anche parecchie donne, sono fisicamente dei veri e propri armadi, alti grossi ma mai grassi, incutono anche un po' di timore ma e' una impressione assolutamente smentita dal loro modo di fare, educato e sempre pronto al sorriso. Non sempre questo si riscontra in altre popolazioni caraibiche.

Pochissimi bambini o adolescenti in giro, altra differenza con il resto dei caraibi. Ci hanno spiegato che i ragazzi appena possono "scappano" da quest'isola sonnacchiosa in cerca di luoghi piu' ricchi di "vita". Gia', mi viene da dirgli di provare a vivere a Milano! poi ne riparliamo..

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