Sulle orme dei pirati

Dopo un viaggio lunghissimo atterriamo finalmente a Tortola in tarda serata. Usciti dall’aereo veniamo invasi da un caldo umido tipico dei paesi caraibici, il che ci solleva parecchio dopo aver patito tanto freddo a NY. Ancora tramortiti dal passaggio di ...

  • di Annamaria
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Dopo un viaggio lunghissimo atterriamo finalmente a Tortola in tarda serata. Usciti dall’aereo veniamo invasi da un caldo umido tipico dei paesi caraibici, il che ci solleva parecchio dopo aver patito tanto freddo a NY. Ancora tramortiti dal passaggio di clima veniamo caricati su un taxi che ci porta al nostro resort. Sì. Esatto. Proprio un resort. Dopo diverse vacanze al risparmio, in ostelli, campeggi, cercando supermercati e cucinandoci cene improbabili, quest’anno abbiamo voluto strafare. Forti della bassa stagione e del cambio favorevole con il dollaro siamo andati in uno dei resort più IN dell’isola e alla fine siamo riusciti a non spendere un capitale. Il resort è arrampicato su una erta collina costellata di villette in stile coloniale. Un pulmino ci porta fino alla nostra camera e...Wow! Una camera enorme con letto a tre piazze vista mare. Mai avrei sperato tanto! Stremati dal viaggio ci buttiamo sul letto pronti ad addormentarci, ma qualcuno bussa alla porta. E’ la persona che ci ha portato alla camera con il pulmino con un po’ di panini per rifocillarci. Va bene, abbiamo capito...Siamo in paradiso!

Abbiamo trascorso il primo giorno sulla spiaggia del resort, bellissima ma con il mare un po’ mosso. Il giorno dopo abbiamo deciso di prendere una macchina a noleggio e di esplorare l’isola approfittando anche del tempo nuvoloso. L’isola è montuosa e le strade tortuose e la macchina con il cambio automatico dura una certa fatica ad arrampicarsi. Tempo due ore abbiamo finito il giro, ma abbiamo adocchiato un paio di spiagge da visitare. Abbiamo trascorso i giorni rimanenti tra Cane Garden Bay, Virgin gorda con la sua favolosa Devil’s Beach e Long Beach su Beef Island, l’isola dove si trova l’aeroporto raggiungibile in macchina grazie ad un ponte. Abbiamo trovato quest’ultima spiaggia per puro caso, dopo un tentativo inutile di raggiungere Lambert Beach. Siamo arrivati nel parcheggio deserto, siamo passati sotto gli alberi e non potevamo credere ai nostri occhi. Una baia a ferro di cavallo, azzurra e deserta, senza bar, sdraio, persone, navi...Niente! La cosa ci inquieta un po’ e ci chiediamo se in questa baia non ci siano pericoli tipo squali, meduse assassine o tartarughe carnivore. Ci tuffiamo prudentemente nell’acqua trasparente e nel giro di poco ogni timore sparisce. Non sappiamo come mai, forse perché non ci sono bar o ristoranti, forse perché Beef Island è poco battuta dal turismo. In ogni caso questa baia è meravigliosa e noi ce la godiamo per gli ultimi due giorni di vacanza.

Nonostante su quest’isola ci sia poco da fare il tempo è volato, anche se forse non avrei retto molto di più, non c’è molta vita la sera, anche se il locale Bomba Shack merita di sicuro una visita, la gente non è poi tanto socievole e alcune strade per raggiungere la spiaggia sono impraticabili. Però è stato molto rilassante in un posto dove la natura è dominante e dove il mare è di una bellezza indescrivibile.

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