Venezuela: natura e cultura

Delta dell'Orinoco, Gran Sabana, Rio Caura, Gran Canaima con Salto Angel e Los Llanos: immersione nella naturaleza e incontri con le tribù

  • di dani & lori
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Io e mia moglie Lori amiamo molto il Sud America. Prediligiamo gli aspetti naturalistici, archeologici, culturali, etnografici... ed avventurosi. In genere, viaggiamo da soli o con pochi amici “collaudati”, scegliendo noi l’itinerario, le sistemazioni alberghiere etc.. Insomma, tour estremamente “su misura”. Anche per questo utilizziamo di preferenza agenzie locali. L’idea del Venezuela nasce un po’ per il fatto di non averlo ancora visitato ed un po’ per avere letto alcuni libri di Alfonso Vinci, grande avventuriero/alpinista/esploratore/geologo italiano, che soggiornò, negli anni 50, più che altro nel bacino dell’Orinoco, cercando diamanti e visitando varie tribù. Per l’organizzazione, ci siamo appoggiati a Cosimo Amico, un Italiano che vive in Venezuela, a Ciudad Bolivar, titolare della Energy Tour. Per la scelta sono stati determinanti i vari resoconti pubblicati sul sito di turistipercaso.it – che consultiamo sempre prima di partire per qualsiasi destinazione-. Le zone visitate sono distanti l’una dall’altra ed i venti giorni a nostra disposizione appena sufficienti. Era fondamentale, quindi, poter contare su collegamenti abbastanza veloci ed affidabili. Avevamo letto che spesso i voli interni vengono cancellati o ritardati e che può esserci qualche disservizio con gli alberghi. Nel nostro viaggio sono in effetti capitati alcuni problemi –per la verità non molti-, ma gli stessi sono stati risolti. Abbiamo scelto dicembre/gennaio perché è il periodo meno piovoso. Un’ultima annotazione. Il sito del nostro ministero degli esteri e varie fonti mettono in guardia sulla pericolosità del Venezuela. Noi non abbiamo però avuto alcun problema, adottando le ordinarie precauzioni. A Caracas, nell’ultimo giorno, abbiamo deciso però di non uscire dal mega albergo, non solo per evitare, alla fine del viaggio, inutili rischi, ma anche perché abbiamo ritenuto che non ci fosse granché da vedere…in rapporto a tutte le cose belle che avevamo già veduto…. ed eravamo altresì abbastanza stanchi. Pochissimi i turisti stranieri incontrati. Peccato perché il paese, in grandi difficoltà economiche, meriterebbe di più e la gente si dà veramente da fare per accontentare i visitatori. Ma veniamo all’itinerario svolto.

25.12.2014

Partenza da Milano Linate insieme all’amico Mario –spesso nostro compagno di viaggio- con volo Air France per Parigi. Breve attesa al Charles de Gaulle ed imbarco per Caracas, dove arriviamo nel tardo pomeriggio. Ci ha ricevuto un incaricato dell’agenzia, che ci ha subito spiegato come “muoversi” con più sicurezza e ci ha dato pure preziose indicazioni su questioni pratiche come il cambio monetario. Alloggiamento all’Hotel Marriot (buona sistemazione), a pochi minuti dall’aeroporto, proprio sul mare. Anche nei successivi rientri a Caracas per i vari collegamenti aerei interni abbiamo preferito non andare in centro città, che dista 40 minuti circa ed è posto oltre le montagne che si affacciano sulla costa.

26.12.2014

Sveglia prestissimo per prendere il volo diretto a Puerto Ordaz, punto di partenza dell’escursione al Delta dell’Orinoco. Facciamo un poco di fatica a trovare il check in, ma, alla fine, con l’aiuto del corrispondente, passiamo… purtroppo l’aeromobile ha un problema tecnico e la partenza viene continuamente rimandata….cominciamo male …ma speriamo bene. Dovere fare il tragitto su strada ci porterebbe via tutto il giorno e la visita del Delta sarebbe compromessa. L’agenzia, saputo del problema da chi ci sta aspettando a Puerto Ordaz, ci telefona... proprio mentre ci stiamo imbarcando su un altro aeromobile della stessa compagnia Conviasa. Arriviamo a Puerto Ordaz nel primo pomeriggio, dove ci attende la guida dell’agenzia, più volte citato come “Indiana Jonas” nei resoconti di turistipercaso.it. E’ affidabile e parla un buon italiano. Arrivati in auto a Boca de Uracoa, facciamo la conoscenza con la famiglia che gestisce l’accampamento nel Delta che abbiamo scelto noi: “Abujene”. Il pranzo previsto nel programma lo facciamo a casa loro. I soggiorni nel Delta possono essere di varia durata: 1-2-3 giorni. Sia per motivi di tempo che per quanto letto nei racconti di viaggio, abbiamo optato per il tour di due giorni con un pernottamento. Essendo arrivati solo nel pomeriggio siamo però preoccupati di non potere vedere abbastanza, ma il timore si rivelerà infondato. Appena finito di mangiare, ci imbarchiamo su una lancia. La navigazione dura circa tre ore. Occorre coprirsi perché l’aria è molto fresca. Prima di arrivare a destinazione facciamo una breve sosta in un villaggio della tribù Warao, che popola il Delta. Le condizioni di vita sono molto dure: fango, insetti, povere capanne… ma persone con molta fierezza e dignità. Acquistiamo oggetti di artigianato in legno, soprattutto per dare qualche aiuto economico ì, che non sia una mera elemosina. Ripartiamo ed avvistiamo qualche scimmia poco prima di arrivare al lodge, fatto di diverse capanne. Queste hanno letti con zanzariera, una veranda sul canale ed un bagno interno con water e doccia. Dopo un breve giro in barca prima del tramonto, ceniamo bene

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