VENEZUELA un paese meraviglioso

11 giugno 2007: abbiamo deciso (io e mia neo-moglie) di non fermarci neanche la prima notte a Caracas e siccome la prima metà del viaggio la trascorreremo nella Guayana (stato venezuelano ai confini col Brasile), raggiungere subito con un volo ...

  • di elena e gianni
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

11 giugno 2007: abbiamo deciso (io e mia neo-moglie) di non fermarci neanche la prima notte a Caracas e siccome la prima metà del viaggio la trascorreremo nella Guayana (stato venezuelano ai confini col Brasile), raggiungere subito con un volo nazionale Ciudad Bolìvar ci è sembrato logisticamente giusto. Ore 23, siamo arrivati finalmente, ci guardiamo intorno dentro la camera d’Hotel e decidiamo per una cena “nervosa” nel senso che mangiamo per stanchezza non per fame... insomma stremati, ma contentissimi... Domani si inizierà un lungo viaggio, ora l’importante è riuscire ad addormentarsi! Buonanotte!! 12 giugno 2007: dormito bene, facciamo la conoscenza di C. (gia incontrato ieri sera all’aeroporto) capo di “E.T.”, ci sembra persona esperta così come M., guida locale a cui ci affida per la prima parte del viaggio. Colazione tradizionale venezuelana e via in autostrada (sicura, bella e molto economica) verso Ciudad Guayana dove vediamo lo stadio di calcio ancora da ultimare per la Coppa America, ma soprattutto l’incrocio fluviale fra il Rio Caronì e il Rio Orinoco! Prime foto ad un posto straordinario, viva M. Che la sa lunghissima, le prime impressioni sono confermate; abbiamo già dimenticato Ciudad Bolìvar, unico rammarico non aver visto il suo centro.

Upata siamo nella Guayana venezuelana, l’autostrada è finita imbocchiamo la statale 10 direzione sud-est (Brasile), immersi nel verde, povero, calmo, incominciamo e vedere le prime auto e camion da museo! Bimbi e bimbe a scuola con la camicia celeste... per chi riesce ad andare a scuola... Sosta in un “autogrill” strategico per posizione e prezzi irrisori, rifornimento di birra, rhum, ghiaccio e succo di frutta per l’unica donna!ahah!ah! La strada si stringe subito, arriviamo dopo circa 10 km a S. Marta rifornimento di frutta fresca a bordo strada: banane, manghi e pigna (ananas). Guspati rifornimento di gasolina (benzina), la Toyota beve: 1litro per 3 km circa! Ma tanto il pieno di 90 litri costa solamente 1€!! Incredibile! Ci avviciniamo alle miniere d’oro di El Callao paesino tranquillo, pulito, i soldi delle multinazionali che sfruttano mano d’opera locale, vengono in parte “spalmati” sul territorio, ma il Rio Yuruai è infotografabile. Nero come la pece è contaminato dal mercurio, scarto di lavorazione per l’estrazione del pregiato metallo; quasi tutti gli abitanti uomini sono “minieros”, moltissime donne vivono di notte nei locali pieni di fumo e rhum...La strada dell’estrazione eco-compatibile è appena aperta, mentre i minieros lavorano come a inizio secolo... l’altro però... Ci avviciniamo a El Dorado e la vegetazione assomiglia sempre di più alla selva (foresta), pranziamo naturalmente a base di un ottimo pollo così come è tradizione nella Guayana. Siamo in mezzo alla Selva de Lema foresta che fa da confine naturale alla Gran Sabana e attraversiamo il Rio Yuranì grazie al ponte di Eiffel; qui abita a detta di M., uno “svizzero loco” che si è trasferito aprendo una posada a bordo fiume... Dopo poco superiamo un posto di blocco in mezzo alla selva, è quello del carcere di massima sicurezza, in Venezuela la pena massima è di 30 anni, ma te li fai qui! Dove se decidi di scappare e ci riesci, vuol dire che hai deciso di morire prima del dovuto! Arriviamo a Las Claritas altro agglomerato di favelas fangose, niente foto ai minieros qui! Sisidro altro pieno per la Toyota assetata; verso Luepa si sale fino a 1450 m sul livello del mare: panorama mozzafiato verso i tepui (montagna) porta della Gran Sabana, ma la pila della macchina fotografica mi ha lasciato!!!caz!.. Fissiamo nella mente il nostro primo tramonto nel Parco di Canaima. Valicato il passo subito dopo Luepa arriviamo finalmente a Rapidos de Kamoiran, entriamo nella Gran Sabana!! Immenso “campo da golf” dove la foresta di prima lascia spazio a piccoli boschi bassi e prati infiniti. Continuo a stramaledire la pila e me stesso per averla maltrattata prima (ne avessi avute due!!), il tramonto toglie il fiato. La nostra prima giornata venezuelana si conclude con pioggia battente, scrosciante, rilassante, tutto sembra già scritto, tutto sembra già pensato persino la breve, ma intensa bevuta con M. E i due fratelli metà napoletani metà venezuelani che gioiosamente e stancamente (loro di giorno lavorano...) si uniscono a noi. Si spegne la candela blu unica luce che può illuminare la nostra piccola camera, il generatore dopo le 23 non fa più rumore e per oggi chi si è visto si è visto..

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