I coriandoli della laguna

I love Venezia tra maschere e canali

  • di dragone.80
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2+1 bambino
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Siamo partiti con easyjet con volo economico per 3 persone, siamo arrivati con 10 minuti di anticipo all'aeroporto Marco Polo, atterrati alle ore 9.20. Appena giunti ci siamo recati all'ufficio preposto per l'acquisto biglietti bus, 45 euro 2 adulti ed un bambino andata e ritorno. Il bus parte dall'uscita dell'aeroporto ed arriva alla stazione di piazza Roma, qui abbiamo deciso di raggiungere a piedi il nostro albergo, vicino piazza San Marco. Quindi superato il ponte della Costituzione di Calatrava, grande delusione di ponte, durante il tragitto abbiamo iniziato subito ad addentrarci tra i vicoli di Venezia, tra negozi di maschere e pasticcerie con frittelle varie, ovviamente io mi sono fatta prendere per la gola, ma appena uscita dalla pasticceria un gabbiano mi ha subito rubato la frittella mentre la stavo addentando. Per cui piccolo consiglio: almeno in zona Cannaregio, mangiate in pasticceria e poi uscite!

Passeggiando da piazzale Roma al nostro albergo (Alloggi Andreina alla Scala), abbiamo incontrato sia la bellissima chiesa di Santa Maria di Nazareth dove i frati producono l’acqua di Melissa sia la chiesa di San Geremia dove si trovano i resti mortali di Santa Lucia. La passeggiata è di circa 2 km ma tra ponticelli, umidità e valigie è stata alquanto stancante.

Il nostro albergo, Alloggi Andreina alla Scala, si trova accanto al Palazzo Contarini del Bovolo (punto turistico), la nostra camera era una tripla, con bagno interno e senza tv, 100 euro a notte + 2,5 euro di tassa di soggiorno ad adulto per notte. Ricordate che la tassa non deve essere pagata per i bambini.

Una volta acclimatati ci siamo diretti, nonostante la pioggia, verso piazza San Marco, semivuota e silenziosa, e siamo arrivati fino a Riva Sette Martiri dove purtroppo il piccolo luna park era chiuso causa pioggia; sulla via del ritorno ci siamo fermati alla biglietteria di San Zaccaria per acquistare i biglietti per le navette che portano alle isole di Murano, Burano e Torcello (50 euro per 3 persone per una giornata). L’umidità è notevole ed anche se siamo abituati a camminare tanto la stanchezza nelle ossa è notevole. Ci fermiamo poi ad un Despar poco distante per comprare acqua e qualcosa per la colazione e ci chiudiamo in albergo per riscaldarci e dormire.

Il 2 febbraio raggiungiamo San Zaccaria per salire sulla prima navetta, direzione Murano, qui avevamo un appuntamento alle ore 11 alla Fornace Gino Mazzuccato, prenotato sul sito di Venezia (prenotando si accede gratuitamente e si ha diritto al 10% di sconto su quanto si acquista nella fabbrica). La dimostrazione è stata particolare, permettono ai bambini di provare a soffiare in un tubo di acciaio dove nella parte finale si trova il vetro riscaldato nella fornace, poi un maestro si adopera nella dimostrazione, nel nostro caso ha creato in pochi minuti un vaso ed un cavallino. Che meraviglia! Dopo gli acquisti nella fabbrica abbiamo dedicato un paio di ore all’isola di Murano e così uno dopo l’altro si sono succeduti (non in quest’ordine) la chiesa di San Pietro Martire, il faro, la splendida cometa di vetro, la chiesa di Santa Maria degli Angeli e lo splendido Duomo.

Dopo un dolcino presso un forno locale, abbiamo ripreso una navetta (passano ogni 20 minuti circa) che ci ha portato alla radiosa e colorata isola di Burano. Qui abbiamo incontrato 2 carabinieri ai quali abbiamo chiesto una foto con nostro figlio di 8 anni, anche lui in divisa… ma di carnevale. Burano è splendida e mi è rimasta nel cuore, non è solo merletti ma anche sorrisi, canali, ponti e la simpatia delle ragazze del Bar Sport con ottimi prezzi e la loro ottima cioccolata calda che ci ha ben riscaldati. Ripresa la navetta, anche se stanchi siamo partiti per Torcello, cupa, triste, solitaria, questa l’impressione che ha dato a me, anche perché su tutta l’isola non abbiamo incontrato nessuno ed eravamo solo noi, proprio per questo motivo a mio figlio è piaciuta molto perché ha potuto condividere la sua famiglia in un’isola che ha sentito tutta sua. Arrivati alla chiesa, trovata chiusa, così come i ristoranti, siamo tornati indietro e preso almeno 2 navette per tornare a Venezia San Marco

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