Venezia tra storia e magie

È lei a pianificare il tuo percorso, a farti prendere una calle e a metterti di fronte al ponte che dovrai attraversare...

  • di Meridiano307
    pubblicato il
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  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro

Alcuni nobili decaduti intravidero dei risvolti a dir poco interessanti per la loro condizione sociale: protetti dal segreto dell’anonimato infatti, potevano nuovamente aver accesso ai salotti dai quali erano stati banditi, oppure, nei periodi di ristrettezze finanziarie, riuscivano ad ottenete qualche pasto gratis extra. Poi si sa, alla gente dai un dito e lei te lo stacca e si prende tutto il resto, così la situazione sfuggì di mano. A tutti. Di brutto. E dall’essere cuscinetto sociale antistress al passare ad un girone dantesco a cui facevano capo tutti i vizi del mondo, conosciuto e non, fu un attimo. La maschera garantiva l’anonimato, l’anonimato era sinonimo di libertà, la libertà permetteva, per tutto il tempo del travestimento, di mettere la propria quotidianità in stand by e così facendo classi sociali, vincoli coniugali, rispetto delle regole, e credo religioso venivano nascosti sotto al mantello come si fa con la polvere ed il tappeto.

La situazione divenne talmente tanto ingestibile da costringere le autorità a porre rimedio con alcune limitazioni:

Nel 1340 venne vietata la circolazione in città, in maschera, durante le ore notturne;

Nel 1450 venne vietato l’accesso, in maschera, ai luoghi sacri;

Venne vietato di portare indosso qualsiasi tipo di oggetto contundente;

La prostituzione, in maschera, venne messa al bando;

Nel 1700 venne vietato l’ingresso, in maschera, alle sale da gioco;

Nel 1770 alle donne sposate venne impedito l’accesso, in maschera, al teatro.

Fin quando nel 1800 circa, con l’occupazione Napoleonica prima ed Austriaca poi, il Carnevale venne abolito in tutta la città eccezion fatta per le isole di Murano e Burano. Oltre 2 secoli, tanto è durato l’oblio del Carnevale probabilmente più famoso d’Europa, fin quando attorno al 1980 le associazioni dei cittadini, il Comune, ed altri enti trovarono il modo di far finalmente risorgere questo antico spettacolo. Ovviamente niente è come allora, i fasti e le atmosfere sono diversi, ma la tradizione è viva, le storie che resero celebre la Venezia del tempo sono nuovamente pronte per essere udite e inseguite tra le calle della città.

Info utili

Questa città si può visitare in un modo solo: perdendosi! E’ delle dimensioni giuste per rapirvi, ma non a tempo indeterminato.

Libreria Acqua Alta: andatela a cercare, è un luogo incredibile: impossibile non lasciarci un pezzo di cuore. Si trova nel Campiello del Tintor.

Scala Contarini del Bovolo: Ti dico solo che è definita come “il tesoro di Venezia” ma anche come “la scala a chiocciola più imponente e pregevole di Venezia”. Si trova in una perpendicolare di Calle Locande ed è veramente un peccato perdersela. Per maggiori informazioni puoi visitare la pagina internet ufficiale.

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