Venezia tra storia e magie

È lei a pianificare il tuo percorso, a farti prendere una calle e a metterti di fronte al ponte che dovrai attraversare...

  • di Meridiano307
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Venezia è un labirinto di calli, ponti, gondole e finestre arabescate. Venezia è molto di più.

Al mondo esistono tanti tipi di città più o meno moderne o caratteristiche, poi ci sono quelle che più o meno si prestano. A che cosa? A spiattellare la loro storia in faccia ai viaggiatori che giorno dopo giorno decidono di esplorarle. In alcune avverti la saccenteria, in altre la superbia, in certe città ancora troneggia la gloria dell’impero oppure sono ancora visibili i segni lasciati da illustri artisti e mecenati. Poi ci sono quelle uniche nel loro genere, in cui sono le storie che hanno da raccontare a fare la voce grossa. Storie di persone che vi hanno abitato per poi partire in cerca dell’altrove, dell’esotico, dell’oriente.

Venezia è tutto questo.

Venezia è come una donna che decide o meno di ammaliarti e di concederti il piacere della scoperta; che ci si creda o meno, è sempre e solo lei a pianificare il tuo percorso, a farti prendere una calle e a metterti di fronte al ponte che dovrai attraversare; è lei a condurti in alcune zone piuttosto che in altre e non c’è niente da fare, Venezia va assecondata.

Il fatto che non ci siano automobili poi la rende quasi unica, pensa che se non fosse per il rumore dei vaporetti e delle barche che scorrazzano per il Canal Grande, gli unici suoni che sentiremmo sarebbero quelli dei nostri passi, dei bambini che giocano a campana nelle piazzette e dei gondolieri che imprecano contro il “Tasciugo DeLonghi” che gli ha asciugato il canale. Amici gondolieri consolatevi, sono cose che capitano… noi abbiamo le buche nelle strade. Venezia trasuda magia, sempre, anche se c’è un periodo nel quale questo fenomeno paranormale si accentua, ci sono giorni in cui ti sembra di vedere fantasmi provenienti dai tempi del Doge, della Serenissima, di Marco Polo e pure da quelli in cui Casanova trovava ospitalità in quasi tutti i letti della città Ovviamente sto parlando del Carnevale. Immagina di trovarti al tramonto in una calle lontana dalla centralissima ed affollatissima Piazza San Marco, quando le tenebre avanzano e le luci si accendono... e proprio lì a qualche metro da te ecco un movimento quasi impercettibile, che sia un lenzuolo mosso dal vento? No, è altro, si tratta del lembo di un mantello frettolosamente tirato via; appartiene ad un’ombra che velocemente si sposta tra le strette vie, prima a destra e poi a sinistra, quasi a volerti seminare. Questa sagoma giocherà con te ed alla fine, dopo essersi fatta desiderare, dopo averti sedotto ed indotto a seguirla, solamente allora si farà acciuffare; e pensa alla tua sorpresa quando voltandosi lascerà che tu scorga il tuo volto…c’avevi creduto è? Perchè per Carnevale, a Venezia, non esistono volti ma solamente maschere, sagome, ombre e fantasmi dal passato. E qualche sciroccato con gli occhi spippolati ed un polipo in mano. Amici sciroccati scherzo, io lo sono più di voi e poi il mondo è bello perchè è vario.

Breve storia sul Carnevale

I primi cenni relativi a questa festa giungono addirittura da alcuni scritti dei primi anni del secolo mille, dai quali è facile comprendere come il Carnevale Veneziano fosse l’equivalente dei giochi Romani; in questo caso veniva data l’opportunità alle persone appartenenti ai ceti medio-bassi di sfogarsi deridendo e contestando autorità ed aristocrazia, accusati di essere un po’ troppo “bacchettoni” per quanto riguardava la morale e l’ordine pubblico. I cittadini indossando il mantello dell’invisibilità, alias maschere, potevano far sentire la loro voce, o almeno averne l’illusione, senza per questo subirne delle conseguenze

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