Registrati | Login

Biennale a misura d'uomo

A Venezia fino al 21/11 si indaga il rapporto uomo-ambiente

 

Chiamarla Biennale è riduttivo. Per quasi tre mesi, fino al 21 novembre, Venezia diventa la capitale mondiale dell’arte del costruire. Ma non solo: la XXII Mostra internazionale di architettura (www.labiennale.org), dal titolo People meet in architecture è la linea di frontiera fra arte, tecnologia e filosofia, appuntamento per attori provenienti da ogni parte del pianeta, architetti, designer, artisti, storici, critici. Un calendario fitto di mostre e incontri collaterali aperti al pubblico, invitato a scoprire dolcemente gli angoli nascosti della città lagunare, i consueti spazi della mostra – gli storici Padiglioni, i Giardini e l’Arsenale, armonizzati in un unico percorso espositivo – e i luoghi appena riaperti dopo importanti interventi di restauro: la sede storica della Biennale, Ca' Giustinian, l’edificio quattrocentesco che si affaccia sul Bacino di San Marco proprio di fronte all’ingresso del Canal Grande, nonché la Biblioteca dell’Archivio storico delle Arti Contemporanee (Asac) e il Palazzo delle Esposizioni (l’ex Padiglione Italia ai Giardini), destinato a diventare il fulcro di attività permanenti e punto di riferimento per gli altri padiglioni.

Tremilacinquecento metri quadrati tra spazi espositivi, bookstore, caffetteria e area educational aperta a studiosi e studenti, il cui allestimento è stato curato da artisti di spicco come Tobias Rehberger (autore della caffetteria), vincitore del Leone d’oro per il migliore artista della 53esima edizione dell’Esposizione internazionale d’arte. Sotto la direzione di Kazuyo Sejima, il grande architetto (donna) giapponese che quest’anno ha vinto il prestigioso Pritzker Architecture Prize, considerato il Nobel dell’architettura, la Biennale 2010 ha i numeri in regola per attirare migliaia di visitatori: 46 soggetti partecipanti tra studi, architetti, ingegneri e artisti da tutto il mondo, 56 partecipazioni nazionali tra cui Albania, Bahrain, Iran, Malesia, Marocco, Ruanda e Thailandia, per la prima volta a Venezia.

l’esordio di un'archistar

«Il primo decennio del ventunesimo secolo si sta chiudendo in un susseguirsi di cambiamenti radicali», afferma Kazuyo Sejima, 54 anni, prima donna a dirigere la mostra e coautrice insieme a Ryue Nishizawa del New Museum of Contemporary art di New York e del nuovo Louvre a Lens, in Francia. «In questo contesto in rapida evoluzione, l’architettura può farsi portavoce di nuovi valori e stili di vita? Questa mostra è l’occasione per sperimentare le molteplici possibilità dell’architettura».

Nel caleidoscopio della Biennale, in effetti, i punti di vista e gli stili si moltiplicano all’infinito, come in un gioco di specchi. Matthias Schuler di Transsolar, in collaborazione con Tetsuo Kondo, propone una nuvola di dimensioni reali. Per la sua natura indefinita, l’installazione stimola una nuova interpretazione dello spazio da parte dello spettatore. Il paesaggista Piet Oudolf, invece, è stato chiamato a realizzare un giardino che conclude il percorso espositivo dell’Arsenale, luogo magico di incontro per i visitatori della mostra. E ancora, il video di Fiona Tan documenta i progetti del duo Sejima-Nishizawa per le isole del Mare Interno di Seto, in Giappone, in cui architettura, paesaggio, arte e società formano un’unione armonica. Mentre Hans Ulrich Obrist si aggirerà nei luoghi della mostra per raccogliere una serie di videointerviste tra i partecipanti, stimolando la curiosità del pubblico

  • 938 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social