Sui sentieri della Grande Guerra

Un viaggio lungo i sentieri della Grande Guerra, in particolare sul Pasubio, sull'altopiano di Asiago, sul monte Grappa, a Redipuglia e nella zona di Cortina, tutti luoghi in cui ci furono aspri combattimenti nella Grande Guerra del ...

  • di francogigante1953
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Nel primo pomeriggio, riscendendo in pianura, poco dopo Cogollo del Cengio abbiamo preso la strada per Asiago che sale velocemente di quota con un bel pò di tornanti: ad un certo punto c’ è un bivio sulla sinistra (poco prima della locanda del granatiere) che sale al monte Cengio, forse uno dei posti più interessanti che abbiamo visto in questo giro.

Il monte Cengio era in una posizione strategica perché dava accesso alla pianura veneta, per questo motivo era stato occupato dai granatieri di Sardegna che vi hanno combattuto un’epica battaglia, difendendolo strenuamente. Si percorre un sentiero ad anello, impiegando quasi due ore, soste escluse. La parte più interessante è quella in salita, in parte nelle gallerie e in parte su un sentiero scavato nella roccia viva sul fianco della montagna. I soldati vivevano nelle gallerie, estate e inverno, con temperature ben al disotto dello zero! Terminata questa facile escursione ci dirigiamo verso Asiago dove vorremmo visitare il sacrario (località Leiten), ma lo troviamo chiuso (chiude alle 17). Ci fermiamo comunque a pernottare ad Asiago, alla locanda Aurora che si trova vicino all’aeroporto, sulla strada che faremo il giorno dopo x andare sul monte Zebio, altro scenario di battaglie sull’altopiano.

Sabato 9 settembre: Asiago – Monte Zebio – Monte Grappa – Farra di Soligo

Da Asiago, di buon’ora, percorriamo una strada che dopo un paio di Km. diventa una sterrata, a tratti anche abbastanza accidentata; per arrivare al monte Zebio occorre seguire le indicazioni per la Malga Zebio, in totale sono circa 9 Km di cui quasi 7 di strada sterrata, evitate di farla con un’auto bassa. Avendo più tempo (circa 3 ore) ci sarebbe da fare a piedi un giro ad anello che tocca tutti i luoghi dei combattimenti e il posto dove sono scoppiate alcune mine, purtroppo il tempo che abbiamo a disposizione è poco, inoltre c’è nebbia e piove, pertanto riusciamo a vedere solo alcune trincee e postazioni austriache. Le trincee sono state ben restaurate, in alcuni punti ci sono anche i cavalli di frisia che ostacolavano gli assalti alle trincee. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di andare sul Monte Fior e a Castelgomberto perché nel pomeriggio avevamo già in programma di andare sul Monte Grappa, uno dei monti sacri alla patria, per vedere il Sacrario, Col Andreon (dove c’era la nostra artiglieria) e Col Campeggia dove c’erano le retrovie.

La prima tappa la facciamo a Col Campeggia che però è stato una delusione perché le trincee sono state restaurate solo in minima parte, quanto a Col Andreon, indicazioni non ne abbiamo viste. Forse da questo punto di vista qualche indicazione stradale in più non guasterebbe. Arrivati in cima al monte Grappa, prima di andare al Sacrario, visitiamo la galleria Vittorio Emanuele, con uno sviluppo impressionante, più di 4 Km scavati nella roccia, con decine di postazioni per cannoni di vario calibro e mitragliatrici, c’erano pure i lavatoi ed un’infermeria. Terminata la visita saliamo la gradinata che porta al sacrario, a destra c’è l’ossario degli austroungarici e a sinistra quello degli italiani. Nel mezzo c’è una cappella con la statua della Madonna del Grappa che, a guerra finita, venne portata in giro per tutta l’Italia affinchè tutti gli italiani potessero ringraziarla per la cessazione della guerra. Ritornati in auto puntiamo su Farra di Soligo dove un mio caro amico ci aspetta per cena

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