Cameo a Varsavia

Due giorni mordi e fuggi nella capitale polacca

  • di stramaury
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Partiamo dalle considerazioni: Varsavia ci è piaciuta, senza esagerare ma lasciandoci soddisfatti del tempo che le abbiamo dedicato; ci saremmo fermati anzi un paio di giorni in più. Periodo azzeccato e sole sono stati di grande aiuto per apprezzare questa città in cui è ancora presente una grigia impronta sovietica. I nostri voti: Sonia 7, Uccio 7, io 6,5. Promossa.

Abbiamo avuto a disposizione due giorni pieni, le indicazioni delle guide cartacee Mondadori e Lonely Planet, i preziosi consigli di una collega cresciuta qui. Abbiamo dedicato gran parte del tempo a passeggiare per i quartieri principali, visitato un paio di musei, fatto un salto in zone ai margini del centro vero e proprio. La città ci è sembrata un bel miscuglio di edifici storici (spesso ricostruiti nel dopoguerra), casermoni comunisti e costruzioni contemporanee quali grattacieli, centri commerciali e condomini: nel complesso l’effetto è piacevole. Varsavia appare in pieno boom economico ed edilizio e da architetti non possiamo che apprezzare; valore aggiunto il fatto che anche in centro non manchino spazi verdi piuttosto curati e particolarmente gradevoli in questa stagione. Di contro non ci sono piaciuti alcuni larghi e spogli assi stradali, in particolare nella zona della stazione centrale anche per la presenza dei grandi parcheggi, né la Vistola e le sue sponde trascurate. Il cantiere della linea 2 della metro è un ricorrente intralcio a spostamenti, panorami e fotografie, ma è anche segno della vitalità economica della capitale polacca quindi pur avendolo maledetto più volte è cosa buona che ci sia. Fa storia a sé il Palazzo della Cultura e della Scienza, enorme edificio stalinista che è tra i principali punti di riferimento della città e che sicuramente lo è stato per noi che alloggiavamo nelle sue vicinanze. Non è bello ma fa tipo.

Venerdì 30 maggio

Raggiungiamo in qualche modo Varsavia ed alle 22.30 stiamo facendo il check-in nell’appartamento in affitto scelto in zona Plac Grzybowski, poco a nord della stazione centrale. Scendiamo per un primo assaggio by night dei dintorni, giusto il tempo guardarci attorno e fare un giro all’esterno del Palazzo della Cultura e della Scienza. Risaliamo in appartamento, dal quale c’è un gran bel panorama sul Palazzo (stasera illuminato in total blue) con i vicini grattacieli del quartiere commerciale e finanziario, gli scatoloni sovietici e palazzi più recenti.

Sabato 31 maggio

Mentre Sonia ed Uccio finiscono di prepararsi faccio un salto in Plac Grzybowski e dintorni per un’altra occhiata alla zona, stavolta alla luce del giorno. Alle 9 siamo tutti pronti, riconsegniamo in una vicina filiale Hertz la nostra auto in affitto e quindi entriamo sul serio nel ruolo dei turisti urbani appiedati. Ci avviciniamo al centro passeggiando per Al Jerozolimskie, uno degli stradoni poco alberati di cui sopra ma non tra i peggiori. Incrociamo presto Nowy Swiat, che in continuità con Kakowskie Przedimiesce costituisce la via dello struscio di Varsavia e sicuramente la più piacevole tra quelle che abbiamo percorso. La imbocchiamo verso nord in direzione del centro storico, incontrando piazzette con relativi monumenti e edifici più scenografici come chiese e palazzi. Bella. Raggiungiamo a piedi la raccolta Città Vecchia (Stare Miasto), ricostruita nel Dopoguerra com’era prima del conflitto, dove passeggiamo tra le vie e le due piazze principali (del Castello e della Città Vecchia); quindi uscendo dalla porta nord (Barbakan) diamo un’occhiata anche alla Città Nuova (Nowe Miasto) che nonostante il nome ha pure lei qualche secolo sulle spalle. Molto piacevoli entrambe. Continuiamo a camminare allargando il raggio d’azione e senza mete specifiche, incrociando tra l’altro il Monumento all’Insurrezione di Varsavia (in ristrutturazione), il Teatro Wielki, i giardini Sassoni, l’Università. Da qui ci spostiamo nel primo pomeriggio verso le sponde della Vistola attraverso giardini e strade che sono il retro meno scintillante del centro votato al turismo, raggiungendo prima la biblioteca universitaria (meta da architetti, ma il giardino pensile sul tetto è interessante per tutti per le belle visuali) e poi il vicino Kopernik Museum, che visitiamo. E’ molto recente e ospita decine di istallazioni interattive concepite per dare input ai visitatori su varie materie scientifiche: alcune riescono nell’intento divulgativo, altre si rivelano semplicemente giochi curiosi e divertenti non solo per i bambini. Trascorriamo un paio d’ore piacevoli, quindi decidiamo che ne abbiamo abbastanza. Sconfitti 3-0 dalla colonnina di gestione del bike sharing torniamo a piedi verso il centro, dove essendo l’ora dell’aperitivo la sempre rassicurante Nowy Swiat è stracolma di gente a spasso o seduta nei tanti locali: vivace e vitale, ci piace. Puntiamo verso ovest passando per la via pedonale e commerciale Chmielna, pure lei piena di persone e vetrine

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