Emozioni tra le nuvole in Valtellina

Due giorni in alta quota sulle montagne valtellinesi di Livigno e Bormio: da Carosello 3000 ai laghi di Cancano

  • di alvinktm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Il caldo soffocante di questa estate ci spinge a fuggire dal fondovalle per cercare la frescura delle vette poco distanti da casa nostra. Così prenotiamo in last minute una camera al bellissimo hotel Baita dei Pini, nella nota località termale di Bormio in alta Valtellina, beffando l'afa e l'umidità di Caronte che con i suoi tentacoli africani attanaglia tutto il centro nord. All'albergo vorrei dedicare qualche riga del mio diario perché vale davvero la pena soggiornarci. Già lo conoscevamo avendo pernottato in una delle loro suite due anni fa, quando il nostro Leonardo aveva pochi mesi e necessitavamo di uno spazio ampio per gestirlo e soprattutto per farlo addormentare. Essendoci trovati molto bene la prima volta cogliamo al volo la tariffa super conveniente per la camera standard (per fortuna ora Leonardo non ha più problemi a dormire) proposta sul loro sito e ulteriormente abbassata in fase di prenotazione telefonica. Sì, avete letto bene. Se riservate una camera contattando direttamente loro, bypassando i classici siti di prenotazione degli hotel, sono previsti sia dei vantaggi sul prezzo che sui servizi, come ad esempio il parcheggio privato gratuito (sito internet: www.baitadeipini.com). Convenienza a parte, scegliamo di tornare in questo albergo per il confort e la pulizia delle camere, i caratteristici ambienti comuni in legno, l'estrema gentilezza del personale, la posizione limitrofa al centro storico e soprattutto per la colazione strepitosa a cui non si può chiedere nulla di più. Torte e dolcetti, brioche e cereali di ogni tipo, uova e bacon, formaggi e affettati, frutta e centrifughe, marmellate e barrette: è un'oasi per gli occhi e lo stomaco. Inoltre la sera è stata piacevolmente allietata con musica dal vivo nel delizioso giardino dove Leonardo ha potuto giocare in libertà con altri bimbi mentre noi sorseggiavamo un cocktail. Un gradito, quanto raro, momento di relax tanto apprezzato... e chi come noi ha figli piccoli sa cosa intendo :-).

Torniamo a parlare delle bellezze montane godute durante la breve fuga dall'afosa routine. La prima giornata è consacrata a Livigno, meta da noi molto amata e alla quale ho già dedicato due diari di viaggio. D'altronde le cose da fare e vedere qui sono talmente tante che non basterebbe un mese per provarle tutte, ma siccome non voglio tediarvi oltre mi limito a segnalarvi i link dei miei racconti: 'Engadina e Livigno: due perle montane' http://turistipercaso.it/montagna/73903/engadina-e-livigno-due-perle-montane.html e 'Da Livigno all'Engadina' http://turistipercaso.it/lombardia/69655/da-livigno-allengadina.html .

Stavolta vogliamo salire ai 2749 metri di altitudine del Carosello 3000 con la nuovissima cabinovia, la cui stazione di partenza si trova appena fuori l'inizio della zona a traffico limitato provenendo dal valico della Forcola. Location per noi comodissima dato che arriviamo proprio da lì. Il Carosello 3000 d'inverno è il paradiso degli sciatori, mentre d'estate si trasforma in un parco giochi per i bikers, i runners e gli amanti del trekking. Il biglietto di andata e ritorno al prezzo di 15 euro è conveniente e consente di usufruire pure della Funivia Livigno centro e della successiva seggiovia. In pochi minuti si abbandonano i prati verdissimi e la corona di pinete attorno al paese, e si è catapultati in un paesaggio lunare estremamente affascinante, fatto di ripidi saliscendi sterrati disegnati sulla vetta della montagna e di immensi scivoli rocciosi degradanti da un lato sulla Val Federia e dall'altro verso i tetti di Livigno. L'altezza considerevole regala un panorama ampissimo sulle cime circostanti, aride o innevate a seconda di dove si volge lo sguardo, e sull'intero fondovalle. Cominciamo a camminare e subito avvertiamo l'aria fresca invadere i polmoni e inebriare la mente, dobbiamo spalancare la bocca per ingurgitare più ossigeno possibile, infatti qui l'aria è più rarefatta e sotto sforzo si sente. Zaino e Leonardo sulle spalle infatti rendono la passeggiata più faticosa, tuttavia la vista ripaga della fatica e la sensazione di poter toccare le nuvole con un dito è impagabile

  • 956 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social