Break Catalano

Fugace e intenso tour alla scoperta di un pezzetto dell'ovest spagnolo: da Valencia ad Alicante, passando per Benidorm e Teulada, nostro paese gemello.

  • di Bilbix
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Una rapida fuga dalla quotidianità, una pausa rigenerante e rinfrancante, un mini viaggio a basso costo per una tre giorni intensa quanto incantevole, oltre che assai ‘caliente’, visti i 35° centigradi raggiunti!

E dunque si parte per la Spagna per un tour pianificato a tavolino giusto qualche settimana prima, con volo diretto da Cagliari, A/R in formula low-cost, con la compagnia Ryanair: la levataccia è di quelle da ricordare, il decollo è infatti previsto per le 6:30 del mattino e dobbiamo quindi essere in aeroporto almeno un’ora prima per avere il tempo di lasciare la macchina nel parcheggio custodito e sbrigare le solite pratiche d’imbarco. Nessun check-in valigie in quanto abbiamo solo bagaglio a mano da portare dentro il velivolo, ma i controlli al metal detector possono comunque richiedere tempo. Una volta al gate, facciamo colazione e a breve termine siamo già accomodati sulle poltroncine che ci siamo scelti. La durata del volo è di appena un’ora e mezza, e il costo di 40 euro; ma volendo, si può essere anche più fortunati e rimediare tariffe ancor più basse.

Approdiamo all’aeroporto iberico puntualissimi, anzi addirittura in anticipo, ed alle otto siamo già in coda per procurarci i biglietti della metro per il centro: direzione Xátiva, stazione del nord, a pochi passi dall’hotel Mediterraneo, nostro punto di riferimento come alloggio, trovato e prenotato attraverso il portale Booking.com.: 33 euro a notte, in camera doppia senza colazione, facilmente rimediabile a pochi euro in qualsiasi bar viciniori (da notare il buon caffè e l’altrettanto gradevole cappuccino consumato proprio in un locale accanto all’albergo). Camera piccola ma accogliente, con bagno comodo e ben fornito; l’ideale per chi, come noi, ama muoversi tutto il giorno e vive l’albergo quasi esclusivamente come appoggio e dormitorio: confortevole sì, ma senza tanti fronzoli ulteriori. E la posizione è imbattibile: centralissima e servitissima da metro e bus; ogni punto d’interesse della città è raggiungibile a piedi.

Il primo inconveniente ci capita proprio col distributore di biglietti della metro. Una cortese signorina ci spiega in spagnolo il funzionamento; capiamo, ma al momento della scelta del biglietto ci si presenta uno scontrino. Inizialmente perplessi, pensiamo poi che basti quello per poter accedere al mezzo pubblico, mentre invece ci spiegano che congiuntamente sarebbe dovuto scendere anche un biglietto tipo tessera, addirittura ricaricabile. Inutile tornare alla macchinetta per vedere se e cosa avevamo perso. Abbiamo dovuto richiedere ex-novo il servizio perdendoci 5 euro! Va beh, cose che capitano anche ai meno sprovveduti (forse non era il nostro caso). E stavamo appena cominciando il viaggio!

La metro è rapida e pulita. Undici fermate per giungere a destinazione e, in meno di venti minuti, siamo in centro. All’uscita dalle gallerie sotterranee ci si presenta dinanzi la prima immagine della città di Valencia, quella da cui sarebbero scaturite, le prime, indelebili, impressioni, il classico primo impatto; siamo pieni di curiosità e aspettative. Ed eccoci davanti la Plaza de Toros, formidabile colosseo moderno (struttura a cui la costruzione in effetti è ispirata), con i suoi archi e le locandine degli imminenti spettacoli estivi. Siamo al 3 di luglio 2010, giornata soleggiata, calda e promettente.

Lasciati il piccolo trolley e lo zaino in albergo, si comincia il tour per la città vecchia: il mercato centrale coi suoi profumi, i colori e l’architettura particolare in ferro e vetro risalente ai primi del Novecento, e dunque modernista, con parecchia attenzione alla luce, ci accolgono allegramente e invitano allo shopping gastronomico. C’è davvero di tutto e di più: un autentico piacere per gli occhi e… l’olfatto!

E’ poi la volta della Loggia (o Borsa) della Seta: situata proprio accanto al mercato, è una struttura di stile gotico, con in parte influenze rinascimentali, inclusa dall’Unesco nel patrimonio artistico dell’umanità, dove un tempo si stipulavano contratti inerenti per l’appunto alla preziosa merce da cui ha preso il nome. Qui conosciamo una simpaticissima ragazza calabrese che dopo un anno trascorso a Murcia per un progetto universitario s’apprestava a far rientro in Italia e girava Valencia come ultima tappa di un’avventura sicuramente fantastica.

Prima di entrare nella Loggia ci è capitato di voler bere qualcosa, esperienza davvero allucinante. Capitiamo in un bar dove capiscono fischi per fiaschi e ci servono un’orzata orripilante ed un tè caldo (a circa 30° all’ombra!!!) al posto dell’aranciata e del tè freddo che avevamo chiesto: altre disavventure tipiche di viaggi atipici! (PS: Non prenderò mai più un’orzata in vita mia!)

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