Partenza il 26/6/2018 · Ritorno il 30/6/2018
Viaggiatori: 3 · Spesa: Fino a 500 euro

I love Spagna: Valencia 2018

di Peppesparacino - pubblicato il

Ormai è ufficiale: la Spagna è il mio secondo Paese! Sì, me ne convinco sempre più. Questa volta realizzo il desiderio di vedere Valencia, la terza città Spagnola. Per mia grande fortuna mia moglie Laura e mia figlia Serena condividono questa mia passione per questa terra ... dai, si parte!

Con il consueto anticipo, in gennaio, dopo un monitoraggio di un paio di settimane, un giorno in cui i prezzi si erano abbassati di circa 20€ a persona rispetto alla media, compro i biglietti per il periodo 26/30 giugno con volo Ryanair diretto da Palermo: totale per 3 compreso acquisto posto assegnato e imbarco prioritario 240€. Nei giorni seguenti comincio a studiare la città e individuo un hotel che risponda alle mie esigenze: la colazione compresa, aria condizionata, mini frigo, servito bene dai mezzi pubblici e recensioni da 8 punti a salire. Ed ecco che il 26 Giugno è arrivato e alle 18,20 si parte per la Spagna: Valencia.

Arriviamo leggermente in ritardo e Dall’aeroporto stesso (che figata!) prendiamo la metro linea 3 rossa (c’è anche la linea 5, secondo dove dovete andare) ma fate attenzione perché sulla stessa linea ci sono 2 diversi capolinea in quanto ad un certo punto la linea si sdoppia. Prima però compriamo un abbonamento che ci costa 20 € e praticamente ogni volta che viene usato, secondo il costo del biglietto - che può variare in base se siete nella zona A B o C- viene scalato dal credito. Fate un po’ 2 conti ...(qui il sito ufficiale per i servizi trasporti pubblici - http://www.guida-valencia.com/muoversi.html) io l’ho usato per andare e venire dall’aeroporto e per A/R dal mare e mi sono avanzati 4€. La Metro è poco popolata e abbastanza pulita.

Noi, dopo una ventina di minuti scarsi e una quindicina di fermate, siamo scesi presso Benimaclet, che rimane proprio a una decina di metri dell’hotel Olympia Universidades ( Doctor Vicent Zaragoza, 13, Valencia, 46020) Che è ubicato a una decina di metri dall’uscita della stazione metro e a circa 15 minuti a piedi dal centro. L’hotel è in stile moderno e molto semplice. All’ingresso, prima della reception, subito si trova la sala colazione e in fondo il bar. Parlano italiano così come avevo letto su Booking.com. Salendo in camera, prima ho avuto un sussulto per la moquette nel corridoio, pure un po’ consunta, ma entrando in stanza scopro piacevolmente che qui c’è un bellissimo parquet nuovo, evviva! Io odio la moquette! D’estate poi ... pericolo scampato! la camera è un po’ strettina per essere una tripla, ma per il resto ha tutto ciò che renderà confortevole il nostro soggiorno: mini frigo, aria condizionata, tv bella grande con i canali italiani, è molto pulito e silenzioso! Esperienza più che positiva. Io per 4 notti in una tripla con una più che buona colazione compresa ho pagato 420€...ritengo sia un buon rapporto qualità/prezzo. Considerare pure che a 5 metri fuori la porta ci sono fermate metro-tram-bus che vi portano ovunque vogliate andare… Segnatevelo http://www.booking.com/Share-J7bW0e.

Possiamo velocemente le borse e, poiché sono già quasi le 22, andiamo subito a cercare qualcosa da mettere sotto i denti. Ci mettiamo davvero poco, perché proprio la porta accanto l’hotel è l’ingresso di “100 montadidos”, che noi avevamo già apprezzato a Siviglia un paio di anni fa, non esitiamo e per il nostro primo pasto Valenciano ci accomodiamo qui: niente di più pratico, veloce e, perché no? Economico. Finita la cena, risaliamo in camera, sistemiamo un po’ le borse e andiamo a dormire.

Mercoledì 27-6-18

Come ci piace fare per ottimizzare i tempi della vacanza ci alziamo presto, alle 7.00.Ci prepariamo e per le 8 scendiamo a fare colazione. Molto buona la qualità, non eccessivo assortimento, ma c’era abbastanza salato e abbondante dolce per tutti i gusti. Subito dopo saliamo a prendere gli zaini e si parte per il primo giorno di tour della città. Come sempre, al fine di goderci al massimo la città, andiamo a piedi, e partendo dall’albergo attraversiamo il giardino reale, quindi da porta serrans, barrìo del Carmen con le sue bellissime stradine, fino ad arrivare a Placa de la Regina, la piazza della cattedrale. La piazza ha una forma rettangolare, molto elegante e ricchissima di locali e negozi. Qui, e questa pare sia una delle poche eccezioni, si vede anche qualche venditore ambulante. Bellissimo il giardino centrale pieno di fiori, volendo, se l’ora è la temperatura sono ideali, ci si può sedere a godersi un po’ questo sito e questa città meravigliosi. Da qui, per chi fosse interessato a questo tipo di esperienza, partono anche i bus scoperti per il tour della città.

La Cattedrale - Purtroppo la sfortuna ha fatto sì che la famosa torre del miguelete nei giorni della nostra permanenza in città fosse chiusa per lavori… un gran peccato! Per 8 € avrete biglietti di ingresso e audio guida in italiano. Ah, qui Pagamento solo contanti, niente carte… Conta 3 ingressi (portali) tutti in stili diversi, il portale barocco “de losHierros”; il Portale “degli Apostoli”, in stile Gotico e il “Portale dell’Almodaina” in stile Romanico. All’interno ci sono varie cappelle: di San Pietro, San Tommaso de Villanueva, San Francisco Borja. L’altare e l’abside sono bellissimi, con le 2 grandi porte in legno opposte che tagliano trasversalmente l’altare segnando l’asse che orientava la Mezquita verso la mecca; dietro c’è la cappella della resurrezione con la reliquia: il braccio di San Vincenzo martire , di fronte a questa la statua della Vergine del Coro che pare porti bene alle donne in gravidanza che osservano alcuni rituali durante la visita (9 giri della cattedrale, uno per ogni mese ), quindi la cappella di San Giacomo con la statua del vescovo Andres di Albala, colui che, nel XIII secolo ordinò la costruzione della cattedrale, e la pietra angolare dove si pensa iniziò la costruzione, che comunque fu edificata laddove già preesistevano altri luoghi di culto: un Tempio Romano prima e una Moschea Musulmana dopo. Accanto la cappella di San Dioniso martire e Santa Margherita martire.

Una delle sale che compongono il percorso orientato della visita alla cattedrale è dedicata al Museo della stessa con l’ostensorio più grande del mondo alto 5 m. È in argento (si narra che ne servirono 600 kg + 1 kg di oro e 750 gr dj platino ). Bellissimi gli antichissimi manoscritti qui esposti. A seguire, finalmente, la famosissima sala del santo graal, dove è custodito dal 1916 (anche se si dice sia in questa cattedrale- poiché donato da re Alfonso il Magnanimo- dalla metà del XV Secolo e dopo innumerevoli vicissitudini. La coppa dove Gesù bevette durante l’ultima cena ...qui vi si bloccherà il fiato per l’emozione: suggestiva! A fare da cornice a questo gioiello archeologico, una parete(retablo) in alabastro interamente scolpita.

La meta seguente, non molto distante dalla cattedrale, proprio nel barrio del Carmen, è la “cappella sistina Valenziana”, ovvero la Chiesa (iglesia) di San Nicola venerato qui a Valencia dal XIII SECOLO (visse in Asia minore nel IV dopo le sue spoglie arrivarono nella città pugliese, ecco perché viene chiamato tale (e di San Pietro martire). Fu una delle prime chiese della città, edificata nel XIII secolo, sfoggia Un perfetto equilibrio tra gotico e barocco. I bellissimi affreschi interni furono realizzati a cavallo il XVII secolo da Antonio Palomino e in seguito fu restaurata dello stesso artista che restaurò la cappella Sistina. Ma il vero lavoro di valorizzazione e restauro è stato concluso di recente. Da segnalare la moltitudine di cappelle che fanno da cornice alla chiesa, dove si trovano una sequenza di immagini religiose e statue centenarie, tra le quali la cappella di San Raffaele con Santa Teresa e Santa Barbara, Sant’Antonio da Padova con statua di Santa Rita Il calvario e il fonte battesimale, San Giuda Taddeo, avvocato delle cause disperate. Meraviglioso l’altare maggiore dove molte delle scene rappresentate si basano sulla vita dei 2 martiri ai quali la chiesa è dedicata. Noi abbiamo preso il biglietto combinato, che comprende la visita alla mostra museo della seta “la loja sella seta” 8€ adulti 4€ minori. Nel costo del biglietto era compresa l’audio guida, grazie alla quale abbiamo potuto apprezzare al Meglio le splendide opere qui rappresentate. Siamo già all’ora di pranzo, proseguiamo il nostro tour…

Mercato centrale - Una esplosione di colori, di profumi e di sapori! In pratica mentre giri, ancor più che noi ci siamo arrivati all’ora di pranzo, assaggi qua e là i prodotti che più attraggono la tua curiosità e quasi non ti rendi conto di quanto, cosa e come mangi! Ma mangi... tanto... tra una bancarella e l’altra i prezzi si equivalgono e la qualità pure. Io, tra le altre cose, per 2€ ho preso dei bicchieroni tenuti in fresco in banchi colmi di ghiaccio tritato pieni di frutta fresca che sono la fine del mondo! È bellissimo constatare come in Spagna ( cito il mercato di triana a Siviglia o la boqueria a Barcellona…) riescano a trasformare un “semplice mercato” in una attrazione incredibile… è tutto perfettamente pulito, c’è l’aria condizionata, i bagni ( 50 centesimi), i venditori sono per niente insistenti, la merce è esposta con una cura maniacale. Molto bello! Aperto tutti i giorni tranne la Domenica.

Usciti dal mercato, siamo andati nella Famosa e antica horchateria Santa Catalyna - confesso più per curiosità che per fame - ma tant’è... qui potete scegliere tra la loro famosa horzata (ma io l’avevo assaggiata al mercato centrale e non l’ho per Niente apprezzata), i churros con cioccolata caliente o altri dolci. La ragazza che ci ha servito era simpaticissima e gentilissima. Churros e cioccolata calda per 3 circa 14€. Ma resto sempre dell’idea che noi italiani in campo di dolci e pasticceria varia, così come nella gastronomia tutta, è difficile trovare meglio di casa nostra! Ma è valsa la pena dare uno sguardo a questo antichissimo negozio.

Plaza de Toros - Adiacente al quartiere ruzafa, proprio a fianco della stazione nord, fu realizzata nella metà del 19mo secolo , dopo innumerevoli vani tentativi, laddove di fatto si celebravano le manifestazioni relative ai tori. Da allora ha subito diverse ristrutturazioni e modifiche, anche perché negli ani 40 vi fu un incendio. L’ultimo intervento risale solo al 2010… Oggi ospita anche eventi artistico-culturali, quali mostre, concerti etc.. Una curiosità che riguarda la eventuale programmazione di corride è data da un sistema di esposizione delle bandiere nei piloni in cima all’arena: queste indicano quale tipologia di corrida avrà luogo (tori giovani, tori maturi etc…). Per 2€ potrete anche visitare il museo taurino, se ne aveste interesse.

Stazione del nord - Edificata all’inizio del secolo scorso in stile “modernista”, la facciata reca sculture di prodotti dell’agricoltura valenciana quali le arance e i fiori. L’interno sembra un salotto, tutto pulito e ordinato come rarissimamente vi capiterà di vedere.

Museo della seta (Lonja del la Seda) - Sito dichiarato patrimonio dell’umanità… Qui potrete vedere e capire quale e quanta importanza avesse allora la seta nella distinzione dei ceti sociali, oltre che nella economia dell’epoca. Un tour che ha inizio con la scoperta e l’istituzione della via della seta e via via fino ad arrivare al periodo più prosperoso di questo prodotto tra il XV E IL XVIII secolo Quando questa industria fu prima riconosciuto dal sovrano del tempo come “arte “ e poi “collegio “ la categoria adottò come santo protettore San Girolamo.

Alla fine del tour , si passa dal negozio di souvenir , dove, considerati i prezzi anche più abbordabili dei negozietti sparsi per la città , consiglio una sosta. Finita questa parte artistico culturale della prima giornata a Valencia , ora ci dedichiamo ad altrettante passioni turistiche :lo shopping. E qui ci sono tappe obbligate : hard rock per la collezione di maglie e felpe varie; Starbucks per le tazze e, ovviamente il frappuccino ( che qui dalle 17.00 alle 19.00 offrono al 2x1!); quindi primeark prorpio dietro l’arena des toros.

Appagati di quanto fin qui fatto e visto , torniamo per un pit stop in hotel. Per la cena abbiamo individuato un ristorante dove abbiamo letto facciano una buonissima paella: il Restaurante Flor de Valencia, Avinguda del Cardenal Benlloch, 22, 46017 Valencia. È importante sapere che senza prenotazione non si trova posto, per cui ho chiamato e ho prenotato un tavolo. Il locale è molto elegante, il sevizio di livello e parlano un discreto italiano. Subito dopo aver preso la comanda ci offrono degli stuzzichini molto buoni. Per un antipasto di pesce, una abbondante e buonissima paella, dolci e caffè abbiamo pagato 115€. Se avete in programma di regalarvi una cena elegante in un locale molto raffinato dove mangiare veramente bene vi consiglio di tenerlo in considerazione.

Per pulirci la coscienza per il lauto pasto , così come all’andata, ripercorriamo i 3 km che mancano per arrivare in hotel a piedi facendo una bella passeggiata costeggiando i giardini del Turìa per un Lungo e piacevole tratto. tal proposito… Questi giardini li ho classificati come uno dei fiori all’occhiello di Valencia. Un enorme polmone verde (ma non il solo)per la città, che i Valenciani vivono intensamente. Potrete notare come la gente se lo viva… correndo, passeggiando, rilassandosi, facendo pic nic, andando in bici o pattinando nelle apposite piste, facendo attività fisica con tanto di attrezzi da palestra nelle apposite aree, giocando a calcio , a rugby o a baseball, nei campi regolamentari ivi presenti. Per i più piccoli esistono aree dedicate con parchi gioco. Hanno trasformato quello che negli anni 50 fu un grave problema, ovvero un fiume che inondò la città, in una opera bellissima, maestosa e utilissima! In pratica, dopo questa tragica inondazione del 1957, il fiume Turìa fu deviato in un corso artificiale e prosciugato, da qui la realizzazione di questa immensa area verde che ha fatto e fa ancora la felicità dei valenciani e dei turisti (mia sicuramente!) Geniale!

Giovedì 28 Giugno

Per questa giornata avevo già da tempo acquistato i biglietti da Musement (approfittando anche di una promozione Ikea che mi regalava il 10% di sconto se avessi acquistato presso questo operatore inserendo il codice IKEAFAM10 ;-) ) e prenotato per le 10.00. Il Biglietto combinato comprende la visita all’oceanografico, al museo delle scienze e all’hemisferic. E costa 38€ per gli adulti e 24€ per gli under 13 non compiuti. Allora, dopo questa mia esperienza voglio dare alcuni consigli per rendere la vostra eventuale visita più pratica: iniziate dall’oceanografico, e se proprio volete anche vedere il resto prendete nota degli orari in cui all’hemisferic danno le proiezioni cinematografiche in italiano (durante la giornata ne danno 2/3...). Tenete conto che la prima parte prende almeno 3/4 ore. Anche in questo caso, prima appurate l’orario delle esibizioni del delfinario - che a mio avviso rimane la parte più interessante della visita – piuttosto che andare e aspettare che inizi lo spettacolo- e il resto potrete tranquillamente vederlo come e quando vi pare . Da segnalare la sezione con gli squali, quella tropicale, l’artico e il mediterraneo. All’interno i prezzi dei locali che servono cibo sono decisamente alti, noi tra un tour e un altro siamo andati al centro commerciale El Saler -proprio di fronte- e preso un paio di hamburger da McDonald...oppure potete optare per portarvi qualcosa da asporto consumarla all’occorrenza ( anche se qui e là qualche cartello recita “no picnic).

Riepilogando... io, se potessi tornare indietro, vedrei al massimo solo l’oceanografico , ma solo se questo non dovesse togliere tempo ad altre attrazioni tra quelle in programma di visitare! Usciamo alle 18 e rientriamo in hotel per rinfrescarci. Noi in vacanza amiamo girare a piedi, trovo sia un modo più intenso di vivere la città. Anche qui facciamo così e manteniamo quella che è la nostra media : 20 km al giorno di sana camminata ! Questo ci consente qualche “eccesso alimentare”in più , oltretutto...

A proposito di questo, vista la stanchezza che si fa sentire , optiamo per cenare nella zona del nostro hotel, e quindi do una occhiata a TripAdvisor e adocchio un paio di locali dove mangiare tapas, perché stasera - dopo la paella di ieri sera , quelle vogliamo mangiare. Per ulteriore scrupolo chiedo alla receptionist e questa me ne consiglia proprio una di quelle che avevo già sott’occhio: aggiudicato!

Restaurante el Rincón del Duende, Carrer del Dr. Vicent Zaragoza, 52, 46020 Valencia. È un localino piccolo , ma caratteristico. Il fatto che si è subito riempito di indigeni (altri hanno aspettato a lungo che si liberassero i tavoli ) ci ha subito fatto ben sperare. Il cameriere è stato molto carino : per farci intendere meglio i piatti che servono ci ha lasciato in mano il suo cellulare per lasciarci guardare le foto delle pietanze, appunto. Confesso che dalle foto non abbiamo bene capito le proporzioni , quindi alla fine è venuto fuori che abbiamo esagerato un po’... Ma questo resta un ottimo locale dove mangiare tapas e non solo...per 10 tapas diverse , 3 seppie, un piatto di tonno e pollo con pomodoro e peperoni, una sorta di bruschetta gigante , un “vaso” di sangria acqua e coca abbiamo pagato 45€. Passeggiatina pro digestione e poi a nanna.

Venerdì 29-6-18

Oggi vogliamo finire di vedere - e in qualche caso rivedere più approfonditamente, il centro storico della città e alcune cose che mancano dal nostro programma originario. E, cosa di assoluta importanza, completare lo shopping per tutti i vari souvenir che abbiamo l’abitudine di portare ad amici e parenti. Iniziamo dal barrio del Carmen, un reticolo di strade ricche di mille negozi, tapas bar e ristoranti dove, tra l’altro, noi abbiamo trovato prezzi invitanti. Bellissima l’atmosfera che si respira in questo luogo, da non perdere. A seguire ci rechiamo alle torres di Quart. Questo era uno dei 4 accessi armati e vigilati alla città – oltre che magazzino e carcere femminile, realizzate nel XV secolo in stile Gotico. Nel XIX secolo furono utilizzate dal governo come carcere militare e successivamente, nel 1931, furono dichiarate “monumento storico”. Per 2€ a testa saliamo in cima da dove si può apprezzare una bellissima prospettiva su tutta la città e scattare qualche bella foto. Quindi arriviamo a Placa de la Virgen, dove si affacciamo la Basílica de la Virgen de los Desamparados, dedicata alla Madonna e ai miracoli che a lei si imputano durante il periodo della peste , e dove all’interno esiste una cappella dedicata ai reali di Spagna la cattedrale di Santa Maria: poco distante potrete vedere il bellissimo il palazzo della generalitat (il palazzo del governo della città). La piazza più importante della città di Valencia oggi è chiamata "Plaza del Ayuntamiento", ma nella sua storia ha avuto svariati nomi ", fino al 1987 quando assunse l'attuale nome. L’area nacque Dopo aver demolito, nel 1891, il convento Francescano, utilizzando gli spazi ed i giardini dello stesso. L’aspetto attuale è il risultato di diverse progetti.

Tappa successiva , ancora al mercato centrale dove prima avevamo visto alcuni oggettini che volevamo comprare e, già che ci siamo, ancora un paio di bicchieri di frutta a pezzi bella fresca che male non fa. A qualche minuto di distante troviamo il palazzo del marques de le aquas, straordinaria opera di eccelso stile barocco rococò che è anche sede del museo della ceramica. Costruito nella metà del XVIII secolo, apparteneva alla nobile famiglia del marchesato dos aquas. Il vero punto focale della struttura è decisamente la facciata principale, con le bellissime sculture in alabastro. Pare che in precedenza ve ne fossero ancora altre, ma che gli agenti atmosferici le abbiamo danneggiate irreversibilmente.

Proseguiamo per una capatina veloce al mercato colon, che non ha granché soddisfatto le mie aspettative, dato che me l’ero immaginato come una sorta di concorrente del mercato central... ma è molto diverso e assai più piccolo. ma se ci siete vicino un giro fatelo , non fosse altro per la bellezza della facciata esterna (oppure per andare gratis in bagno, se ne aveste bisogno…). Continuando il nostro programma, andiamo a vedere la placa redona, una piccola piazza circolare con un po’ di locali e qualche chioschetto che mi è proprio piaciuta. Anche qui prendiamo un paio di ricordi da portare ad amici e parenti come tradizione vuole. Proseguiamo fino alla bellissima placa della Puerta del mar, alla fine di calle colon, dove insiste una sorta di porta di Brandeburgo in piccolo che originariamente costituiva la porta per l’ingresso al palazzo reale e alla città in seguito. Ma questa attuale, ovviamente, è una riproduzione recente.

Da qui percorriamo la elegantissima calle Colon con tutti i suoi prestigiosi negozi,tipo Louis Vuitton, per citarne uno, un famoso centro commerciale, “el corte Ingles” e tanto altro. Merita una bella passeggiata. Proseguiamo poi fino in hotel, quindi ci mangiamo un paio di panini per poi cambiarci e correre fino alla tanto decantata Playa di Malvarrosa! Proprio davanti il nostro hotel prendiamo il tram linea 6 direzione “maritim-serreria“ e, dopo una decina di minuti , scendiamo alla fermata Eugenia Vines. Costo del biglietto: 1,50€ a tratta. Una volta scesi dal mezzo, non ci resta che attraversare la strada e scoprire con i nostri occhi la magnificenza di questo luogo! Spazi enormi, pulizia assoluta, aree sportive a perdita di occhio, docce, servizi, bellissima gente...davvero una esperienza che so già resterà indelebile. Anzi, ho promesso a me stesso che malvarrosa (insieme ala parco dell’Albufera, che non siamo riusciti a raggiungere)sarà uno dei motivi per cui io tra qualche anno ritornerò a Valencia! E questo la dice tutta...

Dopo esserci rinfrancata l’anima, verso le 19 circa, riprendiamo il tram e torniamo in hotel. Qui ho avuto il sospetto che probabilmente all’andata avevo fatto – diciamo così - un po’ di confusione con i biglietti: andavano obliterati, ma io non avevo ben compreso questo meccanismo e ho avuto fortuna… 10 minuti e arriviamo, scendiamo dalla metro e siamo subito in hotel. Una bella doccia e ancora fuori per cenare e fare un giro. Avevo in mente di andare a “perlustrare” la zona di Ruzafa per cenare , ma mentre eravamo per strada, poco distante dalla meta, vedo un locale con tante vetrine,ben illuminato e davvero pieno di gente. Neco buffet mediterraneo- Calle de Pascual y Genís, 9 – 46002 Valencia. Do una sbirciata in TripAdvisor e scopro si tratta di un locale con formula “all you can it”...i giudizi non sono eccellenti, ma nemmeno pessimi...ma si, proviamo anche questa esperienza!

Ci si accomoda, si ordina da bere (e questo si paga a parte) e poi si può andare al buffet a prendere quel che si vuole. Alcune cose, non erano male , devo ammettere, ma chiaramente non si poteva pretendere una qualità di livello improbabile per la cifra che si paga : noi per 3 con le bibite abbiamo pagato 38€ 10.90 cad. più bibite. Segnalo delle ottime cozze, una discreta paella, un eccellente arrosto, tanta frutta, dolci e gelati che sicuramente troveranno riscontro nei gusti di molti. Finita la cena poco gourmet, ci concediamo la nostra immancabile, quanto salutare , passeggiata per rientrare in hotel. Una mezz’oretta a godere ancora questa bellissima città,Valencia di sera/notte, se è possibile, è ancora più affascinante… le luci dei giardini del turìa con la sua ruota panoramica, i ponti, segnatamente il ponte des le flors, il ponte de la exposiciò e il bellissimo pont del mar, in plaza de america sono davvero molto suggestivi. Paghi di tanta bellezza… ora a nanna.

Sabato 30-6-18

Ultimo giorno... un po’ di tristezza fa capolino, ma anche questo è messo in conto… il segreto è pensare già al prossimo viaggio! Fatta la colazione risaliamo a preparare i bagagli che poi abbiamo lasciato in hotel per ritirarli nel pomeriggio quando, proprio dalla fermata metro antistante andremo all’aeroporto. Confesso che anche in questo l’hotel ha dimostrato una ottima organizzazione e altrettanta disponibilità!

Adesso non sappiamo bene cosa fare tra le cose che ci eravamo riproposte: l’albufera era quella più suggestiva , ma forse il tempo rimasto è poco e non mi va di fare tutto di corsa e rischiare di fare troppo tardi...quindi alla fine scendiamo ancora in centro proprio a rivivere ancora posti già visti cosicché ne possiamo godere ancora di più. Una passeggiata senza fretta , senza scadenze...solo emozioni pure. Unica nota “stonata” è che il sabato ...pare che i turisti si siano triplicati: c’è un sacco di gente!

Ammetto che anche vagare così, senza meta e senza ansia, è una bella esperienza. Ti godi angoli nascosti che prima, magari per i tempi stretti e la frenesia di riuscire a fare vedere quante più cose possibile, non noteresti, ti fermi a guardare la gente del posto, come vive, come lavora, quanto è disponibile con i turisti... Ancora Shopping, poi pranzo, un po’ di relax e poco dopo torniamo a prendere i trolley per avviarci, comodamente, in aeroporto.

Permettetemi alcune considerazioni su questo viaggio e sulla città

Valencia è davvero una città incantevole, molto pulita ed efficiente, la gente è tranquilla e disponibile. I prezzi sono abbastanza abbordabili, specie se paragonati ad altre grandi città europee. Non ci sono lavavetri (eppure di semafori ce ne sono migliaia!), non ho in nessun caso notato gente che potesse dare sospetto del tipo borseggiatori o ladruncoli… In alcuni momenti è capitato di sentire cattivo odore provenire dalle grate del sistema fognario lungo le stradine del centro, ma non era sempre e non dappertutto. Non ho capito quale potesse essere la causa di questo problema, ma effettivamente è motivo di fastidio. Ma davvero a me è piaciuta tantissimo. E’ stata una bellissima esperienza, che mi ha arricchito e che ancor più mi ha fatto innamorare della spagna. Spero un giorno di poterci tornare…

Grazie per la vostra attenzione e scusate se mi sono dilungato… ma scrivendo ho rivissuto ogni emozione e non potevo non trasferirla in queste righe!

Fate tanti viaggi, buona vita a tutti!

Peppe, Laura, Serena

di Peppesparacino - pubblicato il
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