Valencia: io, la mamma e le Fallas

In città durante la festa più sorprendente e coinvolgente. Un evento imperdibile!

  • di tus-operator
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Quanti amici conoscete che sono già stati a Valencia? Io moltissimi. Tutti che dicevano: "è una città vivacissima", "non puoi perdertela durante le Fallas", "è bellissima e piena di energia" e "non ci sei ancora stato?". Urgeva verificare tutte queste cose di persona!

Eccoci quindi al punto di partenza di questo viaggio: io, la mamma e las Fallas. Perché la mamma? Perché l'ho portata con me. Perché las Fallas? Perché abbiamo visitato la città durante la sua festa più sorprendente e coinvolgente. Un evento imperdibile! Ma vi racconto tutto qui sotto.

PRIMO GIORNO: 16 marzo

Colazione in aeroporto e sosta all’edicola per l’acquisto di un’imbarazzante rivista “da signora” per la mamma (che poi si porterà appresso oscurando la copertina). Inizia così questo viaggio a Valencia. Comincia con quella sorta di riti che precedono la partenza e che, col tempo, diventano quasi sacri. Dopo un rapido volo Ryanair da Bergamo, atterriamo all'aeroporto di Valencia (si può raggiungere la città tramite la comoda metro - linea 3 e 5 - ticket 3.90€). La luce è accecante. I palazzi, le chiese e le piazze che vediamo sfrecciare accanto al taxi, che ci sta portando al B&B Almirante, sono invasi di luce. Oltre il portone di un antico palazzo c’è la nostra bella stanza e un piccolo ma delizioso patio esterno. Un po’ meno deliziosi i dolcetti di benvenuto che sgraffigniamo nel salottino comune (così impariamo a fare gli ingordi)! Data la festività, i prezzi di tutte le strutture ricettive salgono alle stelle raggiungendo livelli decisamente eccessivi se paragonati agli standard spagnoli. La nostra camera doppia costava 150 euro. La struttura è carina, ristrutturata di recente e a 200 metri dalla Cattedrale ma, se considerate che la colazione non era inclusa e che al b&b non cambiavano nemmeno le salviette, a mio avviso il prezzo era decisamente troppo. Se venite durante le fallas, mettete il cuore in pace e una mano al portafogli! Ad ogni modo, adesso siamo pronti con la visita della città! Prendiamo un bus proprio dietro il b&b (linea 1 e 95 - costo biglietto 1,5€) ed iniziamo con il simpatico Parco di Gulliver, realizzato nel letto di quello che fino a qualche decennio fa era il fiume Turia (ora trasformato in un lunghissimo e curatissimo spazio verde). Ci trasformiamo in piccoli lilliput che salgono e scendono (tramite scivoli) dal povero gigante. Data la splendida giornata di sole, riprendendo il medesimo bus, facciamo una piccola deviazione dal programma ed eccoci con i piedi affondati nella sabbia. Davanti ai nostri occhi il mare blu. Alle nostre spalle una spiaggia larga e La Pepica. Di cosa si tratta? Nulla di culturale! È il ristorante consigliato da Greta (un’amica innamorata di Valencia) dove divoriamo seppia alla griglia e la celebre paella, il delizioso piatto tipico della città. È il momento di fare un salto nell’architettura futuristica della Ciudad de las Artes y las Ciencias (ci spostiamo con il taxi perché non costa molto - circa 7/8€). Una manciata di sfere, piscine, archi in cemento, palazzi dalle forme improbabili e tanto vetro. Ci sono perfino delle persone in una bolla di plastica che cercano in ogni modo di camminare sulle acque. Sembra di passeggiare in una città del futuro. E invece siamo ancora a Valencia! La stagione non ci permette di fare già un bagno nel mare per cui eccoci all’Oceanografic (ticket on-line 29€) per un tuffo nell’acquario più grande d’Europa. È un luogo pazzesco e immenso (servono almeno 2-3 ore per visitarlo) nonché una delle più belle attrazioni di Valencia! Zampettiamo come due anatre impazzite (quelle che popolano i laghetti dell’acquario sono decisamente più educate di noi) tra i vari padiglioni. Sono uno più bello dell’altro! “Mamma guarda i pinguini”, “Urco quanto sono grandi quei trichechi” e ancora “Andiamo a vedere lo spettacolo dei delfini?”. Mi mancava solo lo zucchero filato e la manina in quella della mamma. Ma forse la più eccitata era proprio lei che si spalmava sulle vetrate della galleria degli squali (è inutile che ci parli, non capiscono la tua lingua) e che curiosava tra coloratissimi pennuti simili a fenicotteri (attenta che il loro becco è a 10 cm dal tuo naso). Insomma due bambini indisciplinati! Rientriamo in hotel sempre a bordo del solito bus di linea. Più tardi si uscirà per la serata. La mamma approfitta di questa pausa per schiacciare un rumoroso sonnellino (ho già capito che per me sarà una notte difficile). Fuori la situazione non è molto differente: le strade della città rimbombano dei mortaretti scoppiati in occasione de las Fallas, la più grande festa popolare di Valencia. Le sue origini sono antiche ma oggi si presenta come un folcloristico mix di fuochi, carri carnevaleschi, sfilate in abiti tradizionali e rumorosi petardi. Gli eventi più rilevanti, nonostante la festa duri parecchio tempo, si concentrano nei giorni che precedono il 19 marzo (cercate il programma on line). Quando finalmente usciamo, la città è in fermento. Esplode di vitalità (oltre che per i petardi). Noi ci lasciamo coinvolgere e guardiamo tutto incuriositi. Oltre a donne in abiti tipici, agli angoli delle strade ci sono grandi sculture in cartapesta. Ce n'è una per ciascun rione e ricordano un poco i carri carnevaleschi di Viareggio (anche se in versione più piccola). Per coronare questa intensa serata, a mezzanotte in punto, nei pressi del fiume Turia iniziano i fuochi d'artificio!

SECONDO GIORNO: 17 marzo

La seconda giornata a Valencia inizia come è finita la prima: mangiando churros e frittura simile. Partiamo bene! Corriamo subito in soccorso al nostro stomaco prendendo un caffè bollente ai tavolini di un bar in Placa de la Virgen, al centro della quale troneggia una statua gigantesca della Madonna che sarà poi ricoperta di fiori

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